Siria. Imminente l’intervento militare della Nato?

di D.C. | da www.articolotre.com

siria soldatoNeil Clark, collaboratore del giornale Guardian, ha dichiarato recentemente che l’Occidente starebbe cercando di utilizzare la tragedia di Hula come pretesto per un intervento militare in Siria, sulla falsariga di quanto accaduto nel 1999 in Yugoslavia e nel 2011 in Libia.

Neil Clark, collaboratore del giornale britannico Guardian, ha fatto sapere di ritenere che la tragedia di Hula possa essere utilizzata dall’Occidente per giustificare un attacco militare contro Assad in modo analogo a quanto successo nel 1999 con la Yugoslavia, e nel 2011 con la Libia di Muammar Gheddafi.La Russia aveva ammonito in tempi non sospetti che la risoluzione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite che ha addossato ogni colpa del massacro a Damasco, rischierebbe di far deragliare il piano di pace. Mosca ha chiamato questa risoluzione “una mossa prematura” in quanto avrebbe stabilito il colpevole prima ancora della fine delle indagini.

Domenica il presidente Assad ha insistito sul punto che le sue truppe non avrebbero avuto nulla a che fare con l’assassinio di oltre 100 persone a Hula. Assad ha addossato ogni colpa del massacro a forze “esterne” che sarebbero arrivate in territorio siriano per provocare il caos. Poche ore dopo sono giunte anche le conferme da Washington sull’esistenza effettiva di un piano militare in Siria.Intervistato da Russia Today, Neil Clark ha spiegato che l’Occidente starebbe cercando utilizzare il pretesto della strage di Hula per autorizzare un intervento finanziato dagli stati del Golfo Arabo.

Clark ha trovato alcune analogia tra la situazione attuale e quella che si verificò alla fine degli anni Novanta in Yugoslavia, quando il governo di Slobodan Milosevic subì enorme pressioni internazionali. Altra situazione molto simile evocata sempre da Clark è quanto successo esattamente un anno fa in Libia, quando vennero create ad arte alcune storie di supposti massacri perpetrati dal Colonnello Gheddafi sulla popolazione civile. A suo dire l’unico modo per far finire le violenze in Siria sarebbe quello di convincere Qatar e Arabia Saudita a smetterla di finanziare i gruppi di ribelli. Secondo il giornalista l’obiettivo dichiarato dell’Occidente sarebbe quello di sostituire il regime di Assad con un governo filo-occidentale e più allineato sulle posizioni israeliane in modo da completare l’accerchiamento intorno all’Iran.

Infine secondo Clark il piano di pace predisposto da Kofi Annan non starebbe funzionando in quanto i ribelli continuerebbero a combattere senza sosta le postazioni dei lealisti. In effetti la retorica pro-intervento militare in Siria ha raggiunto livelli altissimi con Francia e Stati Uniti che stanno cercando di forzare le tappe.