Trump sta preparando in Siria la nuova grande catastrofe americana?

siria distruzione edificidi Vijay Prashad (Professore di Studi Internazionali al Trinity College) | da alternet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

L’articolo è stato scritto pochi giorni prima dell’attacco USA alla Siria

Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 5 Aprile, l’Ambasciatore Usa all’Onu Nikki Haley ha mostrato le immagini di bambini uccisi dall’attacco chimico a Khan Shaykhun, a Sud della città di Idlib. Le stime parlano di circa 50-60 persone morte nell’attacco. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia hanno proposto una risoluzione al Consiglio di Sicurezza che condanna l’attacco e chiede un’inchiesta su di esso. Non ci sono richieste di azioni armate contro chicchessia, perché il Consiglio è diviso su chi abbia effettuato l’attacco.

Sorprendentemente, l’Ambasciatore Haley ha poi affermato, Non sappiamo ancora riguardo all’attacco di ieri, cioè nessuno ha informazioni di intelligence definitive sull’attacco. Comunque, c’è stato in occidente un frettoloso precipitarsi a giudicare che il colpevole fosse il governo di Bashar al-Assad forse con l’assistenza russa.

Come conosciamo quello che è successo a Khan Shaykhu? Le fonti dei media occidentali sono principalmente gli attivisti dell’opposizione, come ha scritto la BBC in uno dei suoi primi report. Un articolo della BBC del 4 Aprile (Syria Conflict: Chemical attack in Idlib kills 58) enumera le varie fonti su cui si è affidata:

1. L’Osservatorio Siriano sui Diritti Umani (Syrian Observatory for Human Rights, SOHR). Fondato nel 2006, ha sede nel Regno Unito e riceve fondi dall’Unione Europea e
verosimilmente dal Regno Unito. Si basa su una rete di attivisti dell’opposizione in Siria per ottenere informazioni grezze, che il suo direttore, Rami Abdul Rahman, poi elabora. Il SOHR è apertamente contro Assad.

L’agenzia di informazione Khotwa (Step). Fondata dagli attivisti dell’opposizione alla fine del 2013, Khotwa come dicono essi stessi – porta l’attenzione del mondo sulle sofferenze del popolo siriano. I suoi 40 corrispondenti sono principalmente situati nelle aree controllate dai ribelli. Nel 2014, il suo direttore, Mohammad Hrith, era nei notiziari turchi a causa di una rissa tra lui e il Primo Ministro del Governo provvisorio siriano Ahmed Touma. Le persone vicine a Touma affermano che Hrith era venuto per chiedergli dei fondi.

La Commissione di Coordinazione Locale (LLC). L’LLC è parte di una rete di gruppi locali emersa per coordinare le proteste dopo il 2011. Rappresentano le posizioni politiche dell’area in cui si sono stabiliti. Il loro sentimento generale è contro Assad.

Hussein Kayal, un fotografo dell’Edlib Media Center filo opposizione. Kayal e l’Edlib Media Center sono parte di una rete di giornalisti che includono quelli coinvolti nel Media Center di Aleppo. Sono affiliati all’Organizzazione Siriani degli Espatriati (Syrian Expatriate Organization), guidata da Mazen Hasan, che è una delle figure chiave dell’opposizione siriana in occidente, e una persona chiave della Coalizione per una Siria Democratica, basata a Washington. La Coalizione chiede un intervento armato americano per rovesciare il governo siriano.

Un giornalista non nominato dell’Agenzia France Presse (AFP). Alcuni dei principali fotografi da Idlib sono dell’AFP, Omar Haj Kadour and Mohamed al-Bakour. Entrambe hanno fornito vivide immagini dell’ospedale a Maaret al-Numan ed a Khan Shaykhun. L’account Twitter di Omar Haj Kadour mostra che è decisamente dalla parte dell’opposizione. L’account di Bakour sembra totalmente sincero. Dice il mio lavoro è di fare foto. Per coprire questo attacco. Per mostrare l’orrendo crimine al mondo

Nessuno dei due reporter di AFP conferma chi ha usato queste armi sui civili, molti dei quali sono giovani bambini. Documentano semplicemente l’atto. Non sono esperti. Le loro prove includono schiuma alla bocca di una delle vittime e l’odore (la prima cosa che colpisce è l’odore). La maggior parte degli agenti nervini sono inodori. I fotografi descrivono quella che è stata la loro esperienza. Per analizzare le loro informazioni ci vorrebbe molto più tempo sul terreno. Gli altri citati dalla BBC non esitano. Puntano il dito contro Assad. Quelli con le più forti relazioni con l’opposizione armata sono i primi ad affermare che l’attacco è stato fatto dal governo.

Le investigazioni

L’Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche (Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons, OPCW), che in precedenza ha lavorato in Siria per distruggere tutte le armi chimiche vietate, ora afferma che investigherà sull’attacco a Khan Shaykhun. L’OPCW ha annunciato che la Missione di Ricerca dei Fatti (Fact Finding Mission, FFM) è già sul punto di riunirsi e di analizzare le informazioni da tutte le fonti disponibili. Il FFM ha avuto una storia molto controversa già dalla sua fondazione, il 29 Aprile 2014.

I ricercatori Karim Makdisi e Coralie Pison Hindawai hanno firmato un importante studio sul ruolo delle Nazioni Unite nelle indagini sulle armi chimiche in Siria. Nello studio essi scrivono che il FFM è stato visto da parte di rinomate persone delle Nazioni Unite, fin dall’inizio, come fortemente politico.

Che il FFM fosse stato inviato in Siria, guidato da, Malik Ellahi, per scoprire che l’uso di cloro era esso stesso un problema, scrivono Makdisi and Hindawai, poiché le denunce dell’investigazione sull’uso [di cloro] sarebbero state nel migliore dei casi piuttosto contestabili, e il loro uso attuale quasi impossibile da stabilire scientificamente. Il lavoro del FFM è stato criticato per la mancanza di professionalità e per la sua metodologia.

In ogni caso, il punto principale qui è che l’Occidente sembra volere spingere le investigazioni, sapendo benissimo le difficoltà implicite nell’accertare l’uso di cloro, per poter creare una narrazione sull’uso di armi chimiche. I report del FFM diventarono le basi per la Risoluzione 2029 e 2235 del 2015 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le quali minacciavano la Siria di un’azione da Capitolo VII (armata) da parte degli stati membri delle Nazioni Unite.

Smentite

Durante il dibattito sulla Risoluzione 2235 nell’Agosto del 2015, l’Ambasciatore russo Vitaly Churkin votò a favore della Risoluzione. Tuttavia Churkin pose Il problema di chi ha usato le armi chimiche. Augurava che un’indagine avesse mantenuto vive queste questioni e che non si cominciasse con il presupposto che il governo le avesse usate. I militari russi intervennero in Siria il mese dopo. Tra l’Agosto 2015 e l’Aprile 2017, con le forze russe in Siria, non c’è stata nessuna seria denuncia contro il governo per l’uso di armi chimiche.

L’Ambasciatore siriano alle Nazioni Unite affermò nell’Agosto 2015 che il suo paese aveva avvertito il Consiglio del pericolo per l’uso di armi chimiche da parte di gruppi di terroristi, alcuni dei quali sono affiliati ad Al-Qaeda. Puntò il dito sull’incidente di Khan al-Assal del Luglio 2013, che non era stato preso seriamente dall’occidente. SOHR postò un video nel quale mostrava soldati siriani sul campo come fossero stati gasati. Sia Jabhat al-Nusra, affiliata ad Al-Qaeda, che la Brigata di Ansar al-Khalifa condussero l’attacco. Nessuna inchiesta fu fatta.

Nel Giugno 2016 nell’est di Ghouta, l’esercito siriano affermò che i suoi soldati erano stati intossicati con dei gas. L’uomo dei sauditi nell’area, Jaish al-Islam, negò l’uso di armi chimiche. Ma le prove del video suggeriscono che ci fosse qualche tipo di arma atmosferica usata contro i soldati.

La Russia e il Governo siriano ora suggeriscono che forse ci fosse qualche magazzino di questo tipo di armi a Khan Shaykhun, che bruciò forse a causa di un attacco delle forze aeree siriane. Non ci sono prove confermate di alcun magazzino, sebbene il Ministro della Difesa russo affermi che questa informazione è completamente oggettive e verificate. Che un bombardamento aereo possa avere questi effetti su un gas stoccato in un magazzino necessita di un’inchiesta.

I politici del momento

L’Opposizione Armata siriana era sconfortata ai colloqui di Ginevra V. L’esercito siriano e i suoi alleati russi e iraniani hanno fatto conquiste in tutto il paese. La leadership dell’opposizione politica a Ginevra aveva apertamente richiesto l’intervento americano per aiutarli. Si sentivano completamente isolati.

Pochi giorni dopo l’amministrazione di Donald Trump aveva chiaramente detto quello che era chiaro sin dall’intervento russo nel Settembre 2015: che il cambio di regime a Damasco era fuori dal tavolo. Questa è stata la politica dell’amministrazione Obama negli ultimi due anni, anche se non l’aveva detto chiaramente. La gente di Trump ha riconosciuto la realtà: con la Russia e l’Iran sul campo, la rimozione di Assad avrebbe provocato un forte conflitto internazionale molto più grande che la tragedia che si era abbattuta in Siria.

Con la Turchia che sbandava verso la narrazione russo-iraniana e la Giordania scivolata nel caos per via della crisi dei rifugiati, i confini per un facile rifornimento dei ribelli non erano più disponibili. La sconfitta dell’opposizione armata, inclusi i vicini di Al-Qaeda e altri, ad Aleppo è stato un duro colpo.

Per il governo siriano l’uso in questo momento di armi chimiche in modo così pubblico non sarebbe stato altro che folle, avrebbe invitato gli Usa ad attaccare. Solo un leadership di Damasco totalmente arrogante e cieca avrebbe commesso un tale crimine. Ma la leadership di Damasco ha mostrato di essere astuta, usando aperture di qualsiasi genere per assicurarsi la sopravvivenza. Non per dire che non avrebbe assolutamente compiuto un tale attacco. L’impazienza di finire la guerra prima possa imporre un accordo con i ribelli potrebbe aver portato all’uso di queste armi. Ma sembra davvero improbabile.

Oltre mezzo milione di siriani sono morti. Metà della popolazione è fuggita. C’è tristezza in Siria, da una parte e dall’altra del fronte. I bombardamenti aerei degli americani, dei russi, dei siriani e degli altri paesi hanno devastato la Siria e l’Irak. Gli americani hanno recentemente ammesso la principale atrocità di Mosul, dove 200 civili sono stati uccisi. Quell’attacco non ha colpito il Consiglio di Sicurezza o portato una pioggia di fulmini da parte della stampa occidentale. L’ipocrisia è centrale nella morale del Consiglio di Sicurezza. Questo non significa che non si debba essere inorriditi da quello che è successo a Khan Shaykhun.

Ma più di ogni altra cosa è necessario che la comunità internazionale indaghi a fondo su questi eventi prima che si corra a un giudizio legale su quello che è successo e a una risposta in particolare militare di rappresaglia. La guerra è raramente la risposta. In particolare quando, come ora, non conosciamo la domanda.