Quel giorno che l’Occidente preferisce dimenticare

hitler mussolinidi Michael Jabara Carley | da voltairenet.org

La NATO riscrive la storia: la Seconda guerra mondiale non sarebbe stata un conflitto interno al capitalismo, ma la lotta vittoriosa della democrazia contro il nazismo. Di conseguenza, il ruolo dell’Unione Sovietica nel conflitto non sarebbe stato di primaria importanza. Al contrario, l’URSS avrebbe stretto con il Male assoluto la più solida delle alleanze. Ma questa propaganda non regge alla prova dei fatti.

Avrete sentito parlare spesso del Patto di non aggressione tedesco-sovietico firmato il 23 agosto 1939. Quel giorno Adolf Hitler e Joseph Stalin, «uniti come due piselli in un baccello» – come ce li descrivono i media ufficiali occidentali – si sono “spartiti” l’Europa dell’Est, dal Mar Baltico al Mar Nero, spalancando la porta alla Seconda guerra mondiale. In questo modo sarebbe stato piantato un coltello nella schiena di Francia e Inghilterra, sedicenti democrazie ma in realtà i due più potenti imperi coloniali mondiali.

Per rendervi ancora più difficile dimenticare questa data, casomai la propaganda dei media non bastasse, il 23 agosto è stato dichiarato “Giornata europea per la commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo”, più comunemente chiamata “Giornata europea della memoria”. Nel 2008 il Parlamento europeo ebbe l’idea geniale di «commemorare, con dignità e imparzialità, le vittime di tuti i regimi totalitari e autoritari». E così, dal 2009, ogni anno si celebra questa Giornata. 

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