Senza lavoro e senza reddito

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Il compagno Pasquale Cicalese ci segnala un articolo di Leonardo Santoro che volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione.

La proposta di un reddito di cittadinanza (basic income) nasce da un’idea di giustizia, sostenuta da una teoria economica solida.
Semplificando si può riassumere questa teoria in 5 punti:

1 – sproporzione smisurata tra lavoro vivo e lavoro morto;
2 – irrilevanza del lavoro come misura del valore;
3 – disgregazione del confine che separava il lavoro produttivo dal lavoro improduttivo;
4 – nascita della fabbrica diffusa;
5 – partecipazione generalizzata di tutta la collettività alla produzione della ricchezza.

Insomma, secondo questa teoria, partecipiamo alla produzione non solo quando siamo seduti ad una scrivania, o quando programmiamo un tornio a controllo numerico, ma vi partecipiamo anche quando assistiamo i genitori e i figli malati, quando piantiamo dei fiori nel giardino o esponiamo un vaso alla finestra, quando facciamo la spesa e usiamo la carta punti, e anche quando, come cantano i NoveNove, facim o sfaccimm.

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