Storie di vita in appalto

da rassegna.it

Il corriere, la cuoca, il ferroviere e il facchino: mestieri diversi ma accomunati da un’unica condizione. “Siamo lavoratrici e lavoratori degli appalti e siamo stanchi di essere figli di un dio minore”

C’è il corriere, la cuoca, l’operaio edile, l’impiegato, il facchino, il ferroviere. Mestieri diversi ma accomunati da un’unica condizione, quella di essere svolti da lavoratori e lavoratrici in appalto e per questo più deboli, precari, talvolta invisibili. In questi giorni nei quali di appalti si parla molto per altre poco nobili ragioni, le storie e le condizioni di chi lavora in questo universo, che vale il 15% del Pil nazionale, non emergono quasi mai. Eppure si tratta di tre milioni e mezzo di persone.

La campagna che la Cgil sta portando avanti per una legge di iniziativa popolare sugli appalti punta anche a questo: far venire fuori queste storie, dargli voce e visibilità. Noi ne abbiamo raccolte alcune, a Perugia, in occasione di un’iniziativa promossa da Filcams, Nidil, Funzione Pubblica e Filt Cgil, nella giornata nazionale di raccolta firme per l’iniziativa di legge promossa dal sindacato.

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