La storia insegna ma non ha scolari: l’Euro come la Lira forte di epoca fascista

di Fabrizio Verde | da www.linkiesta.it

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione

Diminuzione dei salari, crollo delle esportazioni e della produzione, esponenziale aumento della disoccupazione, progressiva proletarizzazione degli strati sociali intermedi, forte crescita della povertà. Quelli appena citati sono gli effetti classici di un processo di aggancio a uno standard nominale forte. A prima vista appare come una nitida fotografia attuale, dell’Italia nel 2012. Lo scenario deprimente a cui assistiamo dopo undici anni dall’ingresso nell’eurozona che è equivalso sostanzialmente ad un aggancio della Lira al Marco tedesco. Evidentemente però, come affermava Antonio Gramsci «la storia insegna ma non ha scolari», visto che quella descritta in precedenza non è la situazione italiana post adesione all’Euro, ma bensì ci troviamo a metà degli anni 20′, in pieno regime fascista: il 18 agosto del 1926 allorquando in un discorso tenuto a Pesaro, Benito Mussolini, annunciò per la Lira una politica di rivalutazione nei confronti della Sterlina, la valuta mondiale di riferimento a quel tempo. 


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