Comunicato stampa del PdCI – Zona Empolese Valdelsa, sui risultati elettorali

pdcill risultato elettorale di Rivoluzione Civile è nettamente negativo.

Come Comunisti Italiani ci siamo mobilitati in tutta Italia affinchè la proposta politica lanciata dal coraggioso magistrato Antonio Ingroia e da una variegata sinistra partitica e di movimento, avesse successo.

Così non è stato. Non siamo stati percepiti come una forza credibile di cambiamento, che potesse riportare nelle istituzioni le rivendicazioni del mondo del lavoro, popolari e democratiche.

Buona parte dell’elettorato tradizionale della sinistra che non è emigrato verso le sponde grilline si è lasciato convincere dagli appelli al “voto utile” contro Berlusconi. Ma se il PD voleva allontanare una volta per tutte la minaccia di un ritorno del berlusconismo a pratica di governo e di un suo rilancio politico-culturale, avrebbe dovuto chiedere le Elezioni Politiche anticipate subito dopo che il Caimano fu costretto a dare le dimissioni un anno e mezzo fa. Un centro-sinistra e una sinistra uniti in quel momento avrebbero ottenuto una vittoria schiacciante secondo tutti i sondaggi.

I Democratici, seguendo il loro irresistibile istinto al suicidio e alla difesa degli interessi forti, preferirono invece installare il Governo Monti, che in poco più di un anno ha colpito gli interessi popolari molto più di quanto sia riuscito a fare Berlusconi in quindici e…con un consenso parlamentare bi-partisan.

L’elettorato ha quindi gradualmente cessato di guardare al centro-sinistra come a una possibile risposta positiva ai suoi bisogni e speranze, rivolgendosi sempre più a forme di “anti-politica” come unica scelta possibile per produrre un qualche cambiamento.

Con Rivoluzione Civile abbiamo voluto proporre un progetto politico che mettesse insieme sulla base di un programma avanzato le esperienze dei partiti comunisti, di sinistra, democratici, i movimenti sociali che in questi anni non si sono arresi ai cosiddetti imperativi del mercato e dell’Europa, che hanno continuato a indicare i veri responsabili della crisi e hanno cercato di combatterli.

L’oscuramento mediatico nei nostri confronti, il ricatto del cosiddetto voto utile, il poco tempo a disposizione per farci identificare dall’elettorato popolare come qualcosa di più utile e affidabile democraticamente del Movimento 5 Stelle, hanno contribuito in modo determinante a bloccarci poco sopra il 2% dei consensi.

Ancora una volta dobbiamo prendere atto che la coerenza politica, la presenza nei movimenti e nelle lotte, la mobilitazione pre-elettorale di strati significativi della società a nostro favore, non si sono tradotti in voti. Noi comunisti italiani ci rialziamo da dove siamo caduti, nuovamente come cinque anni fa. Non intendiamo disperdere, pur nelle accresciute difficoltà che questo risultato elettorale ci crea, un patrimonio di idee, di quadri e militanti che non intendono rinunciare al progetto strategico della ricostruzione del loro partito in Italia.

Ricostruire un nuovo e unificato partito comunista che dia voce e sponda politica alle vertenze sindacali portate avanti dalla CGIL, unica organizzazione di classe e di massa rimasta in Italia, superando le divisioni tra noi e Rifondazione Comunista; riunificare intorno a un programma concreto ciò che di sinistra è rimasto in Italia, a partire da quanto di positivo in questo senso ha reso possibile l’esperienza elettorale di Rivoluzione Civile; smetterla di disperdere le forze in movimentismi inconcludenti e concentrarci sulle esigenze fondamentali dei lavoratori e del popolo italiano: lavoro sicuro, degnamente retribuito e regolato nello spirito della Costituzione; scuola pubblica e democratica; riduzione delle spese militari e ritiro da tutte le missioni di guerra; ripristino di un sistema pensionistico che garantisca una vita dignitosa agl i anziani; salario sociale per i disoccupati; intervento dello Stato nell’economia e nella finanza allo scopo di programmare democraticamente l’uscita dalla crisi e la ripresa economica.

Noi comunisti italiani continueremo ad esistere e a lottare, per la democrazia e il socialismo, sempre autonomi ma mai settari, mettendo continuamente il centro-sinistra e il PD di fronte alle sue responsabilità e cercando di indicare ai suoi elettori una strada verso il cambiamento possibile, praticabile e necessaria.

Empoli, 26 febbraio 2012