ThyssenKrupp. Venturi (Fiom): “Siamo andati a Essen per dire alla multinazionale tedesca che Berco deve ritirare i licenziamenti e aprire un negoziato vero”

fiom“Da ThyssenKrupp è stato espresso oggi un impegno al dialogo, peraltro tutto da verificare. Ma quel che è certo è che, sopra al tavolo, restano i 611 licenziamenti annunciati nelle settimane scorse dalla Berco, il Gruppo industriale italiano italiano di cui è proprietaria la multinazionale tedesca.” Lo ha dichiarato Gianni Venturi, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom-Cgil, al termine dell’incontro che si è svolto a fine mattinata a Essen, dove ha sede il quartier generale di ThyssenKrupp.

“Noi continueremo la mobilitazione – ha proseguito Venturi – per riaffermare le nostre ragioni e per chiedere chiarezza sulle prospettive aziendali. Qual è la politica industriale di Berco? Quali sono le scelte e le strategie di mercato di ThyssenKrupp? Quello che deve essere chiaro è che noi rifiutiamo una ristrutturazione al buio.”

“I lavoratori italiani – ha concluso Venturi – hanno già pagato e stanno ancora pagando un pesante tributo alla crisi industriale e, in particolare, a quella del settore siderurgico. Berco ritiri i licenziamenti e si apra un tavolo negoziale fondato sulla affidabilità reciproca degli interlocutori. Se ciò non è avvenuto fin’ora, la responsabilità è tutta di Berco e a all’Azienda tocca quindi fare il primo passo.”

Nella prima parte della mattinata una manifestazione è stata tenuta davanti alla sede centrale di ThyssenKrupp, sotto una pioggia battente, da decine di lavoratori, oltre un centinaio dei quali provenienti dagli stabilimenti italiani di Berco. Ad essi si sono aggiunti, per iniziativa del sindacato tedesco IG Metall e del sindacato mondiale dell’industria Industriall, altre decine di lavoratori provenienti dagli stabilimenti tedeschi di Berco e di ThyssenKrupp.

A metà mattinata, una delegazione dei manifestanti – guidata, per ciò che riguarda la Fiom, da Gianni Venturi – è stata ricevuta dal vertice di ThyssenKrupp, guidato dall’Amministratore delegato, Karsten Kroos, e da Klaus Schmitz, responsabile della multinazionale per l’Italia. Della delegazione italiana, oltre a dirigenti locali della Fiom, facevano parte il Sindaco di Copparo e l’Assessore al Lavoro della Provincia di Ferrara.

La Berco, che produce cingoli per macchine movimento terra e macchine per l’agricoltura, ha attualmente in Italia 4 stabilimenti, il principale dei quali è sito a Copparo, in provincia di Ferrara, mentre gli altri hanno sede, rispettivamente, a Busano Canavese (Torino), Castelfranco Veneto (Treviso) e Sasso Morelli (Bologna).

Fiom-Cgil/Ufficio stampa

Roma, 28 giugno 2013