Chi sono i responsabili della crescita della marea reazionaria in Italia

Sciopero-Forconi-Torino-650x406di Mauro Gemma

Fa certo impressione la ricomparsa del cosiddetto movimento dei “forconi”, soprattutto tra un ceto medio-basso – in particolare di piccoli commercianti, piccoli imprenditori, coltivatori diretti – logorato ed esasperato dalla crisi del capitalismo e dalle sue conseguenze. Un coacervo di sigle e associazioni corporative che si mette alla testa del disagio reale generato dal progressivo deterioramento delle condizioni di vita di settori consistenti della classe media, travolti dalla crisi come gli altri strati popolari, e che solo un’analisi affrettata e superficiale può liquidare come “fascisti”. 

In questo contesto di confusa risposta alla precarietà delle condizioni di questa parte della società, fa comunque impressione e paura l’infiltrazione fascista che cerca di strumentalizzare la protesta e che impugna, indebitamente, – e alimentando le pulsioni reazionarie più repellenti – la bandiera della battaglia in difesa della sovranità nazionale, messa a rischio dalle insopportabili ingerenze e pressioni dell’imperialismo e delle sue organizzazioni e alleanze.

E fa impressione e paura la presenza di episodi di autentico squadrismo, come quelli avvenuti a Torino e in qualche altra località. Ciò va contrastato con grande energia da ogni democratico. 

Ma quanto sta avvenendo rappresenta anche una ragione di più per rafforzare il movimento in difesa della Costituzione (dando un seguito alla grande mobilitazione del 12 ottobre) e per opporsi al procedere dell’iniziativa devastante di un governo che, con le sue misure antisociali (e in assenza di una sinistra unita sui valori della Carta Costituzionale, che dia finalmente voce e rappresentanza politica alle istanze del lavoro, e, all’interno di questa, di un partito comunista che superi le divisioni insensate ancora presenti) e i propositi liberticidi ancora oggi espressi dal nuovo “uomo forte” del PD, non fa che dare fiato all’emergere delle spinte più scomposte in una società ferita da una politica antipopolare e antidemocratica, come mai era avvenuto nella storia della Repubblica. 

Occorre avere ben chiaro che i principali responsabili del montare della protesta qualunquista e fascistoide sono proprio coloro che, quasi incontrastati e forti di un immenso e sfacciato supporto mediatico, dalle postazioni del governo stanno annientando gli anticorpi democratici del nostro povero paese, con una politica che si propone solo di garantire gli interessi dei grandi potentati economici nazionali e internazionali e le ambizioni politiche e militari dell’imperialismo.