Samir Amin: «Parigi paga il sostegno assicurato ai jihadisti»

da ilmanifesto.info

Intervista. Samir Amin, filosofo e direttore del Forum del Terzo mondo

Abbiamo raggiunto al telefono a Parigi, Samir Amin, filosofo ed economista, direttore del Forum del Terzo mondo, con sede a Dakar, per commentare i gravissimi attacchi jihadisti che hanno colpito la capitale francese venerdì notte.

Quali sono le cause degli attacchi terroristici a Parigi?
Era un evento atteso. Finché le cose vanno avanti in questo modo in Siria non si tratta certo di una novità. La responsabilità più grave delle potenze occidentali è di fare del presidente siriano, Bashar al-Assad, il problema principale. E questa strategia ha la conseguenza che ad essere sostenuti dalle potenze occidentali, inclusi Turchia e Qatar, siano i jihadisti. Tutti gli estremisti dovrebbero essere colpiti senza distinzioni. Invece ora la Francia paga anni di sostegno sistematico agli estremisti isliamici.

Ci sono responsabilità specifiche del governo francese e del presidente François Hollande?
La Francia è in prima fila, insieme agli Stati uniti in questa strategia. Pretendono che al-Assad sia il nemico principale. E così proteggono gli islamisti contro il regime siriano. Questa è una politica stupida perpetrata dalle potenze occidentali.

Eppure Hollande ha attaccato l’Is in Siria e i jihadisti hanno fatto riferimento a questo nella loro rivendicazione.
Li hanno colpiti appena appena. Tutti i gruppi terroristici in Siria sono legati gli uni agli altri. Non basta attaccare a fasi alterne Is. Bisogna sconfiggerlo. Questo non può farlo che al-Assad. Se non viene sostenuto l’esercito di al-Assad non si sradica l’azione dei jihadisti.

È quello che sta facendo la Russia di Putin. Eppure, non è vero forse che anche Mosca ha subito le reazioni dei jihadisti con l’attentato contro l’aereo sul Sinai?
Certamente, ma in quel caso la responsabilità del successo dell’attacco è da ricercare nell’insufficienza della polizia egiziana all’aeroporto di Sharm el-Sheikh.

Prima della cancellazione, il presidente iraniano Rohani avrebbe dovuto visitare Parigi. È questo uno dei motivi che spiega la tempistica degli attacchi?
Non conosco nei particolari i calcoli di questi terroristi. Di sicuro volevano danneggiare l’incontro programmato tra Hollande e Rohani. Il motivo che li avrebbe spinti a farlo è il sostegno che l’Iran ha sempre assicurato ad al-Assad contro i gruppi islamisti.

L’attacco di Parigi è avvenuto dopo la presa di Sinjar dei kurdi. C’è un legame con gli attentati?
Il presidente turco Erdogan sostiene l’Is perché vede nei kurdi in Iraq e Siria il suo nemico principale. Le potenze occidentali non lo criticano per questo e continuano ad avere buoni rapporti con Ankara perché la Turchia è membro della Nato.

Quindi Usa e Francia vengono colpiti da Is perché non sono abbastanza incisivi nel combatterlo, mentre Russia e Iran vengono attaccati per il loro impegno anti-Is?
Le diplomazie politiche occidentali, ma soprattutto Usa e Francia, hanno sostenuto e continuano a sostenere i jihadisti, pretendendo che si debbano fare delle differenze. Tra al-Qaeda, Is e al-Nusra non ci sono differenze. Appartengono tutti alla stessa famiglia, usano le stesse strategie e ideologie.

Qual è la differenza tra gli attacchi a Charlie Hebdo e al Bataclan?
Nessuna. Gli attentati di ieri sono su grande scala per numero di morti e feriti. È molto probabile che ci siano legami tra i jihadisti di Is e estremisti locali. Sono tanti i francesi arruolati da Is in Siria.

È possibile che anche i Servizi francesi abbiano permesso questi attacchi per mancanze nei sistemi di sicurezza o per connivenza con i jihadisti?
Non saprei. Al-Assad ha subito detto che con questi attacchi la Francia raccoglie i risultati della sua politica negli ultimi cinque anni in Siria. Può essere che una parte dei Servizi francesi si opponga a questa strategia del governo francese.

Come dovrebbe reagire Hollande?
Spero che riveda la sua politica estera in Siria anche se dubito che lo faccia.