Si è conclusa con successo l’Assemblea del Consiglio Mondiale della Pace

assembleia mundial paz1da cebrapaz.org.br

Traduzione di Mauro Gemma

Il Consiglio Mondiale della Pace (CMP), il 20 novembre, ha concluso i suoi eventi in Brasile con un rinnovato impegno a rafforzare la solidarietà tra i popoli. Tra il 17 e il 20 novembre, nelle diverse riunioni dell’organizzazione internazionale, i delegati si sono confrontati sull’attuale congiuntura mondiale, sulle sfide più urgenti della lotta contro l’imperialismo e la minaccia di una guerra generalizzata. São Luís do Maranhão, luogo degli eventi, è stata dichiarata Capitale Mondiale della Pace, e il Centro Brasiliano per la Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz) è stato l’anfitrione.

Quasi 50 delegati delle organizzazioni che fanno parte del CMP, di 33 paesi, hanno partecipato all’Assemblea Mondiale della Pace, il 18-19 novembre, e alla Conferenza Mondiale della Pace, il 20 novembre, iniziando i loro discorsi con i saluti al popolo brasiliano impegnato nella lotta per la democrazia, contro il governo golpista. Oltre a loro, 13 invitati di 10 paesi hanno partecipato agli eventi, che hanno contato sulla presenza massiccia di delegati di Cebrapaz.

La presidenta del CMP, Socorro Gomes è stata rieletta, come anche il segretario generale, Thanassis Pafilis. I coordinatori regionali eletti o rieletti sono: Aqel Taqaz, della Palestina (Medio Oriente), Chris Mathlako, del Sudafrica (Africa), Ilda Figueiredo, del Portogallo (Europa), Rabindra Adhikari, del Nepal (Asia) e Silvio Platero, di Cuba (America).

Hanno assistito agli eventi l’Associazione Popolare Cinese per la Pace e il Disarmo (CPAPD), guidata dal segretario generale Zhu Rui, e l’Associazione del Vietnam delle Vittime dell’Agente Arancio (VAVA), guidata dal segretario generale Nguyen Van Rinh. Altri invitati stranieri dell’evento sono stati la console di Cuba Laura Pujol, l’ambasciatore della Repubblica Araba Saharaui Democratica (RASD), Mohamed Laarosi Bahia, il deputato del Parlamento Centro-Americano, Daniel Ortega Reyes, il portavoce nazionale della Marcia Patriottica di Colombia, Andrés Elias Gutierrez, e il giornalista e scrittore belga, Michel Collon.

Anche rappresentanti di entità brasiliane e amici di Cebrapaz e del CMP hanno partecipato direttamente, come il governatore dello stato di Maranhão, Flávio Dino, che ha fornito il supporto essenziale alla realizzazione degli eventi e ha dato il suo contributo all’Assemblea Mondiale della Pace, e la presidenta del Partito Comunista del Brasile (PCdoB), Luciana Santos, che in prima persona ha portato il suo saluto. Altri invitati di entità amiche brasiliane e della regione hanno inviato messaggi e rappresentanti.

Il Comitato Esecutivo del CMP ha discusso, il 17 novembre, la composizione degli eventi, i temi da dibattere e il bilancio della gestione uscente. E’ stata anche definita la nuova composizione del Comitato, in conformità con gli statuti del CMP, con 40 diverse organizzazioni nazionali.

Il tema dell’Assemblea Mondiale della Pace è stato: “Rafforzare la solidarietà tra i popoli nella lotta per la pace, contro l’imperialismo!”. L’ultima assemblea del CMP si era tenuta in Nepal. Si legga qui la Dichiarazione Finale di quest’anno https://pt.scribd.com/document/331829935/Declaracao-Final-Assembleia-Do-Conselho-Mundial-Da-Paz-2016

Le minacce alla pace e il rafforzamento della solidarietà

La proposta di Dichiarazione Finale discussa e approvata nell’Assemblea è introdotta da una valutazione delle sfide in corso e pone l’accento sulle speranze e sulla possibilità di vincere la minaccia della guerra e dell’imperialismo. Il documento afferma in uno dei suoi primi punti:

“In un periodo di profonda crisi economica, il mondo si trova ad affrontare nuovi pericoli e minacce alla pace, compresi gli attuali interventi militari imperialisti contro paesi sovrani e la rivitalizzazione del fascismo in antiche e nuove forme. L’umanità sta affrontando i pericoli di una guerra generalizzata di dimensioni globali. Tuttavia, questo è anche un momento di speranza, che fa leva sulle lotte dei popoli del mondo. Dobbiamo ricordare le lezioni delle lotte storiche e unire tutte le più vaste forze conseguenti per la pace e il progresso, in una forte mobilitazione la cui forza, ampiezza e determinazione possono impedire che si verifichino nuove tragedie”.

Il testo rileva l’avanzata dell’aggressività imperialista e la militarizzazione del pianeta, le aggressioni ai popoli, le guerre, i tentativi di destabilizzazione e i colpi di Stato, come in Brasile, in Ucraina, in Paraguay, in Honduras e i tentativi incessanti in Venezuela, per fermare i processi di conquiste sociali, democratiche e progressiste che sfidano la politica imperialista statunitense ed europea.  Sono anche risultati di ciò la distruzione dello Stato libico e i cinque anni di guerra rabbiosa in Siria, come pure il mantenimento di un regime aggressore, belligerante, colonialista e oppressore come quello israeliano, dominato da un’estrema destra virulenta, che fa di tutto per mantenere e consolidare l’occupazione della Palestina.

Per dare impulso alla loro agenda, i delegati hanno sottolineato che lo stesso imperialismo statunitense si avvale di forze fasciste in diversi paesi e di gruppi terroristi, armati e finanziati sia dagli USA che dai suoi alleati regionali. Inoltre, la logica della “dissuasione”, e della minaccia generalizzata di guerra e aggressione, è la componente principale della politica estera statunitense.

E’ stata anche evidenziata la disputa territoriale nel Mar Cinese Meridionale, un altro scenario in cui gli Stati Uniti agiscono per causare la discordia tra i paesi vicini, istigando tensioni, promuovendo esercitazioni militari provocatorie e stabilendo partnership diplomatiche, economiche e militari nel chiaro tentativo di consolidare la loro egemonia nella regione, in opposizione alla Cina.

Le basi militari straniere, che ora ammontano a quasi 900 sparse per il mondo, la “macchina da guerra dell’imperialismo” – come ha detto la presidenta Socorro Gomes –, consolidata nell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO), e le armi nucleari sono stati schierati come strumenti della più grave minaccia all’umanità. L’anacronismo della politica statunitense, della NATO e delle sue dottrine – come quella del “dominio ad ampio spettro”, quella dell’ “attacco preventivo”, anche nucleare, tra le altre – è stata sottolineato da tutti i delegati ed evidenziato nei loro documenti come uno dei principali obiettivi delle campagne del movimento della pace e della solidarietà tra i popoli.

Anche la grave crisi economica e sociale è stata esaminata nel documento finale:

“Come organizzazione e movimento che lotta per una causa che riguarda tutta l’umanità, ci sentiamo legati alle difficoltà che colpiscono le maggioranze espropriate e oppresse in tutto il mondo da un sistema socio-economico disuguale. Le attuali minacce di guerra sono direttamente relazionate a una vasta gamma di crisi che colpiscono il mondo. Il sistema economico dominante mostra sempre di più la sua natura sfruttatrice e oppressiva, nelle contraddizioni tra i proprietari del capitale e i diseredati. Oltre agli aspetti economici e finanziari, la crisi sistemica colpisce anche le risorse energetiche, alimentari e l’ambiente”.

D’altra parte, il documento finale sottolinea che, mentre la povertà e lo sfruttamento sono gravi espressioni delle politiche imposte ai popoli per superare la crisi, il mondo ha speso il 2,3% del PIL totale nel settore militare, deviando le risorse da investire nelle questioni sociali per promuovere la guerra e sostenere il complesso industriale-militare, che trae profitto da questa logica. Sono stati anche menzionati gli accordi di libero commercio e di associazione che tengono conto solo degli interessi del grande capitale, imponendo ancora una volta ai popoli un quadro di sfruttamento al servizio di pochi.

Un ricco bilancio delle attività

L’Assemblea del CMP ha tratto un bilancio delle sue attività, accompagnato e sostenuto da analisi antimperialiste della situazione mondiale. I coordinatori regionali hanno presentato le loro relazioni  e valutazioni in merito all’attuale situazione del CMP nelle diverse zone del mondo, riflettendo sull’impegno per il rafforzamento e l’ampliamento dell’organizzazione, con l’adesione di nuovi membri e il rafforzamento dei legami con le entità amiche.

Si legga qui il discorso della presidenta Socorro Gomes, con un’importante analisi della situazione internazionale e un appello concreto al rafforzamento dell’unità dei movimenti in lotta per la pace.

Si legga anche la traduzione delle relazioni di Medio Oriente, Asia, Africa, America ed Europa, e del segretario generale, Thanassis Pafilis, a cura dell’Associazione Nazionale dei Post Laureati (ANPG), che ha partecipato agli eventi.

La situazione del Brasile è stata spesso affrontata dalle organizzazioni nella loro analisi della congiuntura internazionale, come espressione dell’ondata reazionaria e conservatrice e dell’imperialismo statunitense e dei suoi alleati regionali e del suo riflesso in America Latina. In questo contesto, si sono tenute anche manifestazioni di solidarietà al popolo brasiliano, al popolo venezuelano, al popolo cubano in diversi paesi, con un chiaro sostegno alla nostra resistenza.

Inoltre, nello scenario latinoamericano, “la lotta per la difesa della Rivoluzione Bolivariana Venezuelana è sempre più importante di fronte alle continue minacce di destabilizzazione e intervento avanzate dall’oligarchia locale, in collusione con gli USA. Esprimiamo la nostra solidarietà con le forze antimperialiste venezuelane e con il Comitato di Solidarietà Internazionale (COSI)”, puntualizza il documento finale.

D’altra parte, il documento mette in rilievo la “vittoria incontestabile” del popolo colombiano e delle forze democratiche della regione, “l’avanzata dei negoziati di pace in Colombia tra il Governo e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo (FARC-EP), effetto dell’eroica lotta popolare. In questo processo, un ruolo fondamentale è svolto dai movimenti sociali e dalle comunità colombiane, con l’appoggio e la solidarietà di altre nazioni, per una soluzione politica con giustizia e dignità che il popolo colombiano possa usare per rafforzare la propria lotta”.

Il documento pone in evidenza anche la lotta dei popoli indigeni per i loro diritti culturali, sociali e politici e la lotta che il CMP sempre ha condotto e nella quale sempre si è impegnato, per la decolonizzazione di tutto il pianeta. Per questo, la situazione del Sahara Occidentale, occupato dal Marocco, quella di Porto Rico, ancora controllato dagli Stati Uniti, e quella delle isole Malvine argentine, controllate dal Regno Unito, sono state alcune delle questioni focalizzate per quanto riguarda questo aspetto.

I membri del CMP hanno riaffermato il loro impegno storico in queste ed altre campagne e per il rafforzamento dell’organizzazione, come pure nella loro azione incisiva nell’ampio movimento internazionale per la pace e la solidarietà tra i popoli. L’Assemblea di São Luís ha confermato questo impegno per la resistenza antimperialista e l’urgenza della lotta per promuovere integrazioni regionali sovrane e solidali, un nuovo ordine mondiale fondato sul multilateralismo e la cooperazione, libero dalle ingerenze, dalla militarizzazione, dalle guerre, dall’oppressione e dallo sfruttamento.

L’evento si è concluso con la Conferenza Mondiale della Pace a cui hanno partecipato più di 400 delegati, dei diversi paesi citati e del Brasile. I relatori hanno affrontato questioni come la persistenza del colonialismo, la militarizzazione del pianeta, la resistenza latinoamericana all’avanzata imperialista, reazionaria e conservatrice, la lotta dei popoli europei contro la regressione sociale e dei diritti dei lavoratori davanti alla crisi e la continua costruzione del movimento della pace in tutto il mondo. In occasione della ricorrenza, in Brasile, del Giorno della Coscienza Nera  il giovane di Bahia Ronald Castro ha recitato una sua poesia e il coordinatore regionale dell’Africa, Chris Matlhaco, ha rivolto un saluto speciale nel suo discorso.

Gli eventi sono stati accompagnati da splendidi spettacoli culturali, con musica maranhense e brasiliana e un’orchestra nel giorno della Conferenza.