VI Consiglio di Presidenza della Federazione Sindacale Mondiale Intervento del Segr. Gen. George Mavrikos

da FSMhttp://www.wftucentral.org/?p=4646&;language=es dà # more-4646
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

mavrikosDiscorso del Segretario Generale della FSM George Mavrikos, al VI Consiglio di Presidenza tenutosi a Johannesburg, Sudafrica, il 9 febbraio 2012
 
Stimati compagni e compagne,
 
Ci ritroviamo dieci mesi dopo lo storico congresso della nostra organizzazione che presupponeva il rafforzamento della FSM. Dieci mesi successivi al 16° Congresso Sindacale Mondiale, dove la FSM ha dimostrato di essere viva e forte, di rappresentare il movimento sindacale internazionale di classe ed in grado di organizzare congressi, aperti e democratici. Dieci mesi dopo le decisioni prese, il “Patto di Atene” non è solo una questione di interesse attuale, ma dimostra anche la giustezza della nostra analisi sull’attuale situazione politica ed economica e la nostra volontà di organizzare la lotta nel miglior modo possibile.

Siamo in Sudafrica, un paese con una ricca storia di lotte ed esprimiamo il nostro rispetto e gratitudine a questo paese e alla sua gente. Esprimiamo la nostra gratitudine ai dirigenti di NUMSA, NEHAWU, CEPPWAWU e POPCRU per la loro ospitalità, accoglienza e per aver organizzato questa riunione con la partecipazione di dirigenti sindacali di alto livello provenienti da 28 paesi dei cinque continenti. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato a essere qui oggi.
 
Attualmente ci sono tre fattori fondamentali nella realtà e nella vita dei lavoratori.
 
In primo luogo, un peggioramento della crisi capitalistica insieme ad uno sforzo della borghesia a perdere il meno possibile a causa della crisi, spostando così il suo grande peso sulla classe operaia e le fasce popolari. La crisi è iniziata negli Stati Uniti, ha raggiunto tutta l’Europa e si sta espandendo in tutto il mondo. La crisi ha acuito le rivalità inter-capitaliste, tra l’euro e il dollaro, tra Germania e Francia e tra i suoi alleati. Ci si avvale della crisi per ridurre pensioni, i salari e i diritti sociali, mentre si generalizzano le privatizzazioni. La situazione è difficile per la gente comune nella maggioranza dei paesi africani. Il colonialismo è terminato, ma continua il capitalismo. I colonialisti sono andati via, ma sono ritornati in breve tempo sottoforma di corporazioni transnazionali, cartelli, monopoli, attraverso governi neo-conservatori e socialdemocratici. L’Africa è molto ricca di risorse, ma ha i lavoratori più poveri. Ciò è confermato dai dati delle Nazioni Unite sull’aspettativa media di vita, pubblicati nel dicembre 2010:
 
– 47 anni in Angola 
– 49 anni in Ciad 
– 47 anni in Lesotho 
– 49 anni in Mozambico 
– 49 anni in Ruanda 
– 49 anni in Nigeria
 
In totale, 16 paesi africani hanno un’aspettativa di vita media inferiore ai 50 anni.

In tutto il mondo il grande problema per la classe operaia, i giovani e le lavoratrici è la disoccupazione. I capitalisti, in condizioni di profonda crisi economica, stanno cercando di dividere un posto di lavoro tra 2-3 dipendenti part-time. La disoccupazione, tuttavia, non si può affrontare con tali politiche anti-operaie e continuerà a crescere costantemente.
 
Sulla base di recenti dati pubblicati dall’ILO, ci sono miliardi di lavoratori poveri disoccupati nel mondo.
 
– 900 milioni di lavoratori vivono con un “reddito” inferiore a 2 euro al giorno.
 
– In Spagna ci sono 5,3 milioni di lavoratori disoccupati, 3 milioni in Francia, un milione in Grecia. Il numero effettivo totale di lavoratori disoccupati nell’Unione europea supera i 24 milioni, la maggior parte dei quali sono donne e giovani lavoratori.
 
Così il compito immediato dei sindacati è quello di sostenere i lavoratori disoccupati nella loro sopravvivenza, assicurandosi che essi abbiano cibo, elettricità, medicine, acqua potabile, che abbiano l’appoggio economico e sociale del governo e delle istituzioni pubbliche. Allo stesso tempo dobbiamo rivelare le cause della disoccupazione, per fare in modo che la classe operaia comprenda che non c’è soluzione all’interno del sistema capitalista ed affinché capisca che la lotta contro la disoccupazione è il fronte principale e basilare per la FSM.
 
Una seconda caratteristica di fondo del periodo in cui viviamo, è la tensione delle rivalità inter-imperialistiche e la loro espressione attraverso la dura aggressione della NATO, l’UE e dei suoi alleati.
 
In questo periodo c’è una forte aggressività imperialista, in particolare contro i popoli che si oppongono ai piani degli Stati Uniti, NATO e dei loro alleati. In Siria, l’aggressione imperialista straniera continua. I paesi arabi che hanno re e regimi reazionari sono utilizzati per promuovere i piani degli imperialisti. In Libia, i conflitti continuano, mentre nel Golfo Persico gli imperialisti, l’Unione europea hanno imposto un embargo all’Iran con il pretesto del suo programma nucleare. Gli Stati Uniti e l’Unione europea calunniano Cuba socialista con il pretesto della morte di un criminale in carcere; Israele continua i suoi attacchi alla Striscia di Gaza contro il popolo palestinese. Il governo della Turchia minaccia Cipro e utilizza i “Fratelli Musulmani”. In realtà, i governi della Turchia sono i più forti alleati di Stati Uniti e Israele nella regione.
 
La posizione del FSM è ferma. I popoli sono gli unici responsabili di decidere liberamente e democraticamente sul loro presente e futuro. La FSM è contro i piani degli imperialisti e contro le guerre imperialiste e organizza campagne di internazionalismo e solidarietà con i popoli che soffrono a causa degli imperialisti. Gli affiliati e gli amici della FSM in Nigeria e in Africa devono essere pronti alla lotta perché gli Stati Uniti, le multinazionali e il capitale internazionale hanno progetti per lo smembramento della ricca Nigeria in due o più Stati.
 
La terza caratteristica è rappresentata dalla lotta della classe operaia e delle fasce popolari che diventa più intensa e dà più speranza e prospettiva ai popoli e ai lavoratori. Questo contrattacco e la sua lotta si intensificano ogni giorno. L’esempio del grande sciopero in Nigeria, con numerosi morti, la lotta di molti mesi dello SME (Sindacato Messicano Elettricisti ndt) in Messico, i numerosi giorni di sciopero degli eroici lavoratori dell’acciaio in Grecia, lo sciopero dei lavoratori in Kazakistan, i lavoratori delle piantagioni di banane a Panama, la lotta dei lavoratori nel Canale di Panama, in Portogallo, in India, in Tailandia, in Italia, in Polonia, in Bulgaria, in Belgio, nel settore metallurgico e nelle imprese transnazionali in Sudafrica, nel settore alimentare in Colombia, nel settore minerario in Perù, nel settore pubblico in Inghilterra, i giovani del Cile, le proteste a Wall Street … Tutti questi esempi dimostrano che ampie fasce di lavoratori in tutti i continenti resistono alla politica anti-operaia applicata dai governi sia neoliberali che socialdemocratici. Oggi, in condizioni di profonda crisi del capitalismo, in condizioni di decadenza del sistema capitalista, le lotte dei lavoratori, dei contadini poveri, dei giovani sono la fiduciosa speranza e rappresentano l’unico modo per generalizzare il contrattacco dei lavoratori contro il sistema di sfruttamento capitalista.
 
Oggi, in queste circostanze, l’espressione della solidarietà internazionalista è più necessaria che mai. Da un lato la lotta di ogni organizzazione sindacale nel proprio paese deve essere di classe, contrastare i padroni con forme intense di lotta e mantenersi in linea con le altre fasce popolari dando così un grande contributo al dovere internazionalista. Dall’altro, l’espressione della solidarietà con la lotta dei nostri compagni di altri paesi dovrebbe essere rafforzata. Questa solidarietà dovrebbe essere un argomento discusso nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro dove poter informare i lavoratori, incoraggiandoli e dove far capire che non sono soli nella lotta, che l’unità della classe operaia a livello internazionale può portare risultati positivi sia nell’ambito delle multinazionali che nei settori strategici, in tutto il mondo. I nostri sforzi devono essere su una scala tale da rendere nulli i vari argomenti utilizzati dai governi e dai media per calunniare le lotte della classe operaia.
 
Un altro aspetto fondamentale dell’internazionalismo e della solidarietà operaia è lo scambio di esperienze, il loro uso e trasmissione per rendere la lotta più attiva e meglio organizzata e per ottenere risultati migliori in favore della classe operaia. E’ nostro dovere rafforzare continuamente il carattere internazionalista della FSM.
 
Che tipo di sindacati vogliamo
 
Noi, come l’attuale direzione della FSM, affermiamo che nelle condizioni in cui viviamo, la classe operaia internazionale ed il popolo hanno bisogno di una organizzazione sindacale internazionale, che abbia alla base le seguenti fondamentali caratteristiche che rappresentano quello che vogliamo ed abbiamo intenzione che sia, la Federazione Sindacale Mondiale:
 
1. Orientamento di classe e pensiero rivoluzionario, che sottolinea che stiamo parlando di una organizzazione di lavoratori che si batte tenacemente contro il capitale e l’imperialismo. Sindacati indipendenti dai governi e dai capitalisti.
 
2. Relazioni democratiche e aperte con la gente comune, riforme a tutti i livelli, appoggio ai loro leader provenienti dalla base della società, che siano onesti, che rispettino la critica e l’autocritica e la disciplina, leader che combattano la burocrazia e la corruzione.
 
3. La Federazione unirà tutti i lavoratori, indipendentemente dal sesso, colore o religione; unirà i lavoratori ai contadini poveri e ai giovani con il fine di includerli tutti nella lotta contro il capitale ed i monopoli; li unirà nella lotta e gli insegnerà a non fare un passo indietro o ad arrendersi.
 
4. Carattere internazionale, solidarietà operaia, cooperazione e sostegno (sia morale che economico) per la classe operaia di ogni paese, per ogni settore in lotta per la sua libertà, per i suoi diritti sindacali e democratici, per la loro vita e i loro diritti.
 
5. L’uso di tutti i tipi di lotta di classe, dalle più semplici alle più complesse, promuovendo idee e obiettivi che rivendichino la soddisfazione delle necessità attuali di tutti i lavoratori e allo stesso tempo portino ad una lotta di classe per porre fine allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
 
6. L’impiego degli organismi internazionali per realizzare le idee dei lavoratori, il coordinamento delle azioni dei vari movimenti che lottano per gli stessi obiettivi.
 
7. Istruzione per la classe operaia, soprattutto per quei lavoratori che amano la storia della loro nazione, le tradizioni, la cultura e la storia del movimento operaio internazionale, fornendo una formazione che renda più consapevoli i lavoratori come classe, perché possano credere nei valori della lotta di classe e la conoscano
 
La FSM ha fatto molti passi positivi, tuttavia le finanze sono il settore con maggiore difficoltà. Il principale sostegno economico della FSM proviene solo da sette affiliati e da amici. Senza l’aiuto dei nostri amici, la situazione sarebbe sicuramente peggiore.
 
Vogliamo fare una distinzione e ringraziare anche le organizzazioni che ogni anno ci inviamo il loro contributo piccolo, ma costante. Le nostre organizzazioni in Salvador, Colombia, Guyana, Sri Lanka e Bangladesh inviano piccole quantità di denaro, 300 o 500 euro e in tal modo dimostrano di appoggiare i nostri sforzi congiunti. Abbiamo inviato una lettera dicendo che siamo uniti nella nostra lotta. Queste piccole quantità di denaro rappresentano un simbolo.
 
Tuttavia il problema rimane ed è un grosso problema. I bisogni sono tanti. Rimarchiamo che la FSM non riceve fondi da governi o padroni.
 
Cari compagni e compagne,
 
Per il 2012, proponiamo una Giornata Internazionale di mobilitazione della FSM e proponiamo la data di mercoledì 3 ottobre 2012. L’esito delle iniziative precedenti e le condizioni in cui viviamo ci pongono di fronte ad un ulteriore compito per il successo di questa giornata: l’organizzazione di iniziative da parte di tutti i nostri affiliati ed amici nei propri paesi nell’ambito della Giornata Internazionale di mobilitazione.
 
Raccomandiamo che la Giornata Internazionale di mobilitazione promuova le necessità e le rivendicazioni dei lavoratori in maniera che tutti possano accedere al cibo, alla casa, all’acqua potabile, ai sistemi sanitari e all’istruzione pubblica e gratuita così come alle medicine gratuite. Dobbiamo divulgare i dati relativi al milione di bambini che muore di fame e di sete, i milioni di persone che soffrono la fame, senza farmaci, mentre i loro paesi sono ricchi e le risorse naturali vengono saccheggiate dalle multinazionali e dai monopoli. Dobbiamo fare uno sforzo internazionale per rivelare e condannare le cause di questo fenomeno sociale. I sindacati che fanno parte della FSM così come i suoi simpatizzanti, devono attuare queste azioni in ogni posto di lavoro, in tutti i settori e in tutti i paesi, in modo che le misure specifiche siano adottate. Le informazioni devono essere raccolte, dobbiamo organizzare le proteste e celebrare eventi come “sentenze” contro le multinazionali che speculano sull’acqua, sulle medicine, sugli alimenti, sull’editoria e altro ancora. Dobbiamo esigere soluzioni senza indugio. Il materiale raccolto dopo l’iniziativa e le azioni saranno presentate alle Nazioni Unite, ILO, FAO e UNESCO da grandi delegazioni di affiliati e sostenitori.
 
A proposito di prezzi dei prodotti alimentari e di cartelli di fornitura e distribuzione del cibo: dobbiamo provare, coordinandoci con i compagni dell’Italia e dell’Europa, ad organizzare una forte protesta presso la sede della FAO a Roma, Italia.
 
Il Piano d’Azione 2012, che tutti voi avete già ricevuto, è ricco di attività, tutte importanti, tutte necessarie. Lo scopo di questo lavoro è di rafforzare attraverso il movimento sindacale:
 
– La partecipazione dei lavoratori giovani e delle donne nei sindacati. Per fare questo organizzeremo incontri di donne lavoratrici e la seconda Conferenza Internazionale della Gioventù Lavoratrice che si terrà il 29-30 aprile 2012.
 
– La capacità di contrattazione collettiva e di libertà sindacale, a tal proposito organizzeremo due incontri in ogni continente.
 
– Organizzeremo 4 Congressi Sindacali Internazionali nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’educazione e delle pensioni.
 
– Organizzeremo a Ramallah, in Palestina, una Conferenza Internazionalista il 22 marzo e un’altra a Bruxelles sugli avvenimenti nel Mondo Arabo.
 
– Nel 2012 continueremo la nostra presenza e la nostra azione dentro gli organismi internazionali come l’ONU, l’ILO, la FAO, l’UNESCO, portando la voce dei lavoratori.
 
– All’Africa ci si rivolgerà ancora con più attenzione, con due obiettivi centrali: la cancellazione del debito estero e acqua, cibo, medicine ed elettricità per tutti.

Organizzeremo tre seminari centrali, due conferenze regionali, formazione sindacale presso gli uffici centrali, seminari d’informatica, iniziative in materia di AIDS-HIV
 
Stimati compagni,
 
Nei documenti che avete ricevuto oggi c’è un piano d’azione dettagliato mensilmente per tutto quest’anno. Qui discuteremo liberamente e democraticamente per due giorni e siamo convinti che il piano d’azione finale che avremo dopo le proposte, le osservazioni e le critiche, sarà ancora più ricco, più attuale.
 
Compagne e compagni, dopo il 16° Congresso Sindacale Mondiale siamo più ottimisti. Abbiamo guadagnato in coraggio e forza. Il nuovo Consiglio di Presidenza e il nuovo Segretariato, insieme con i dirigenti UIS e gli Uffici Regionali hanno la capacità e la forza per rispondere alle nostre nuove funzioni, difficili ma necessarie.
 
Grazie