Siria e Ucraina. Il ritorno dell’imperialismo e il nuovo ruolo della Russia

da spondasud.it

(Talal Khrais) – Beirut, malgrado tutte le tempeste che è costretta a subire (dalla guerra in Siria, con milioni di profughi costretti a varcare il confine, agli effetti del conflitto israelo – palestinese) continua a essere il rifugio degli intellettuali provenienti da tutto il mondo. In particolare quelli arabi provenienti da paesi dove la libertà di opinione è negata. La capitale libanese ancora oggi è considerata il “paradiso della libertà”. Il caffè du Paris, ad Hamra Street, è il luogo di incontro di molti giornalisti, libanesi ed esteri, esperti di scenari internazionali. Non si può parlare di Libano senza parlare della Siria e dell’interferenze dell’Occidente. È opinione comune che quanto sta accadendo in Medio Oriente tutto sommato non sia così diverso dai fatti dell’Ucraina, con la NATO che non smette di fare pressioni sulla Russia. Si condivide l’idea che il ritorno dell’Imperialismo, che vede negli Stati Uniti la sua massima espressione, sia però messo in crisi da una visione multipolare del mondo, in cui la Casa Bianca non può più decidere da sola le sorti del pianeta.

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