Al suk dei precari

di Patrizio Di Nicola | da www.rassegna.it

All suk dei precari Quasi fosse una formula magica, la flessibilità è stata narrata come soluzione universale. È nato un “pensiero unico”: chi era contro condannava i giovani alla disoccupazione. Il lavoro precario è aumentato di oltre il 14%

A partire dalla fine degli anni ottanta, e ancor più dalla metà del decennio successivo, la flessibilità del lavoro è stata invocata da aziende e governi come bisogno urgente e inevitabile, connaturato allo sviluppo del nuovo sistema produttivo post fordista. Quasi fosse una formula magica, la flessibilità è stata narrata come soluzione universale, che avrebbe permesso di superare le congiunture globali rispondendo tempestivamente all’instabilità dei mercati. Tali idee, subito riprese da policy maker ed esperti da talk show televisivi – sempre titolari di contratti tutt’altro che flessibili – sono in breve diventati un “pensiero unico”: chi era contro il lavoro flessibile condannava i giovani alla disoccupazione di lunga durata ed ostacolava la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

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