Le ipoteche del Jobs Act

da contropiano.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione

Alla Camera si comincia a discutere dell’approvazione del Jobs Act del governo Renzi. O meglio si discute della sua prima parte: il decreto legge sui contratti a termine e l’apprendistato. Il resto dei provvedimenti – che si richiamano in molti punti all’inganno della flexsecurity di ispirazione europea – verranno via via discussi attraverso un disegno di legge. Curiosamente, proprio ieri, alla vigilia dell’arrivo in aula e nonostante fosse giorno festivo, sono stati resi noti i dati dell’Istat sul quasi milione e mezzo di famiglie senza alcun reddito da lavoro. Come a voler dire che anche le soluzioni peggiori diventano le meno peggio dentro una situazione sociale drammatica.

Il decreto presenta aspetti ingestibili dal punto di vista normativo, oltre che morale. Sono infatti al di sotto della stessa normativa europea sui contratti a termine. I giuristi democratici hanno già impugnato il provvedimento davanti alle sedi legali europee. In Commissione Lavoro il decreto ha subito delle modifiche osteggiate dalla destra (vedi Sacconi per il Ncd o Scelta Civica di Ichino). Si apre dunque la partita che farà la differenza e depositerà il “marchio”– sul piano di classe – sull’esecutivo di Renzi.

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