Vaccini, tra l’incudine e il martello

pubblichiamo come contributo alla discussione

di Roberto Gabriele

La situazione, dopo gli eventi di sabato 9 ottobre a Roma, ci ha posto con più urgenza la necessità di un chiarimento su tutta la questione dei vaccini e delle questioni politiche che ci stanno dietro.

Partiamo dai fatti più eclatanti: la grossa partecipazione di gente, non solo a Roma, al raduno anti green pass e l’assalto alla sede della CGIL. Se qualcuno si è meravigliato che a piazza del Popolo sabato scorso ci fossero in realtà più di diecimila persone non tiene presente un fattore politico determinante e cioè che la protesta non arriva per caso, ma da una campagna della destra portata avanti fin dall’inizio della pandemia e non tanto e non solo da gruppi come Casa Pound e Forza Nuova, ma soprattutto dal settore istituzionale della destra e dai suoi media di riferimento, prima contro il governo Conte 2 e poi, col ruolo di Salvini e Meloni, dopo la costituzione del governo Draghi.

Soffiare sul fuoco delle difficoltà e alimentare una campagna antivaccinale mirata ha creato in una serie di strati sociali paura e avversione ai provvedimenti del governo e questo spiega perchè c’è stata tanta mobilitazione nelle piazze. La paura del vaccino ha fatto presa e si è mischiata con una cultura politica in apparenza libertaria, ma in realtà profondamente arretrata, che denota che nella società italiana ci sono pulsioni che vanno correttamente interpretate per evitare che lo slogan “libertà, libertà” possa essere interpretato per qualcosa che ha a che fare con una sinistra che abbia punti di riferimento solidi.

No, dobbiamo dirlo chiaramente, le manifestazioni di sabato a Roma e a Milano sono da considerarsi manifestazioni di destra, anche se le incertezze sulla pandemia e i modi del governo Draghi nel gestirla possono aver esercitato un ruolo nella crescita del movimento. Queste motivazioni devono essere però considerate un paravento rispetto alla questione principale. Non è un caso infatti che gruppi come Casa Pound e Forza Nuova assieme al fascistume di vario genere (perchè tante e solo bandiere tricolori?) hanno nuotato come pesci nell’acqua dentro le manifestazioni, fino a realizzare l’assalto alla CGIL, che per le modalità con cui è stato realizzato, suscita non poche perplessità vista la presenza di parecchi poliziotti nei pressi dei locali devastati. Non è un caso che poi è scattato il coro unanime degli antifascisti di maniera contro l’assalto al sindacato di Landini.

Senza enfatizzare, vale ricordare che attorno al governo Draghi sono in corso manovre di settori della maggioranza per arrivare con mezzi extrapolitici a modificare la consistenza delle forze in campo e assicurare un futuro certo al salvatore della patria.

Nel considerare la situazione occorre anche tener conto del ruolo di una sinistra, vera o presunta, rispetto a ciò che sta accadendo. A partire dalla schiera dei cosiddetti ni vax, cioè di coloro che, dovendosi pronunciare sul green pass, con un giro di parole hanno sostenuto che se si voleva arrivare a un provvedimento di quel genere meglio sarebbe stato l’obbligo vaccinale per legge. Era questa la soluzione? Come si può asserire con ragionevolezza un provvedimento di vaccinazione per tutti? Ve le immaginate pattuglie di poliziotti rincorrere la gente, imitando le SS, per imporre la vaccinazione cercandola nelle cantine, nei boschi, nelle soffitte murate tipo quella di Anna Frank? Il governo ha scelto l’unica strada praticabile, che è quella di imporre di fatto la vaccinazione a chi è legato ad attività sociali, produttive, sanitarie, scolastiche ecc., in modo da coniugare la valenza della vaccinazione al contesto di aree di presenze collettive. Di qui il green pass.

Le incongruenze ci sono, ad esempio quelle sui trasporti, con la differenza tra quelli locali e quelli nazionali, o il fatto che uno dei fautori del provvedimento è il presidente della Confindustria Bonomi (Landini ha esitato e poi si è adeguato). Perchè questa scelta? E’ ovvio, si dirà, che Bonomi e Draghi hanno in mente la ripresa produttiva. Ma noi dobbiamo stare sulla questione del vaccino e della sua efficacia come rimedio alla pandemia. Vi ricordate quando all’inizio si è fatto un gran parlare di sanità pubblica, di diritti sulla produzione dei vaccini, della loro mancanza? Ebbene ora per non andare ad acchiappar farfalle come fa la sinistra del bla bla bla, dobbiamo dire se è vero che il 90% degli infettati non era vaccinato, che le morti riguardano prevalentemente persone non vaccinate e che se qualcuno, nonostante il vaccino, viene contaminato lo è in maniera più leggera.

Associarsi alla campagna della destra sui green pass e sui vaccini sta portando una sinistra allo sbando, e disposta a tutto per riaffermare un malcelato protagonismo, su posizioni a dir poco discutibili.