Parte la Rivoluzione Civile

di Gianni Montesano | da www.oltremedianews.com

ingroia pennaIngroia presenta il suo movimento a Roma. Con il sostegno della sinistra radicale parte la sfida della Rivoluzione Civile del movimento Arancione. L’ex magistrato riserva anche dure parole sia al Pd che a Grasso, mentre rinnova la proposta di un confronto a Grillo.

Il quarto stato che avanza in bella mostra sotto il nome “Ingroia” e lo slogan “rivoluzione civile”. Questo il simbolo del nuovo movimento che da oggi inizia la campagna elettorale.“Una rivoluzione civile fatta di esponenti della società, dell’associazionismo e della buona politica” così il magistrato di Palermo ha definito la lista unitaria che lo sostiene presentando il simbolo a Roma. “Sarò candidato premier per una battaglia per la legalità e la giustizia, per diritti del lavoro contro le macerie che si lascia alle spalle il governo Monti”. Antonio Ingroia snocciola le adesioni che sono giunte in risposta al suo appello, in lista ci sarà il figlio di Pio Latorre, Flavio Lotti esponente storico del pacifismo, Gabriella Stramaccioni dell’associazione Libera. E a domanda sulla presenza dei segretari dei tre partiti che lo sostengono Ingroia conferma il via libera alla loro candidatura.

Il fulcro della battaglia politica di Rivoluzione civile sarà la lotta per la legalità e contro le mafie “perché esse pervadono l’economia e interi settori pubblici” e perché “la mafia va estirpata definitivamente”. E sull’inchiesta afferma “la verità sulla trattativa Stato – mafia è stata sbarrata dalla politica e allora bisogna entrare in politica per avere la verità”.

E poi sulla politica Ingroia non fa sconti a nessuno, in particolare al Partito democratico. “Noi teniamo aperta la porta del dialogo con tutti. Le nostre porte sono chiuse solo a Berlusconi per tutto quello che rappresenta e a Monti per la devastazione sociale che le sue politiche hanno prodotto nel paese. Ma a Bersani dico che possiamo trovare un’intesa solo se il PD esce dalle contraddizioni che lo hanno caratterizzato nel sostenere il governo Monti e criticandolo allo stesso tempo”. E poi affonda “il PD ha smarrito la coerenza nella lotta alla criminalità organizzata”. E prosegue: “Ho cercato Bersani ma non mi ha nemmeno risposto, il silenzio del PD sta a significare che forse non vuole una vera politica antimafia. Caro Bersani così non va. Il Paese è alla deriva e per rinascere serve che la questione morale torni ad essere il fulcro della politica”

Ingroia ne ha anche per l’ex procuratore antimafia Pietro Grasso, “voleva dare un premio al governo Berlusconi nella lotta alla mafia ed è stato Berlusconi a nominarlo a capo della DDA”. Ringrazia Vendola per i segnali di disponibilità “ma lui stesso ha detto che avendo perso le primarie non può decidere sulle alleanze perché decide Bersani.” E così picchia duro anche in vista di una possibile intesa tecnica al Senato. A scanso di equivoci Ingroia chiarisce che la lista “ è della società civile su cui si ritrovano alcuni partiti che fanno buona politica Una lista su cui si riconosce il movimento arancione di de Magistris che decide in piena autonomia”. La lista si sta confrontando anche con il movimento “cambiare si può” con cui Ingroia sollecita un confronto in tempi rapidi mentre Pdci, Rifondazione, IDV e Verdi sono schierati con il pm anche se nella sala della conferenza stampa siedono solo il sindaco di Napoli e quello di e Palermo, una chiara scelta per evitare l’effetto Arcobaleno.

Viene ribadita la volontà di dialogo con il movimento di Beppe Grillo. “Non escludo la possibilità di portare avanti delle battaglie comuni” ma al momento dal Movimento 5stelle non arrivano segnali significativi.

Una cosa è certa. La lista “Ingroia – rivoluzione civile” è chiaramente alternativa a Monti e Berlusconi e correrà in autonomia rispetto al centrosinistra perché, secondo il neocandidato premier , al momento non vi sono le condizioni per una intesa politica. Il cantiere è aperto e il tempo è breve. Ingroia annuncia che si sta lavorando non solo alla composizione delle liste ma anche al programma che avrà una robusta parte economica di cui anticipa alcuni punti: patrimoniale per fare pagare di più chi ha di più; revisione del sistema fiscale in senso progressivo e creazione di una entità speciale per il recupero dei patrimoni illegali e frutto dell’evasione fiscale. A questi tre punti il pm aggiunge la piena adesione alla battaglia referendaria sul lavoro in difesa dell’articolo 18 e contro l’art 8 che apre la strada alla contrattazione aziendale. “Serve un’inversione di tendenza perché lavoratori e ceto medio hanno già pagato troppo i costi della crisi”.

Nemmeno il tempo di disfare le valige del Guatemala che Antonio Ingroia dovrà iniziare a macinare chilometri per ascoltare e farsi ascoltare dagli italiani.