Il grillo ubriaco dall’odor di Parlamento

di Ennio Remondino | da globalist.it

beppe-grilloCon un richiamo agli Anni di piombo, condito dall’adattamento di un brano di 1984 di George Orwell, Beppe Grillo paventa sul suo blog la possibilità di un attentato ai suoi danni come ipotetico risultato della campagna di aggressione orchestrata, a suo dire, da politica e media. Sparata mediatica da interpretare. Cerchiamo di capirne il come e il perché.

Quanto sei bella Roma. Il profumo inebriante di elezioni parlamentari con seggi a portata di mano sembra possa dare alla testa. E la litigiosità interna ai tanto contestati Partiti, che regole e statuti bene o male li hanno, diventa piccola rissa rispetto alla “Cosa” che è e che non è il Movimento 5 Stelle. Movimento, Spa, società a responsabilità limitata, creatura multiforme alle dipendenze di un unico e indiscutibile “pater”? Intanto veniamo a sapere che il simbolo “Movimento 5 Stelle”, è proprietà de la «Casaleggio e Associati».

Grazie al suo sito web sappiamo che nasce il 22 gennaio 2004 a Milano, in via Gerolamo Morone, «nei pressi della casa di Alessandro Manzoni». La forza di tale vicinato però non aiuta i sui aderenti a capirsi tra di loro. Ma restiamo ancora alla Spa che ci vende Grillo sul web.

Grande marketing. È dunque la Casaleggio Associati a curare direttamente il blog di Grillo, la rete dei Meetup, la comunicazione esterna, e la strategia del movimento sulla Rete. E’ anche la casa editrice che cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese e anche parte dell’organizzazione dei suoi tour. Neanche Grillo fa mistero che il grande impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto in gran parte alla sinergia con questa azienda specializzata nella comunicazione e nel marketing digitale. Con qualche curiosità poco nota. Tutto inizia dalla Webegg di Tronchetti Provera. Amministratore delegato della società è Gianroberto Casaleggio. Poi la Webegg, la sua maggioranza azionaria viene vendita a 43 milioni (di euro) e nella giostra di società nasce l’attuale Spa “grillina”.

Clienti o amici? Nuove tecnologie comunicative e tanti bei vecchio soldi. Ad esempio, assieme al marchio «Movimento 5 Stelle», la Casaleggio curava anche il sito e l’immagine di Di Pietro. Combinazioni della vita e della politica, direte voi. Oltre partnership di assoluto prestigio. La statunitense Enamics, ad esempio, che vanta nel suo board e tra i sui partner -ci informa MicroMega- nomi come Pepsico, Northrop Grumman, US Department of Tresury -il Dipartimento del Tesoro Usa-, Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller. E poi ancora: Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa). Se vi par poco.

L’apparato Grillo. Questo è ciò che ha alle spalle Grillo. Fanno un po’ sorridere le inquietudini che si muovono alla base del movimento che non sapeva di essere parte di una lucrosa e ben appoggiata Spa del consenso per via informatica. Fanno quasi sorridere le tensioni emiliane e le loro carte bollate con un esposto all’Agcom degli “epurati” contro la “Casaleggio e Associati”. I nervi tesi tra il consigliere regionale Giovanni Favia e quello comunale Massimo Bugani. Si litiga per l’espulsione di Filippo Boriani, consigliere di quartiere a Bologna licenziato via web. Giustamente i grillini bolognesi, per capirci qualcosa hanno chiesto un incontro personale con Grillo e con Casaleggio. Finalmente il caotico movimento ha un abbozzo di gerarchia. Un numero uno e un numero due, a piacimento.

Beppegrillo bluff. Dietro a Grillo -denunciano alcuni ex militanti indignati- ci sarebbe insomma un’azienda che ricava un introito attraverso il blog e la vendita di vari prodotti, con tanto di padrone. “Il blog Beppegrillo. it non può ritenersi un partito -si legge nella segnalazione arrivata a Roma- non avendo una struttura gerarchica, e non può ritenersi un movimento politico avendo un proprietario”. Il portavoce degli scontenti è Gaetano Vilnò, ex grillino parmense espulso nel 2009, che ha scritto tutto questo anche al Presidente della Repubblica. L’ultima occasione per litigare in casa, il blitz dei grillini alla Festa dell’Unità contro Bersani. Il consigliere comunale Massimo Bugani, tra i più vicini allo Staff di Grillo, ha chiamato al telefono, venerdì, il segretario Pd Raffaele Donini per scusarsi.

La marcia su Roma. Tra gli eletti 5 Stelle ormai presenti in molte assemblee locali si riconosce che la partita interna ora riguarda apertamente la prospettiva di seggi, molti seggi nel prossimo Parlamento. I più politici precisano: «Il problema non sono le poltrone in Parlamento ma i metodi decisionali». Selezione dei candidati che rischia di far sprofondare il movimento nel caos. Una torta che -secondo i sondaggi- accredita al comico genovese una fetta del 20%. Più del Pdl attuale di Berlusconi, a voler ridere. Col movimento-Spa (a sua insaputa) giunto ad un bivio: cosa fare da grandi. Come decidere le candidature per le politiche. Se dovrà valere l’esperienza sul territorio o se alla fine si deciderà secondo Casaleggio. Se, detta in altre parole, tra Genova (Grillo), o Milano (Casaleggio), non prevarrà Roma (seggi in Parlamento).