Giannino, il patto con Luca

di Marianna Venturini | da www.lettera43.it

giannino montezemoloVerso un’alleanza tra il giornalista e Montezemolo

Il liberismo ha trovato un polo aggregatore. All’inizio c’era solo l’associazione Italia futura, presieduta da Luca Cordero di Montezemolo insieme con Andrea Romano, Carlo Calenda e Federico Vecchioni. Poi, si è affiancato ‘Fermare il declino’, il manifesto programmatico promosso dal giornalista Oscar Giannino assieme ad altri economisti.

UNA NUOVA PROPOSTA. Adesso le due realtà dialogano attivamente per realizzare una nuova proposta politica e, il primo settembre, hanno organizzato una riunione collettiva nella sede dei montezemoliani a Roma. Il primo segnale era arrivato con la sottoscrizione del manifesto da parte di alcuni esponenti di spicco di Italia Futura. Con il passare delle settimane, gli uomini del presidente della Ferrari hanno proposto una vera joint venture con i colleghi turbo liberisti.

IN FAVORE DELLA CRESCITA. Le linee guida del “partito che ancora non c’è” sono chiare, dalla riduzione del peso dello Stato, al ridimensionamento della pressione fiscale in favore di crescita e sviluppo economico.
Invece, i numeri delle due realtà sono molto diversi. Italia Futura è presente da tre anni e ha raccolto attorno a sé oltre 50 mila persone, mentre il manifesto di Giannino è stato lanciato a fine luglio da 260 sottoscrittori a cui si sono affiancati altri 20 mila firmatari.
Le intenzioni del nuovo movimento saranno chiare a novembre, quando la proposta politica verrà presentata in una convention.
Intanto, i due principali interlocutori hanno allargato il discorso ad altre formazioni per costruire una galassia multiforme.

Dai giovani di Zero positivo agli ultras montiani, la galassia del partito

In prima linea, ci sono gli under 35 di Zero positivo, che propongono una matrice liberale e riformatrice e sono capitanati da Piercamillo Falasca.

Sono presenti anche gli ultras montiani Indipendenti per l’Italia, un gruppo di sostenitori delle politiche del premier guidati da Stefano Micossi, economista e direttore generale di Assonime.

Partecipano a questa formazione anche l’associazione Costituente liberale, promossa dal centrista Enrico Musso e dal deputato montezemoliano Fabio Gava, Civicum e la Fondazione Oltremare.

UN CARTELLO ELETTORALE. Quello che hanno in mente tutte le diverse anime è costruire un fronte comune per la crescita. Per questo, hanno scelto di trovarsi in un cartello elettorale, tutti sotto un’insegna unica.
Prima dell’appuntamento di novembre, ci saranno almeno altre due occasioni per vedere all’opera i rappresentanti del nuovo polo.
La prima è prevista a Milano il 22 settembre, quando gli Zeropositivisti guidati da Falasca organizzeranno un evento con la partecipazione dell’economista Michele Boldrin.

IL CONGRESSO DEGLI OUTSIDER. A metà ottobre, a Roma, ci sarà il congresso degli Outsider, un movimento trasversale che ha coinvolto “gli esclusi” dai partiti tradizionali ed è entrato nell’orbita di Giannino & co.
Il primo passo in vista della convention di novembre è la formazione di tre comitati che metteranno a punto i programmi politici, organizzativi e programmatici del futuro partito, ancora senza nome ma che qualcuno ha già ribattezzato Polo della crescita.
Giannino ha preferito per la nuova aggregazione un taglio più montiano di quanto non avesse lasciato ipotizzare negli scorsi mesi, per seguire la discontinuità che ha segnato il governo dei tecnici.

Serve un leader dirompente, da scegliere attraverso le primarie

La vera incognita di questo contenitore resta chi possa rappresentarlo. Alcune personalità di spicco come Luca Cordero di Montezemolo ed Emma Marcegaglia hanno fatto intendere che non saranno loro a ricoprire il ruolo di leader. Un altro soggetto a cui si guarda con interesse è il ministro Corrado Passera.

L’IPOTESI PASSERA. Intorno alla sua candidatura, però, ci sono ancora molte diffidenze. Quello che stanno cercando è una personalità dirompente che diventi il polo di attrazione. «Un po’ come ha fatto Matteo Renzi nel Partito democratico (Pd)», è il commento ricorrente.

Intanto, Giannino ha annunciato che il leader verrà scelto attraverso le primarie, una sorta di pre-campagna elettorale per farsi conoscere dagli elettori.

Più complesso i rapporto con gli altri partiti. Se, da una, parte i centristi di Pierferdinando Casini sono molto interessati a questa creatura politica, non tutti ricambiano le attenzioni.

ALLEANZE CONTROVERSE. Italia Futura, per esempio, sarebbe interessata a dialogare con l’Udc e una parte liberale di Futuro e libertà per garantirsi il serbatoio di voti della forza guidata da Casini. Altri, invece, sono molto scettici.

Per quanto riguarda il Partito democratico, qualsiasi decisione verrà presa dopo le elezioni, in base alla riforma della legge elettorale. Sono stati tagliati fuori da qualsiasi prospettiva, invece, i berlusconiani, anche quelli più affini alle proposte della nuova formazione.

Insomma, il movimento non è stato ancora battezzato ma sembra già chiaro chi potrà farne parte e chi no.