Valutazione del risultato elettorale e prospettive

pubblichiamo come contributo al dibattito

di Leonardo Masella

La vera sorpresa del risultato elettorale è il successo di Conte alla guida del M5Stelle. Una sorpresa molto negativa per l’establishment liberista e imperialista al servizio di Washington che ha fatto di tutto in questi 5 anni per distruggere il M5Stelle e per screditare Giuseppe Conte, gli ha organizzato due operazioni oscure per far cadere i due governi diretti da lui, il Conte Uno per mano di Salvini e il Conte due per mano di Renzi, ha installato Draghi al posto di Conte, ha indicato in Conte il nemico da abbattere per avere un’Italia allineata e sull’attenti agli ordini di guerra, ha organizzato la scissione di Di Maio per spaccare e distruggere il M5Stelle, ha creato e diffuso sondaggi che fino a un mese fa davano il M5Stelle ai minimi termini sulla via dell’estinzione. Quando Conte ha rotto con Draghi soprattutto sulle spese militari e sull’invio di armi all’Ucraina, tutti i principali mass-media, a reti e edicole unificate si sono scatenati in una campagna elettorale contro Conte, eppure il M5Stelle ha superato il 15%, andando oltre anche le mie più ottimistiche speranze di qualche mese fa. Il piano dei guerrafondai atlantisti di anticipare le elezioni all’estate per evitare che il dissenso degli italiani dalla guerra e dai suoi tragici effetti economici e sociali si facesse sentire al momento del voto, non è pienamente riuscito. Col risultato del MStelle ha vinto in parte la pace, la contrarietà ad una guerra pericolosissima e che se va bene provocherà il default della nostra economia.

Non è invece una sorpresa la vittoria della Meloni, che non solo ha usufruito della sua posizione di esternità al governo Draghi, ma è stata pompata dai mass-media proprio per una alternativa di riserva al Pd, per evitare che il dissenso dal governo Draghi si riversasse a sinistra e nel M5Stelle. Mentre l’operazione mass-mediatica di spostare voti dal M5telle al Pd è fallita, è riuscita invece l’operazione mass-mediatica sull’elettorato di centro-destra di spostare elettori da Salvini a Meloni. A sinistra l’obbiettivo da abbattere era Conte, a destra era Salvini. E’ probabile, infatti, che Salvini venga sostituito come segretario della Lega perché ritenuto non pienamente affidabile, come invece è diventata la Meloni.

Un altro dato per me molto positivo è la sconfitta del Pd, della logica del voto utile, del falso antifascismo di chi grida al pericolo fascista mentre abbraccia i nazisti del battaglione Azov, di chi attacca l’Anpi in nome della guerra americana, dell’equivoco di una forza ancora percepita di sinistra mentre è la più guerrafondaia e fedele alle dottrine liberiste e del capitalismo finanziario. E’ positiva questa sconfitta perché può liberare forze a sinistra, a partire da Articolo Uno e da Sinistra Italiana e soprattutto la Cgil di Landini dall’abbraccio mortale in cui erano finiti, per costruire con Conte un grande movimento di lotta e di massa per la pace e contro la crisi sociale catastrofica che sta avanzando velocemente.

Non è una sorpresa per me il non raggiungimento del quorum di Unione Popolare costruita dal Prc, da Pap e da De Magistris, un generoso tentativo unitario andato male sia perché l’anticipo delle elezioni ne ha affrettato la sua costruzione, sia perché la linea di Conte di un M5Stelle pacifista e anti-liberista ne ha obbiettivamente e prevedibilmente tolto spazio. Un esperimento quello di UP da valorizzare, nonostante la sconfitta elettorale, per la tensione unitaria e non settaria, ma anche per le migliaia di militanti comunisti che sono riusciti nel miracolo di raccogliere in piena estate ben 60.000 firme per la presentazione delle liste in tutta Italia, militanti che potrebbero essere utili nel costruire l’opposizione nella società. Una sacca di resistenza, di attivismo e passione civile anti-capitalistica da non disperdere.

Non mi pronuncio invece sul fallimento totale del Pc di Rizzo e del cosiddetto Pci (faccio fatica a chiamarlo PCI per non colpire la memoria del glorioso PCI), perché sarei troppo aspro, e non ne vale la pena, anche perché in entrambi i partiti vi sono generosi militanti di base, forse un po’ troppo ingenui, attaccati alla storia e agli ideali comunisti. 

Cosa prevedo ora ?

Ho soprattutto delle domande, perché molte cose verranno da come evolverà la realtà, soprattutto il quadro internazionale, la guerra in Ucraina e nel mondo e la grave crisi economica occidentale.

1) Il centro-destra dovrà ora governare, con forti contraddizioni al suo interno, una situazione difficilissima e inedita dovuta non solo alla guerra, ma soprattutto ad una crisi economica e sociale di tipo nuovo fatta di aumento vertiginoso dei costi energetici e dell’inflazione, della chiusura di migliaia di imprese con relativi licenziamenti di massa, di black-out e di lockdown. Quanto durerà un governo del genere ? Washington tenterà di costituire un nuovo governo di unità ed emergenza nazionale col contributo di Calenda e quel che rimarrà del Pd ?  Ciò dipenderà soprattutto dalla evoluzione della guerra e del quadro internazionale, se si andrà ad una escalation oppure a un negoziato di pace, e da come i paesi della Ue risponderanno alla gravissima crisi energetica dovuta alla rottura con la Russia e alla speculazione finanziaria.

2) Prevedo una crisi del Pd con una forte discussione fra chi sosterrà che bisogna andare verso Calenda-Renzi (ed eventualmente verso un sostegno ad un governo di emergenza nazionale) e un’altra parte che sosterrà che bisogna guardare a sinistra e al M5Stelle. Penso che vincerà la destra interna, con la sostituzione di Letta con qualcuno ancora più a destra per potersi unire a Renzi e Calenda. Ma quali forze libererà a sinistra questo processo ? Cosa farà la minoranza più europeista e trattativista del Pd vicina alla posizione del Papa (i Prodi e i Del Rio) ? Cosa faranno Bersani e Landini ? Quest’ultima è la domanda più importante per noi.

3) Cosa farà la Cgil di fronte a una crisi sociale inedita, ad una inflazione a due cifre, a licenziamenti di massa, ad una disoccupazione e a una povertà dilaganti, e a un Pd in crisi e ancora più a destra ? La Cgil, nonostante la giustezza di tutte le nostre critiche e nonostante l’esistenza di un’importante sindacato di base, come l’Usb, è ancora l’unica organizzazione di massa dei lavoratori in grado, se si affrancasse dalla gabbia del Pd e cambiasse linea, di mobilitare grandi masse di lavoratori.

4) Cosa farà Conte ? Oltre a continuare tatticamente e giustamente a incalzare il Pd ad una unità d’azione dall’opposizione, aprirà il M5Stelle ad un processo unitario con Di Battista, Santoro, Bersani, Sinistra Italiana, De Magistris e il resto della sinistra esclusa dal parlamento ? E soprattutto lavorerà per costruire soprattutto nel Paese, nella società, una opposizione di massa, popolare, alla guerra e al massacro sociale ?

Queste sono le domande che l’evoluzione della realtà si incaricherà di rispondere. Noi  comunisti con una impostazione leninista, possiamo dare un contributo perché le risposte siano positive.

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