Il PCdI aderisce alla manifestazione nazionale FIOM del 28 marzo

di Lucia Mango, resp. Nazionale Lavoro PCdI

fiom pcdi operaiL’attacco che questo governo sta portando ai diritti di chi lavora è senza precedenti. In parlamento la stragrande maggioranza di coloro che dovrebbero rappresentare il popolo di questo paese ha, ormai, abbracciato il “pensiero unico”, di cui il presidente del Consiglio, nonché segretario del PD, è portatore, secondo il quale la crisi dell’occupazione e più in generale la crisi in cui versa l’economia italiana, si possa combattere eliminando diritti e contraendo ulteriormente i salari.

Col jobs act tutti i lavoratori, compresi coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, saranno sottoposti al ricatto del licenziamento. Ogni posto di lavoro sarà conteso tra chi riuscirà a compiacere di più il caporeparto o il datore di lavoro. Si torna, di fatto, al caporalato e si trasformano in un sol colpo i lavoratori in servi.

Ma se in parlamento l’opposizione non riesce a levare alta la propria voce, occorre che nel paese nasca e si sviluppi un’opposizione sociale che sia in grado di reagire e di contrastare l’azione del governo. La sinistra politica, i sindacati di classe, i movimenti sociali di fronte ad un attacco di queste proporzioni devono essere in grado di trovare l’unità e di lavorare insieme per dare voce ai milioni di lavoratori e di disoccupati, di famiglie ai quelli vengono tolti, assieme allo statuto dei lavoratori ed ai diritti da esso garantiti, dignità e futuro.

Siamo convinti che la politica del governo Renzi altro non sia che un capitolo della lotta di classe, che vede il potere garantire sé stesso a scapito della classe lavoratrice. E’ di questi giorni il dato secondo il quale i ricchi durante la crisi hanno incrementato la loro ricchezza.

La “primavera del lavoro” dovrà, quindi, rivolgersi a tutti coloro che ritengono i diritti sociali il fondamento di una società democratica, del resto, è palese che di pari passo all’attacco ai diritti dei lavoratori questo governo sta portando colpi terribili anche alla struttura democratica di questo paese, al diritto alla rappresentanza, al principio secondo il quale il voto di ogni cittadino deve avere lo stesso peso.

Per queste ragioni i comunisti saranno in piazza e contribuiranno, insieme con la FIOM a contrastare le riforme del lavoro e le riforme istituzionali del governo Renzi, perché solo un paese in cui chi lavora ha diritto ad un’esistenza dignitosa per sé e per la propria famiglia, è un paese che può dirsi civile e democratico.