Risultati e significato delle elezioni presidenziali in America

vote usadi V.I.U. Lenin

Tratto da Opere Complete, Vol. 18, Aprile 1912-marzo 1913, Editori riuniti, 1966 (stampa 1970) p.387-9

Negli Stati Uniti è stato eletto presidente Wilson, un “democratico”. Egli ha ottenuto più di 6 milioni di voti, Roosevelt (il nuovo “partito nazionale progressista”) più di 4 milioni, Taft (“partito repubblicano”) più di 3. Il socialista Eugene Debs ha ottenuto 800’000 voti.

L’importanza mondiale delle elezioni americane non consiste tanto nel fatto che sono fortemente aumentati i voti socialisti; la loro importanza consiste nella grandissima crisi dei partiti borghesi e nella straordinaria forza con la quale si è manifestata la loro disgregazione. Infine, la loro importanza consiste nell’azione chiara e spiccata del riformismo borghese, come mezzo di liotta contro il socialismo.

In tutti i paesi capitalistici i partiti che sostengono il capitalismo, cioè i partiti borghesi, si sono formati da lungo tempo, e tanto più solidamente quanto più la libertà politica era completa.

In America vi è la più completa libertà. E i due  partiti borghesi si sono qui distinti, durante tutto il cinquantennio  – dopo la guerra di secessione del 1860-1865 – per la loro meravigliosa solidità e forza. Il partito degli ex schiavisti è il cosiddetto “partito democratico”. Il partito dei capitalisti, che era per l’emancipazione dei negri, si è sviluppato in “partito repubblicano”.

Dopo l’emancipazione dei negri la differenza tra i due partiti è divenuta sempre minore. La lotta fra i loro veniva soprattutto condotta intorno alla maggiore o minore entità delle tariffe doganali. E questa lotta non aveva nessuna  seria  importanza per il popolo, che veniva ingannato, distolto dai suoi vitali interessi mediante duelli di effetto e senza contenuto fra i due partiti borghesi.

Questo cosiddetto “sistema bipartitico”, che regna in America e in Inghilterra, è stato uno dei mezzi più potenti per impedire il sorgere di un partito operaio autonomo, cioè veramente socialista.

Ed ecco che in America, il paese del capitalismo più avanzato, il sistema bipartitico ha fatto fallimento! A che cosa è dovuto?

Alla forza del movimento operaio, allo sviluppo del socialismo.

I vecchi partiti borghesi (il “democratico” e il “repubblicano”) guardavano al passato, all’epoca dell’emancipazione dei negri; il nuovo partito borghese, il “partito nazionale progressista”, guarda al futuro. Tutto il suo programma verte intorno alla questione se deve o no esistere il capitalismo, e precisamente intorno alle questioni che riguardano la difesa degli operai e i “trust”, come vengono chiamate in America le associazioni dei capitalisti.

I vecchi partiti erano il prodotto di un’epoca il cui obiettivo era lo sviluppo quanto più possibile rapido del capitalismo. La lotta fra i partiti si riduceva a stabilire come si poteva meglio affrettare e facilitare questo sviluppo.

Il nuovo partito è il prodotto dell’epoca odierna, la quale pone il problema dell’esistenza stessa del capitalismo. Nel paese più libero e più avanzato, l’America, esso si pone all’ordine del giorno in modo sempre più chiaro, più largo.

Tutto il programma di Roosevelt e dei “progressisti” si svolge intorno alla questione: come salvare il capitalismo mediante…riforme borghesi.

Il riformismo borghese, che nella vecchia Europa appare nella forma di vuote chiacchiere dei professori liberali, è apparso ad un tratto nella libera repubblica americana nella forma di un partito di 4 milioni di persone. All’americana.

– Salveremo il capitalismo con le riforme – dice questo partito. – Daremo la più avanzata legislazione di fabbrica. Instaureremo il controllo statale su  tutti i trust (in America ciò vuol dire su tutta l’industria!). Istituiremo su di essi il controllo dello Stato perché non ci sia la povertà, perché tutti ricevano una paga “decorosa”. Instaureremo la “giustizia sociale e industriale”. Noi accoglieremo con gioia tutte le riforme…solo uan “riforma” non vogliamo: l’espropriazione dei capitalisti!

La ricchezza nazionale è ora in America di 120 Miliardi (mille milioni) di dollari, cioè di circa 240 Miliardi di rubli. Di questi, circa un terzo, circa 80 milioni, appartiene a due trust, Rockfeller e Morgan, o è a loro subordinato! Non più di 40’000 famiglie, che costituiscono questi due trust, sono i padroni di 80 milioni di schiavi salariati.

È comprensibile che, data l’esistenza di questi moderni schiavisti, tutte le “riforme” siano un vacuo inganno. Roosevelt è stato notoriamente assunto dagli scaltri miliardari per predicare questo inganno. Il “controllo statale”, da lui promesso, si trasformerà – se il capitale rimarrà nelle mani dei capitalisti – in un mezzo di lotta contro gli scioperi e per il loro soffocamento.

Ma il popolo americano già si è destato, sta in guardia e accoglie con vivace ironia i successi di Roosevelt. Con le vostre promesse di riforme, gentile ciarlatano Roosevelt, vi siete accattivati 4 milioni di persone? Benissimo! Domani questi 4 milioni di persone vedranno che le vostre promesse sono un inganno, poiché esse vi seguono soltanto perché sentono che non si può più vivere nel vecchio modo.

Pravda n° 164, 9 Novembre 1912