Dopo le devastazioni del centro di Milano del 1 maggio 2015

no-expodi Luca Rodilosso, Coordinatore FGCI Milano – Segretario PCdI Milano Zona Centro

Riceviamo dal compagno Rodilosso e pubblichiamo come contributo alla discussione

Il 1 maggio, festa dei lavoratori, e possibile giornata di critica legittima al malaffare annidato dietro l’evento di Expo, tutte le voci critiche e costruttive della società italiana hanno subito una grave sconfitta. I No Expo hanno sollevato molti temi anche validi, anche se in maniera non completamente costruttiva, ma se un movimento si fa infiltrare così da 500-1000 vandali incappucciati bisogna mettersi in testa, purtroppo, che certe modalità di protesta, non collegate nei cuori e nelle menti della popolazione, hanno esaurito la loro funzione. Il governo, le multinazionali, la tirannia del capitalismo… Possiamo essere d’accordo su tutto ma se la comunicazione fallisce, da quel momento, anche se si è fatto un pezzo del corteo fatto bene, si è entrati in un tritacarne più grande, e si è commesso un grande errore politico.

Non ci sono più però ma o forse. Impariamo a crescere e a trovare altre soluzioni perché la prima nostra urgenza oggi è imparare a comunicare alla popolazione, le nostre critiche al capitalismo, ma soprattutto le nostre proposte. Anche per la nostra città, per le periferie che hanno bisogno di maggiore cura, e per un centro cittadino devastato dall’idiozia di una rabbia vuota e senza futuro, né per se stessa né per gli altri.

Luca Rodilosso – Coordinatore FGCI Milano – Segretario PCdI Milano Zona Centro