“Decreto del fare”… a pezzi ambiente e lavoro

di Alessandra Cecchi | da www.contropiano.org

Un’eccellente analisi del “decreto del fare”, ignobile pasticcio di micro-norme che – nella parte espressamente indirizzata al “lavoro” – si preoccupa soltanto di abolire le residue tutele per esseri umani al lavoro e ambiente.

Dà un po’ l’impressione di un dejà vu questo “Decreto del fare” (DL 69/2013), l’ennesimo cavallo di Troia che porta in pancia l’ennesimo tentativo di revisione delle norme in materia di sicurezza del lavoro. Come in un remake di un pessimo film ci troviamo davanti un testo quasi identico a quello già cassato ai tempi del così detto “Decreto semplificazioni bis”, che il governo Monti aveva già provato a propinarci lo scorso autunno (ai tempi il tentativo fu fermato dalla campagna promossa del Rls Marco Bazzoni). Oggi come allora la controriforma si nasconde all’interno di in un decreto omnibus, ammantato dalla retorica della salvezza della patria dal baratro della crisi (chi vi si oppone, è ovviamente, un traditore del sacro suolo). Oggi come allora viene promossa da un governo a sostegno bipartisan, come a ribadire la sudditanza che lega gran parte dell’arco politico a Confindustria. Come dicevo, il testo – nella parte che riguarda la sicurezza del lavoro – è quasi uguale a quello del settembre 2012. Del resto Confindustria l’ha scritto e non l’ha mai cambiato.


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