Referendum. lottare, unire la sinistra

di Fosco Giannini | da www.comunisti-italiani.it

articolo18 maglietteLa deposizione in Cassazione (martedì 11 settembre) delle firme per i referendum sugli articoli 8 e 18, segna un passaggio di grande importanza per le forze comuniste, di sinistra e democratiche del nostro Paese. Di grande importanza per almeno due questioni: primo, per la questione in sé, poiché si può finalmente mettere in campo una battaglia sociale concretamente volta alla cancellazione dell’articolo 8 e al ripristino dell’articolo 18; secondo, perché dalla deposizione delle firme riemerge, e può consolidarsi,  una larga unità delle forze comuniste, di sinistra, di movimento e sindacali. Come già saprete, infatti, in Cassazione, per il Comitato promotore, sono stati presenti  il segretario del nostro Partito, il compagno Diliberto, Ferrero, Vendola,  Bonelli, Di Pietro, Re David per la FIOM nazionale, Rinaldini, Patta e Nicolosi per la CGIL, Lucarelli per “Alba”, oltreché i giusvaloristi Romagnoli e Alleva. Un insieme di forze che la lotta per i referendum ha riavvicinato e che è nostro compito unire ancor più, al di là dei referendum, per tutte le questioni del lavoro e per una questione politica generale e di carattere strategico: accumulare forze a sinistra per la battaglia antiliberista. 

Il nostro Partito, in quest’ultimo anno, è stato alla testa della battaglia contro l’articolo 8 e per il ripristino dell’articolo 18. In tutto il Paese, in centinaia di piazze, siamo scesi in campo a raccogliere firme e popolarizzare le nostre ragioni. E abbiamo fatto ciò con fortissimo spirito unitario, chiamando alle nostre iniziative, alle iniziative della Federazione della Sinistra, tutte le forze disponibili alla battaglia, in primo luogo la FIOM, con i cui quadri, nazionali e territoriali, abbiamo stretto forti rapporti. 

Ora, di fronte all’importante evento della riunificazione delle forze comuniste, di sinistra e democratiche attorno alla questione dei referendum, dobbiamo riprendere con vigore e intelligenza la nostra azione sociale e politica. 

Abbiamo di fronte un compito importante e abbiamo a portata di mano una grande opportunità: quella di far svolgere al nostro Partito un ruolo – assieme – d’avanguardia, unitario e di massa. Per svolgere al meglio il nostro compito e,nel contempo, cogliere questa opportunità, occorre lavorare con determinazione, intelligenza e precisione. 

Vi chiediamo a tal fine, di iniziare sin da subito un lavoro sociale e politico che deve svolgersi in questo modo: 

-occorre che il nostro Partito, in ogni metropoli, in ogni città, in ogni paese, ovunque esso sia presente, si muova subito al fine di far scattare la campagna referendaria. Ove l’azione è già in corso occorre che il nostro Partito ne sia protagonista; ove l’azione latita occorre che il nostro Partito la susciti. 

-essere d’avanguardia e costruttori dell’unità: lo si è cercando subito, in ogni territorio, di contattare  e unire le forze che hanno già aderito ai referendum (dall’IDV a SEL ai Verdi, passando per la FIOM locale,i quadri CGIL coinvolti, le forze sociali e di movimento disponibili, le aree del PD sensibili)  al fine di costituire Comitati territoriali per i referendum ( che vedano la presenza di intellettuali, artisti, partigiani, personalità di spicco del territorio),Comitati che possano, sin da subito, sorreggere l’azione sociale necessaria. I Comitati cittadini, o provinciali o regionali, possono divenire, oltreché soggetto operativo, anche forte cassa di risonanza mediatica: essi, con, al loro interno, personalità di spicco nel territorio, possono organizzare conferenze stampa, intervenire sui giornali locali  e nei TG3 regionali. 

Non dobbiamo perdere tempo, l’unità a sinistra ritrovata attorno alla battaglia referendaria ha già prodotto passione. Suscitando il lavoro politico, la presenza unitaria in piazza, abbiamo la possibilità di consolidare  le già forti posizioni volte alla costruzione del polo di sinistra presenti in SEL e nell’IDV.  In ogni metropoli, in ogni città, in ogni paese iniziamo, sin da ora, a muoverci. A contattare, subito, le forze disponibili; a pensare, senza perdere tempo, alla costruzione di iniziative pubbliche, convegni, dibattiti, azioni sociali, banchetti, gazebo, ecc., con quadri operai, dirigenti del nostro Partito, di SEL, della FIOM, della CGIL, dei Verdi, dell’IDV, delle aree  PD disponibili (Cofferati è d’accordo e chissà quanti, come lui, nel PD, nella sua base territoriale…). Un’azione generale che, partendo dai referendum, punti anche a popolarizzare, e utilizzare come leva politica e sociale unitaria, la stessa Piattaforma della FIOM, i suoi punti programmatici, che mettono al centro le questioni del lavoro, della patrimoniale, del fisco, della democrazia nei luoghi di lavoro, ecc. 

Lottare, unire la sinistra: è il nostro compito. Così si costruisce il Partito comunista!