Scuola, il governo boicotta lo sciopero generale del 5 maggio

invalsi-2014di Roberto Ciccarelli | da il manifesto

Rin­viati i quiz Invalsi pre­vi­sti nello stesso giorno dello sciopero generale contro la riforma Renzi sulla Scuola. Esplode la pro­te­sta di sin­da­cati e stu­denti: «Un attacco al diritto di scio­pero» e al «diritto al dissenso»

Dopo l’accusa di «squa­dri­smo» rivolta ai docenti e agli stu­denti che hanno con­te­stato venerdì scorso la mini­stra dell’Istruzione Ste­fa­nia Gian­nini alla festa dell’Unità di Bolo­gna in nome del det­tato costi­tu­zio­nale e con­tro il Ddl «Buona Scuola», il governo con­ti­nua l’attacco al diritto al dis­senso rin­viando le prove Invalsi alle pri­ma­rie dal 5 mag­gio al 6 e 7 mag­gio. Restano con­fer­mate le altre date delle prove di mate­ma­tica, ita­liano e i quiz: il 12 mag­gio nelle classi «Ti» nelle secon­da­rie di secondo grado e il 19 giu­gno nell’esame di stato con­clu­sivo del primo ciclo di istru­zione. Per tutti i sin­da­cati e gli stu­denti è un attacco allo scio­pero gene­rale, e alle mani­fe­sta­zioni stu­den­te­sche, pre­vi­ste il 5 maggio.

Per l’Invalsi, un isti­tuto di ricerca dipen­dente dal mini­stero dell’Istruzione, su tratta di uno spo­sta­mento dovuto alla neces­sità di assi­cu­rare l’attendibilità «scien­ti­fica» dei dati. Il 5 mag­gio, infatti, le scuole saranno deserte, o chiuse, con­si­de­rata l’altissima ade­sione allo scio­pero con­tro il governo Renzi e il Ddl 2294 sulla scuola attual­mente in discus­sione in par­la­mento e da appro­vare «entro metà giu­gno». Una spie­ga­zione che non ha sod­di­sfatto per nulla gli oppo­si­tori del governo. Per i Cobas, che ave­vano ini­zial­mente con­vo­cato da soli il 5 mag­gio uno scio­pero gene­rale con­tro la «scuola dei quiz» Invalsi e la «Buona Scuola» è un «intol­le­ra­bile impo­si­zione, ille­git­tima e anti­sin­da­cale» del Miur.

«Pro­ce­de­remo subito per via legale — ha detto Piero Ber­noc­chi . deci­siva è la corale pro­te­sta dei lavo­ra­tori e dei sin­da­cati che co-promuovono lo scio­pero del 5». L’obiettivo è «bloc­care lo scia­gu­rato prov­ve­di­mento che apri­rebbe la strada all’annullamento per via ammi­ni­stra­tiva dello stesso diritto di scio­pero». «L’Invalsi — pro­se­gue Ber­noc­chi — pre­vede la pos­si­bi­lità di rin­vio solo in casi ecce­zio­nali». Ma que­sta richie­sta avrebbe dovuto essere avan­zata entro il 12 dicem­bre 2014, con pro­to­collo ante­ce­dente al 28 otto­bre dello stesso anno. I Cobas pro­se­gui­ranno la mobi­li­ta­zione con­tro i quiz anche il 6 e il 12 mag­gio. «L’aspetto più grave della vicenda è che il sistema Invalsi è al cen­tro dell’impianto del Ddl Renzi» sostiene Usb scuola che pro­cla­merà il blocco delle atti­vità fun­zio­nali all’insegnamento rela­tive alle prove Invalsi per la scuola pri­ma­ria il 6 e 7 mag­gio e per quella secon­da­ria il 12 mag­gio. Il rin­vio di 24 ore delle prove «dimo­stra la debo­lezza del Governo» a parere del segre­ta­rio gene­rale della Uil scuola, Mas­simo Di Menna.

La Gilda degli inse­gnanti parla di una «stra­te­gia per boi­cot­tare la grande pro­te­sta con­tro la rifor­mka del governo Renzi». «Ci chie­diamo chi abbia asse­gnato que­sto potere al pre­si­dente dell’Invalsi Anna Maria Ajello — domanda Rino Di Meglio (Gilda), il quale sol­leva il dub­bio che il rin­vio sia dovuto alle pres­sione di «qual­che diri­gente sco­la­stico». «In tal caso — sostiene — si trat­te­rebbe di una grave inge­renza».

Di «attacco al diritto al dis­senso» e di «annul­la­mento del diritto di scio­pero», parla anche Danilo Lam­pis (Unione degli Stu­denti): «È un atto gra­vis­simo e senza pre­ce­denti — sostiene — Il governo con­ti­nua a mil­lan­tare un pro­cesso demo­cra­tico ine­si­stente. Da mesi sono ina­scol­tate le pro­te­ste con­tro la “Buona Scuola”, la reto­rica di Renzi e Gian­nini sta diven­tando ridi­cola. Lo spo­sta­mento delle prove è la prova del loro atteg­gia­mento anti-democratico».

Quello dei quiz-Invalsi, e della valu­ta­zione di tipo quan­ti­ta­tivo e deter­mi­ni­stico, è l’ultimo fronte pole­mico aperto dal governo con­tro lo scio­pero del 5 mag­gio. A com­pli­care una situa­zione già tesa è l’accusa di «squa­dri­smo» rivolta dalla mini­stra Gian­nini a chi la con­te­sta. Nel Pd ha pro­vo­cato un’alzata di scudi da parte di Ste­fano Fas­sina e, ieri, del pre­si­dente Orfini e del vice-segretario Gue­rini: «è sba­gliato impe­dire di par­lare come bol­lare di squa­dri­smo chi dis­sente» hanno detto. «Espri­mere il dis­senso su un brutto Ddl non è lesa mae­stà — ha detto Dome­nico Pan­ta­leo (Flc-Cgil) La con­te­sta­zione subìta, anzi­ché indi­gnarla, dovrebbe indurre la mini­stra Gian­nini a riflet­tere. E con lei la sena­trice Puglisi e la diri­genza Pd».