Assemblea nazionale Fiom-Cgil – Rimini 26-27-28 settembre 2013 – Documento conclusivo

Documento conclusivo presentato dalla Segreteria nazionale Fiom-Cgil

fiom-cgil2L’Assemblea nazionale della Fiom-Cgil approva la relazione del Segretario generale, assume il dibattito, il contributo della Segretaria generale della Cgil e le conclusioni.

Siamo di fronte a un processo di deindustrializzazione del paese. Interi settori sono in crisi e alcune grandi aziende italiane sono interessate da vicende che potrebbero avere ulteriori effetti drammatici sull’occupazione.

L’intera filiera produttiva metalmeccanica, dai grandi gruppi alle piccole imprese, è coinvolta da tale processo con effetti di ridimensionamento e delocalizzazioni produttive che vanno contrastate e respinte.

Da anni è assente nel nostro paese una vera azione di politica industriale e si è determinata una secca riduzione degli investimenti sia pubblici che privati con conseguente peggioramento delle condizioni generali delle lavoratrici e dei lavoratori.

Ci sono responsabilità enormi da parte della classe politica e anche delle imprese e Confindustria.

Non a caso il violento attacco ai diritti nel lavoro (che ha colpito le pensioni, gli ammortizzatori sociali, l’articolo 18, ha visto l’introduzione dell’articolo 8, la pratica degli accordi separati) coincide con una crisi industriale senza precedenti e con un processo di redistribuzione della ricchezza a danno del lavoro e a favore dei profitti, della rendita e della speculazione finanziaria.

Anche l’azione sindacale ha avuto dei forti limiti, peggiorata da una divisione sindacale più forte che mai. Oggi le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di un’azione sindacale diversa: davanti a queste tendenze non si può pensare semplicemente di accompagnare i processi di declino e di deindustrializzazione del paese.

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Abbiamo bisogno di mandare un messaggio chiaro al Governo, alla Confindustria, al paese: per questo la Fiom proporrà nei prossimi giorni a Fim e Uilm di andare a uno sciopero generale dei metalmeccanici, per bloccare i licenziamenti, la chiusura dei siti produttivi, rivendicare una nuova fase di investimenti, un intervento pubblico nell’economia e una nuova politica industriale, una lotta alla precarietà e al lavoro nero, una reale redistribuzione della ricchezza a favore dei redditi da lavoro e per rifinanziare ed estendere l’uso dei contratti di solidarietà.

Alla Cgil chiediamo di mettere in campo un’iniziativa che unifichi le mobilitazioni fino ad arrivare alla proclamazione dello sciopero generale di tutto il settore industriale e manifatturiero.

In questo quadro l’accordo realizzato con le cooperative e l’ipotesi di accordo siglato per le aziende che applicano il Ccnl Unionmeccanica sono un risultato importante capace di riaffermare un ruolo del Contratto nazionale quale strumento di tutela dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori.

Dimostrano che, anche in una situazione di grande difficoltà e di crisi economica, è possibile stipulare i Contratti nazionali senza mettere in discussione i diritti e la democrazia, senza scambi impropri e senza derogabilità sui minimi contrattuali, confermando il ruolo contrattuale delle Rsu sugli orari di lavoro e mantenendo il pieno trattamento economico dei primi tre giorni di malattia.

L’Assemblea riconosce che rimane aperto il problema di una reale tutela del potere di acquisto dei salari che deve trovare soluzione nei futuri rinnovi del Ccnl anche rivendicando quote di salario certe e non variabili nella contrattazione di secondo livello e sostenendo la richiesta di riduzione del carico fiscale sulle buste paga.

L’Assemblea nazionale giudica importante che per la prima volta sia stato sancito, nell’ipotesi d’accordo del Contratto per le piccole e medie imprese metalmeccaniche, il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a validare i contenuti e gli effetti votando in modo certificato tramite referendum.

Da tale voto, che si concluderà alla fine della prossima settimana, sta emergendo un ampio consenso alla scelta compiuta dalla Fiom che va ben oltre il numero dei nostri iscritti.

L’Assemblea conferma l’obiettivo di rendere inapplicabile l’accordo separato siglato da Federmeccanica, Fim e Uilm, tramite un’azione contrattuale nei luoghi di lavoro basata sui contenuti della Carta rivendicativa. L’Assemblea giudica positivi i primi risultati raggiunti e, pur non nascondendosi le difficoltà, ritiene necessario perseguire ed estendere tale azione contrattuale.

L’insieme di questi risultati, pur in presenza di una crisi produttiva e occupazionale senza precedenti, tiene aperta la possibilità dell’obiettivo, per la Fiom irrinunciabile, della riconquista di un contratto nazionale per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori metalmeccanici, in un quadro certo ed esigibile di regole sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale.

L’Assemblea ritiene ineludibile e non più rinviabile l’applicazione dell’Accordo interconfederale del 31 maggio 2013, pertanto chiede alla Cgil di garantirne l’esigibilità.

Il Governo delle larghe intese non sta rappresentando una discontinuità con le scelte e la politica dei governi precedenti condizionate dai vincoli europei. Ed è inaccettabile che Berlusconi, condannato in via definitiva, condizioni le scelte del Governo e ricatti il Parlamento e le istituzioni per i propri problemi giudiziari.

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Alle lavoratrici e ai lavoratori, ai giovani e ai precari serve un Governo capace di produrre un reale cambiamento delle politiche economiche e sociali, finalizzato alla coesione e alla giustizia sociale in Italia e in Europa.

L’Assemblea considera non più rinviabile una nuova legislazione che garantisca diritti e cittadinanza ai migranti, a partire dalla cancellazione della legge Bossi-Fini.

Considera, inoltre, necessario che il Parlamento, per recuperare fiducia e credibilità verso la politica e le istituzioni e per mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere i propri rappresentanti, proceda a una riforma della legge elettorale coerente con i princìpi della nostra Costituzione.

La sentenza della Corte Costituzionale assume un significato storico perché riafferma che la libertà sindacale, che la Fiat ha tentato di mettere in discussione, è un diritto inalienabile delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro paese.

La lotta e la resistenza dei nostri delegati e dei nostri iscritti in Fiat, le scelte della Fiom trovano un pieno riconoscimento nella sentenza della Corte Costituzionale che assume un significato generale.

L’Assemblea della Fiom considera necessaria una legge sulla rappresentanza, a partire dalla proposta di legge di iniziativa popolare da noi depositata e attualmente in discussione nelle Commissioni parlamentari.

La Fiom, con la partecipazione alla manifestazione del 12 ottobre per la difesa e l’attuazione della Costituzione, alla cui riuscita sono impegnate tutte le strutture, intende contribuire alla costruzione di un processo inclusivo di discussione, partecipazione e mobilitazione democratica anche al fine di costruire un’Europa socialmente giusta e democratica.

Le nostre battaglie di questi anni hanno avuto nei princìpi costituzionali un riferimento per le lotte per la legalità e la democrazia. Il lavoro è il diritto principale della nostra Carta, fondamento della libertà e della dignità delle persone.