Piattaforma europea di rivendicazioni per la pace proposta da 4 partiti comunisti e operai

da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Proposta dal Partito Comunista Tedesco (DKP), Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi (NCPN), Partito Comunista del Lussemburgo (KPL), Partito del Lavoro del Belgio (PTB) alla fine della Conferenza di Aix-la-Chapelle, 15-16 febbraio 2014

Proposta di piattaforma di rivendicazioni al fine di orientare un movimento anti-imperialista europeo per la pace, e più specificamente concernente la Germania, l’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo:

1. No ad alcuna partecipazione agli interventi militari all’estero, sia sotto la bandiera della NATO, dell’Unione Europea, di una “coalizione dei volenterosi”, o delle Nazioni Unite. Ritiro immediato delle truppe tedesche, olandesi, belghe e lussemburghesi da tutti gli interventi militari all’estero. Pieno rispetto della sovranità degli Stati, come prevede la Carta delle Nazioni Unite. Rifiutiamo la logica “umanitaria” e il concetto di “responsabilità di protezione” (“responsability to protect”, R2P) come pretesto per interventi all’estero. Respingiamo anche tutte le altre forme di pressione esterna e di non rispetto della sovranità, come gli embarghi economici e le sanzioni.


2. Ritiro della Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo dalla NATO. Dissoluzione della NATO. Nel frattempo, i nostri paesi devono sistematicamente e progressivamente ridurre il loro contributo alla NATO.

3. Ritiro dei nostri paesi da tutti i progetti militari dell’UE, come l’Euro-corps, i Battle Groups e l’Agenzia Europea di Difesa (EDA). Rifiutiamo qualsiasi compito di attuazione di strategie militari presenti nel Trattato di Lisbona e negli altri documenti fondamentali dell’Unione Europea. Nel frattempo, i nostri paesi devono sistematicamente e progressivamente ridurre il loro contributo ai progetti militari dell’UE.

4. Disarmo nucleare. No alla modernizzazione e ritiro immediato delle armi nucleari statunitensi dalla Germania, dai Paesi Bassi e dal Belgio. Divieto della presenza di ogni tipo d’armamenti nucleari sul nostro territorio e alle nostre frontiere. Sostegno ai trattati che istituiscono zone denuclearizzate e a un trattato che vieta le armi nucleari. Divieto di produzione, di stoccaggio, della vendita e dell’uso di armi all’uranio.

5. No all’acquisto di nuovi aerei militari. Arresto dello sviluppo, dell’acquisto e installazione di qualsiasi apparecchiatura militare offensiva – compresi i progetti apparentemente difensivi che, nei fatti, sono parte di una strategia militare offensiva, come lo scudo antimissili, e altre forme di “scudo difensivo” e dei droni. Trasferimento dei fondi finanziari da una politica di sicurezza militare verso una politica di sicurezza non militare.

6. Limitazione del bilancio della difesa. Dissociarsi dalle norme della NATO del 2 % del PIL per la difesa. Niente soldi per la guerra, ma per i bisogni sociali (sanità, istruzione, lotta contro la povertà, ecc.)

7. Limitazione drastica dell’industria e del commercio di armamenti e del loro finanziamento, con una definizione ampia dei sistemi d’armamenti e sulla base di una applicazione restrittiva delle norme minime europee.

8. Controllo democratico sulla politica di sicurezza e di difesa. Rendere pubblici tutti gli accordi militari, come quelli relativi alla presenza di armi nucleari.

9. Porre fine a tutta la propaganda militare attraverso le scuole e altre istituzioni d’insegnamento, così come attraverso i media.

10. Nessun impegno militare nei compiti di ordine pubblico.

11. I responsabili politici delle guerre di aggressione devono essere chiamati a giustificarsi e saranno puniti.

12. Una politica ospitale d’assistenza e aiuto ai rifugiati e alle vittime di guerre.

13. I nostri paesi devono sviluppare una propria visione e strategia di pace. Essi possono dar vita ad iniziative di pace e di disarmo, o aiuti umanitari. Esiste già una vasta gamma di possibilità per la prevenzione dei conflitti e la costruzione della pace: negoziazioni, mediazioni, invio osservatori, cessazione di forniture di armi, aiuti umanitari alle vittime, ecc. E’ preferibile che i conflitti regionali vengono risolti a livello regionale, lontano dalle interferenze e dagli interessi delle grandi potenze.

14. Una pace duratura può essere raggiunta solo affrontando la povertà e l’ingiustizia, sopprimendo le ingiustizie storiche subite dai popoli oppressi e dando loro il diritto di seguire il percorso che hanno scelto. Ecco perché sosteniamo un ordine economico giusto, con relazioni commerciali oneste ed eque. Sosteniamo la lotta dei popoli per i diritti nazionali, democratici e sociali, il progresso sociale, la pace, per un clima e un ambiente sostenibile e per lo sviluppo. In definitiva, una pace duratura può essere garantita solo da una società che non sia basata sulla concorrenza e il profitto, ma sulla cooperazione e la solidarietà – da una società socialista.

Partito Comunista Tedesco (DKP)
Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi (NCPN)
Partito Comunista del Lussemburgo (KPL)
Partito del Lavoro del Belgio (PTB)