‘Rossi prigioniero del Pd renziano. Non lo sosterremo alle Regionali di maggio’

di Lucia Mango, segretario regionale Toscana Partito Comunista d’Italia

In questi anni il Partito dei Comunisti Italiani, oggi Partito Comunista d’Italia, ha sostenuto con convinzione e determinazione il governo della Regione Toscana, guidato dal Presidente Rossi, che ha attuato un programma progressista e apertamente schierato dalla parte dei lavoratori.

Il nostro Consigliere Regionale, Paolo Marini, presidente della commissione Lavoro, in collaborazione con l’assessorato al lavoro e con la Giunta, in questi anni ha infatti potuto affrontare e dare risposte a molte delle numerosissime vertenze che si sono aperte in Toscana a causa della crisi che colpisce il Paese e la nostra regione, così duramente ormai da molti anni. Citiamo, tra le ultime, la vicenda di Piombino, su cui questa maggioranza e il Presidente in particolare hanno ottenuto un risultato da molti insperato. Nell’ultimo anno di mandato, tuttavia, molte sono state le volte in cui in Consiglio Regionale ci siamo trovati in imbarazzo per questioni poste in votazione dalla Giunta, che non solo non erano previste nel programma ma che neppure erano state discusse in riunioni di maggioranza, e che non abbiamo affatto condiviso.

Mi riferisco ai tagli alla sanità, alla vicenda degli aeroporti, alla dolorosa vendita delle quote pubbliche dell’aeroporto di Pisa (azienda pubblica in brillante attivo), alla vergognosa legge elettorale, che riteniamo del tutto incostituzionale, al pasticcio sul riordino delle ASL (sul quale ancora non c’è niente di chiaro sul come né sul quando) e per finire agli imbarazzanti emendamenti del PD sul piano paesaggistico regionale. Abbiamo tuttavia mantenuto la nostra posizione all’interno della maggioranza, un po’ per correttezza nei confronti del mandato che avevamo e che ci aveva visti eletti all’interno della coalizione di Toscana Democratica, un po’ perché convinti dell’importanza del governo e della presenza di qualcuno che, da sinistra, facesse pesare la propria posizione e impostazione nelle scelte del governo della Toscana. E’ stato, dunque, un anno difficile, durante il quale molte sono state le discussioni sul da farsi. Ha prevalso, fino ad oggi, il senso di responsabilità e l’idea che la Toscana non potesse esser lasciata nelle mani del solo Partito Democratico, ormai a maggioranza renziana. Oggi, di fronte al programma del PD sulle questioni del lavoro, nel quale, in estrema sintesi si dichiara che la Toscana dovrà essere ‘laboratorio per il Jobs act’, riteniamo che per il PCdI non esistano più le condizioni per una trattativa che consenta di proseguire l’esperienza di Toscana Democratica per il prossimo mandato. Nostro compito è quello di cercare di tutelare e migliorare le condizione materiali di chi lavora e di chi lavoro non ce l’ha. Sulla pelle dei lavoratori e dei disoccupati non siamo disposti a trattare.Riteniamo che il Jobs Act eliminicompletamente lo statuto dei lavoratori, reintroduca forme di schiavitù, quali il caporalato, e sottoponga i lavoratori alle peggiori forme di ricatto da parte del datore di lavoro. Il PCdI è al lavoro perché in Toscana la sinistra politica e sociale si presenti unita alla scadenza elettorale. Una sinistra che raccolga il mondo del lavoro e provi a rappresentarlo e a governare la Toscana nel segno del progresso e dell’equità, come tradizione di questa Regione. Siamo convinti che nessuna forza di sinistra possa accettare il nuovo corso scelto da Enrico Rossi, prigioniero della nuova maggioranza interna al suo partito. Riteniamo, quindi, che in quella coalizione di centro, solo una lista ‘civetta’ che si dichiari di sinistra, senza esserlo, potrà presentarsi per una evidente questione di incompatibilità programmatica. Ci preoccupa molto che la Toscana sia governata nei prossimi cinque anni da questo PD, affiancato da liste di centro o civiche, perché il rischio è che si butti alle ortiche quanto di buono è stato fatto fino ad oggi, a tutela dei lavoratori e del paesaggio. Riteniamo, quindi, doveroso che la sinistra sia in grado di trovare una sintesi, di superare gliostacoli e le differenze e che si candidi al governo di questa Regione. Se il PD ha #cambiatoVerso, i comunisti no e continuano a lavorare nell’interesse dei lavoratori, dei disoccupati, dei deboli e degli ultimi.

Lucia Mango, segretario regionale Partito Comunista d’Italia Toscana

24 febbraio 2015