L’università verso lo sciopero generale

da il Manifesto

La misura è colma. L’iniziativa di protesta e proposta alla Federico II prima tappa di una mobilitazione ampia. Boicottaggi, convegni in tutti gli atenei, sit-in a Roma, nulla resterà intentato per impedire la morte della ricerca.

«Le classi dirigenti italiane vogliono liquidare l’Università di massa e tornare a una configurazione classista degli studi superiori. Il mondo universitario deve languire poiché a selezionare le poche élite necessarie alla continuità del processo economico basteranno pochi centri di eccellenza, perlopiù privati»: la rete Per il diritto allo studio e alla ricerca sintetizza così l’effetto delle riforme, contro cui negli atenei cominciano focolai di resistenza. Ieri a Napoli si è tenuta una tavola rotonda per proseguire un percorso di lotta che potrebbe portare a uno sciopero generale: l’intera comunità universitaria dovrebbe scendere in piazza, a partire dagli studenti e dai precari fino agli strutturati e al personale tecnico.

Intanto bisogna fare i conti con due date. Il 29 febbraio i docenti dovranno immettere i dati per consentite la Vqr — Valutazione della qualità della ricerca da parte dell’Anvur — Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario. La Vqr è uno dei parametri in base ai quali verranno redistribuiti i finanziamenti, uno strumento arbitrario come ha dimostrato il professor Giuseppe De Nicolao dell’Università di Pavia, presente ieri alla tavola rotonda.

CONTINUA A LEGGERE