«Adesso è tutto più difficile, si è interrotto un percorso»

di Carlo Lania | da il Manifesto

ilva-tarantoIntervista a Donato Stefanelli, segretario regionale pugliese della FIOM: «A Ferrante dico: manteniamo i nervi saldi e continuiamo la messa in sicurezza dell’azienda»

Donato Stefanelli, lei è il segretario regionale della Fiom. L’ha sorpresa la nuova ordinanza del gip di Taranto sull’Ilva?

Premesso che mi sono sempre astenuto dal commentare le azioni della magistratura, che in tutta questa vicenda ha un ruolo molto delicato, dico però alcune cose. Si era determinato con la decisione del tribunale del Riesame un clima di rasserenamento che subisce ora un’interruzione. E’ evidente che tutti aspettavamo di conoscere le motivazioni di una sentenza che abbiamo letto non come un compromesso, ma come un percorso che dava davvero la possibilità di avviare le ambientalizzazioni necessarie e che, per le conoscenze che abbiamo, si possono fare con le attività in marcia. Questo lo dico aldilà della nuova ordinanza del gip, che sicuramente ci coglie in una certa maniera.

Sorpresi, impreparati?

Né sorpresi né impreparati. Siamo convinti che Ilva debba dare un’accelerata a tutte le operazioni di messa a norma e di ambientalizzazione, più che mai ora. Dopo di che nelle prossime settimane ognuno dovrà fare la sua parte. La Fiom ha chiesto al presidente dell’Ilva Ferrante di essere messa, come sindacato, nelle condizioni di essere protagonista del percorso di risanamento. Ma se ci troviamo di fronte a una situazione che viene capovolta tutto diviene più complicato. Anche qui: non voglio commentare la decisione del gip sul ruolo di Ferrante, però prendo atto che il Riesame aveva individuato in lui l’amministratore e il custode, e questa funzione oggi viene ridimensionata.

E perché la Fiom non è d’accordo?

L’Ilva è un grande stabilimento a ciclo integrale ed è fuori dalla realtà chi pensa che l’area a freddo possa andare avanti senza l’area a caldo. Altra cosa è sicuramente che l’area a freddo non presenta le problematiche ambientali di inquinamento dell’area a caldo.

E per questo siete contrari a ridiscutere il ruolo del presidente?

Dico soltanto che la decisione del Riesame sembrava dare una possibilità alla nuova Ilva, perché Ferrante rappresenta un cambiamento di rotta nell’Ilva. Prima di lui l’Ilva ha costruito giorno per giorno, nella contrapposizione che ha alimentato, le condizioni per giungere a questa situazione. L’assunzione della nuova presidenza ha affermato un metodo e una sostanza che sono andati in ben altra direzione. Quindi a Ferrante dico: tutti mantengano i nervi saldi e faccia quello che aveva in mente di fare con il suo staff tecnico, ma più veloce che mai.

Nell’ordinanza il gip motiva lo stop alla produzione con la necessità di dover prendere le misure necessarie per evitare il protrarsi di situazioni di pericolo.

Quello che il gip dice nella nuova ordinanza è coerente con quello che diceva nella prima. Ma il Riesame non ha parlato di spegnimento. Per questo bisogna aspettare di leggere le motivazioni, per capire in che direzione andare.

C’è il pericolo che adesso la tensione torni a crescere?

I miei delegati mi parlano di telefonate da parte di lavoratori che cercano di capire. Sicuramente sarebbe eccessivo parlare di tensioni a livello di quelle avute nelle settimane scorse, quando siamo arrivati sul punto di una rivolta sociale vera e propria.

Ma in tutta questa vicenda il sindacato non ha proprio niente da rimproverarsi?

Penso che in questo territorio tutti hanno delle responsabilità. Le prime sono quelle dell’Ilva, ma più in generale di tutta la classe dirigente. Politica e imprenditoriale. Il sindacato ha la colpa di non aver assunto dieci anni fa la consapevolezza che ha oggi, però devo dire che in questi ultimi anni la Fiom, con la Cgil, si è assunta le sue responsabilità ed è riuscita a cambiare la situazione. Siamo l’unico sindacato che si è costituito parte civile nei due maxi-processi contro l’Ilva e lo faremo anche se ci sarà un nuovo processo, relativo a queste vicende giudiziarie. E siamo i soli ad averlo fatto.

Il PD contesta la decisione del giudice: irrituale

È irrituale e molto preoccupante il provvedimento della gip di Taranto dopo la decisione del Tribunale del Riesame, dopo gli impegni assunti dall’azienda per la realizzazione degli interventi necessari alla salvaguardia della salute e dopo il decreto del governo sull’avvio delle bonifiche». Questa l’opinione del responsabile economia del Pd Fassina, secondo il quale «è necessario fare chiarezza al più presto perché sono in gioco le prospettive di un’azienda strategica e il futuro di decine di migliaia di lavoratori». Della stessa opinione anche diversi esponenti del Pdl tra i quali l’ex ministro Sacconi, convinto che «la produzione è compatibile con il risanamento ambientale.

L’IdV contesta il Partito democratico: hanno preso un colpo di sole

È incomprensibile la posizione del Pd che attacca il gip di Taranto, forse Fassina ha preso un colpo di sole in quanto parla di un piano aziendale che a nessuno è dato conoscere». È molto dura la replica del responsabile lavoro dell’Italia dei Valori Maurizio Zipponi, secondo il quale «la magistratura sta tentando di applicare la legge anche dentro l’Ilva, permettendo all’azienda di ristrutturarsi, mettendo in sicurezza gli impianti con la cessazione dell’inquinamento dell’aria, della terra e del mare. Sin dall’inizio la magistratura ha sopperito alla totale assenza delle istituzioni sul dramma che oggi stanno vivendo i lavoratori e le loro famiglie.