Gli esodati sono troppi? Fornero li cancella

di Francesco Piccioni | da il Manifesto

esodati romaCon una nota, il ministro decide che sono «soltanto 65.000». Giusti giusti quanti ne possono coprire le poche risorse accantonate allo scopo. I sindacati contestano la cifra e oggi manifestano a Roma

Con un colpo di bacchetta magica il ministro del lavoro Elsa Fornero ha deciso che «gli esodati sono circa 65.000». Esattamente quanti ne possono coprire le somme accantonate a suo tempo dal governo. Quindi «non servono risorse aggiuntive» per far fronte ai bisogni di chi era rimasto intrappolato tra un accordo (per crisi aziendale o incentivi all’uscita) firmato secondo le vecchie regole pensionistiche e la nuova «riforma» che porta il suo nome.

65.000? Ma non era stato lo stesso ministro ad avallare – nel corso del Forum Tuttopensioni organizzato dal Sole24Ore un mese fa – la ben più inquietante cifra di 350.000? E il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, non aveva detto soltanto l’altroieri – nel corso di una audizione alla Camera, non in una chiacchierata informale – che dai suoi calcoli erano almeno 130.000?

Il balletto delle cifre, nonché la sproporzione pazzesca tra le previsioni iniziali del ministro – «appena 50.000» – e la stima più alta, aveva sollevato non poche ironie sulla capacità di calcolo dei «tecnici» al governo. La nota ufficiale di ieri, dunque, sembra più una impuntatura orgogliosa che non un dato accertato. Nessun sindacalista che si era fin qui occupato del problema sembra dare la minima credibilità a questo numero.

Si va dalla sempre conciliante Uil che lo definisce «un gioco dell’oca», con «la quantificazione del 6 dicembre, riferita a solo una parte delle tipologie di lavoratori da salvaguardare». All’altrettanto dialogante Cisl, secondo cui «le persone coinvolte dalla crisi che hanno perso il posto di lavoro e che hanno accettato percorsi di uscita con ammortizzatori sociali o con incentivi all’esodo sono purtroppo molto più numerose di quanto oggi dichiarato dal ministro».

Più severa la reprimenda della Cgil, con Vera Lamonica che parla di «dati sballati. Il governo scherza con il fuoco». «Il dubbio è che con queste cifre si voglia nascondere la vera entità del fenomeno e non si voglia risolvere il problema», perchè non si vuole «ammettere di aver fatto una riforma delle pensioni sbagliata e superficiale». Ironico Gianni Rinaldini, coordinatore dell’area La Cgil che vogliamo, secondo cui al governo «sono in stato confusionale; mi pare un numero inventato e assolutamente non credibile, ma è evidente che non avevano postato risorse sufficienti».

Oggi arriveranno a Roma migliaia di «esodati», richiamati da Cgil, Cisl e Uil per pretendere dal governo un tavolo di discussione sulla loro situazione. Sfileranno in corteo da piazza della Repubblica a Santi Apostoli, in mattinata. La nota di Fornero, invece, nega persino che il loro problema esista.

Ma come è possibile un voltafaccia così poco credibile? Per Paolo Leonardi, coordinatore nazionale dell’Usb, che proprio nell’Inps rappresenta ormai il terzo sindacato, il trucco c’è. Anche se i calcoli sono molto complicati, perché «ogni stato di crisi aziendale viene affrontato nelle sedi Inps di appartenenza», il numero è «assolutamente sottostimato». Per arrivare a limitare così tanto la platea, dunque, l’ipotesi più probabile è che «abbiano detratto tutti coloro che, a loro parere, potrebbero andare in pensione accettando le ‘penalizzazioni’ previste dall’ultima riforma». Ovvero che dovrebbero, secondo il ministero, accontentarsi di un assegno mensile inferiore anche del 40% a quello che si aspettavano di prendere al momento di firmare l’uscita dal lavoro.

In effetti, due giorni fa, il ministro Fornero aveva risposto proprio con questo «consiglio» a un’impiegata delle Poste che aveva accettato di andarsene dopo 37 anni e mezzo di lavoro. Se, come tutto fa pensare, è questa la «soluzione» pensata in via Veneto, ci troveremmo di fronte a una vera e propria truffa da parte di uno Stato che non rispetta i patti siglati con i propri cittadini; e che gioca con la vita delle persone manipolando ad hoc leggi e codicilli.