Il Job impAct di Renzi. Lavoro subalterno al capitale

da www.contropiano.org

Il “Job Act” ipotizzato dal neosegretario del Pd Renzi dovrebbe essere reso pubblico nella seconda metà di gennaio. Al momento è un fiorire di indiscrezioni che non promettono però nulla di buono. Alcuni lo definiscono come un work in progress in continua evoluzione, il cui punto focale sta diventando il “contratto unico”, in apparenza fondato sul lavoro a tempo indeterminato, “con tutele crescenti per tutti i nuovi assunti” secondo gli ispiratori ma con l’abolizione delle tutele previste dall’art.18. I lavoratori vengono assunti con un contratto“aperto”. L’idea di un contratto unico, è l’applicazione delle proposte già avanzate da tempo dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi e da Pietro Ichino. Nel gioco di parole, in cui Renzi sembra imbattibile, si annuncia di voler ricomporre un mercato del lavoro diviso tra chi è tutelato e chi non lo è. Ma dietro un obiettivo encomiabile ci sono le misure concrete che vanno in direzione ostinata e contraria.

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