Pdci Teramo “Clima intimidatorio alla Carbotech”

di Erman Dovis (resp.le lavoro Pdci Teramo)

Pochi giorni fa, un operaio della Carbotech di Martinsicuro (Terano) è stato vittima di un gravissimo infortunio sul lavoro: durante il turno, la sua mano è rimasta imprigionata in un macchinario, che ha tranciato di netto le dita del lavoratore. Nel far presente all’opinione pubblica questo ingiustificabile fatto, il partito dei Comunisti Italiani intende rimarcare che non è la prima volta che avvengono “incidenti” alla Carbotech. 

Esattamente tre anni fa esplose un forno. Tempo addietro una stufa, scoppiando, sfondò il muro di cinta andandosi a schiantare contro lo stabilimento di fianco, la Morgan Carbon. 

Recentemente a un altro operaio è stata recisa la falange di un dito, mentre il quotidiano contatto con prodotti cancerogeni espone i lavoratori a gravissimi rischi per la loro salute. 


Il partito dei Comunisti Italiani mette la Carbotech di fronte alle sue responsabilità: mentre da un lato l’azienda osteggia i tentativi di mettere in sicurezza gli impianti e i macchinari, non tenendo in nessuna considerazione le richieste della Rls preposta, dall’altro procede a sistematiche pressioni contro i rappresentanti sindacali e della sicurezza. Si crea un insostenibile clima intimidatorio e repressivo all’interno dell’azienda, che cerca di screditare il sindacato anche attraverso il ricorso a provvedimenti disciplinari verso i lavoratori iscritti alla Cgil. Episodi culminati con una serie di licenziamenti mirati. 

Dissentiamo profondamente da queste nuove false logiche, ormai affermatesi, che in ragione di un’astratta centralità dell’impresa e del massimo profitto, sopprimono il valore umano e sociale del lavoro e favoriscono l’affermarsi nel tessuto della società di una falsa coscienza che tende a considerare il lavoratore come uno strumento, una semplice variabile nelle varie fasi dei processi industriali e produttivi. 

Esprimendo il nostro pieno appoggio ai lavoratori, alle Rsu e Rls, ribadiamo fermamente come la sicurezza sul posto di lavoro sia una priorità fondamentale, e che la crisi economica non può essere assunta come una scusa o un paravento dietro cui minimizzare tale necessità e farne un perno su cui imbastire logiche di ricatto.