Le strategie “naziste” di USA, UE e NATO nell’epoca degli assedi

di Felicity Arbuthnot* | da www.rebelion.org

Leningrad1Traduzione dallo spagnolo a cura di Marx21.it

*Felicity Arbuthnot è una giornalista, profonda conoscitrice della situazione in Iraq. Ha collaborato a numerosi documentari sulle conseguenze della guerra scatenata da Bush, alcuni dei quali insigniti di premi internazionali.

Pensiamo che l’assedio di Leningrado sia stato il più terribile della storia del mondo, una “politica della fame per motivi razziali”, descritta come “parte integrante della politica nazista in Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale”. L’assedio di 872 giorni di durata cominciò l’8 settembre 1941 e venne finalmente spezzato il 27 gennaio 1944. E’ stato descritto come “uno degli assedi più lunghi e distruttivi della storia e con il numero di gran lunga più alto di vittime”. Alcuni storici lo definiscono un genocidio. A causa delle difficoltà incontrate nella conservazione dei registri, la quantità esatta delle morti risultanti dalle privazioni causate dal blocco non è certa, e le cifre vanno da 632.000 a 1,5 milioni di persone.

Gli assedi ora si sono estesi a interi paesi, si sono trasformati nella tortura prima della distruzione. E non durano molti giorni, ma molti anni. In Iran 33 anni, in Iraq più di 13 anni. Ironicamente, il numero delle morti in Iraq risultanti dal blocco riflette esattamente quello che è stato considerato un “genocidio” a Leningrado.

La Siria è sottoposta a sanzioni da parte dell’UE dal 2011, sempre più vessatorie, con il risultato che da maggio 2011, quando vennero imposte restrizioni al presidente Assad, a tutti gli alti funzionari del governo e ai massimi dirigenti dell’apparato di sicurezza e delle forze armate, è quasi impossibile qualsiasi transazione finanziaria. La lista delle restrizioni è sconcertante (1). Nel febbraio 2012 sono stati congelati gli attivi di singoli individui e quelli della Banca Centrale della Siria.

Sono stati proibiti anche i voli commerciali di aerei siriani nell’UE, e il commercio dell’oro, dei metalli preziosi e dei diamanti, di qualsiasi cosa possa essere trasformata in denaro, senza il quale né le persone né i paesi possono comprare le cose essenziali.

Nel luglio del 2012 Syrian Arab Airlines e l’Organizzazione per il Marketing del Cotone di Siria si sono aggiunte alle vittime dell’UE.

Gli USA, naturalmente, erano significativamente in vantaggio, con la Legge di Responsabilizzazione della Siria e la Legge di Sovranità Libanese (2) promulgate il 12 dicembre 2003, l’anno della completa distruzione dell’Iraq diretta dagli USA. Pertanto, il poderoso assedio personale degli USA contro 21 milioni di persone inizia il suo decimo anno.

Lo scorso agosto, come in precedenza nel caso dell’Iraq, l’impossibilità di commerciare ha significato che, come sempre, l’UE con il suo Premio Nobel della Pace e le politiche del presidente degli Stati Uniti insignito del medesimo premio, abbia colpito le persone più vulnerabili in Siria.

Molte compagnie farmaceutiche hanno chiuso provocando una grave scarsità di medicine per gli infermi cronici e le vittime dell’insurrezione, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (3). Prima dell’insurrezione appoggiata da USA, Regno Unito, UE e NATO, la Siria produceva il 90% dei farmaci di cui necessitava.

Così, “… la produzione è stata colpita dai combattimenti, dalla mancanza di materie prime, dall’impatto delle sanzioni e dai maggiori costi del combustibile”. Inoltre, quasi tutti gli impianti farmaceutici erano ubicati in aree di intensi combattimenti, le province di Aleppo, Homs e Damasco, e hanno sofferto “danni sostanziali”. Il risultato è la “scarsezza critica di medicine”, secondo il portavoce dell’OMS Tarik Jasarevic.

“Si ha necessità urgente delle medicine per la tubercolosi, l’epatite, l’ipertensione, il diabete e il cancro, come pure dell’emodialisi per i malati renali”.

I centri sanitari hanno chiuso a causa delle violenze, i danni, o perché sono caduti sotto il controllo dei combattenti spalleggiati dall’Occidente.

“Le installazioni sanitarie che hanno cessato di funzionare si trovano nelle aree più colpite, in cui la necessità urgente di interventi medici e chirurgici è più considerevole”, ha detto Jasarevic.

Il ministero della Salute siriano ha informato che “ha perduto” – rubate o distrutte – duecento ambulanze in alcune settimane tra giugno e l’inizio di agosto del 2012.

Alle banche manca il denaro e la raccolta del grano nel 2012 probabilmente è rovinata per la mancanza di manodopera, secondo le agenzie dell’ONU. Nel dicembre 2012, l’Iran ha inviato della farina in Siria, alleggerendo temporaneamente la crisi del pane. E in Occidente vengono censurate vergognosamente le informazioni sull’enorme assedio a cui è sottoposto anche l’Iran.

Mentre l’Iran inviava farina alla Siria, il ministero della Salute dell’Iran prendeva contatto con l’India con una lista di medicine negate che potrebbero salvare vite nel caso di pazienti in situazioni critiche. Le forniture vitali negate comprendono: “medicine per il cancro al polmone e alla mammella; per tumori cerebrali; per infermità cardiache; per infezioni postoperatorie di trapianto del rene, cuore e pancreas; per meningiti in malati di HIV; per artriti; per bronchiti e problemi respiratori dei neonati e l’epilessia” (4).

E di nuovo entrano in gioco gli artifici: “Sebbene il commercio di medicinali sia esentato dalle sanzioni internazionali imposte dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dalle sanzioni unilaterali annunciate dagli USA e dall’UE, le banche occidentali si rifiutano di fare le operazioni”.

Attaccare i malati è azione degna di dementi criminali. Sicuramente non è ancora stata coniata un’espressione per descrivere gli attacchi ai neonati, eccetto quella di Madeleine Albright quando ha fatto riferimento alla morte di mezzo milione di bambini a causa delle sanzioni contro l’Iraq: “…pensiamo che il prezzo valga la pena”. Non è stato un lapsus linguae, ma evidentemente aveva a che vedere con il Nuovo Ordine Mondiale.

La lista parziale delle medicine che non si possono ottenere in Iran dovrebbe essere collocata sul muro della vergogna a Washington e in tutte le capitali dell’UE che hanno ricevuto il Premio Nobel:

“Le medicine negate includono la chemioterapia; medicinali per prevenire infezioni del rene, cuore e pancreas e nel trattamento dell’AIDS. Trattamenti del cancro al colon, cancro del polmone; tumori cancerosi del cervello; medicinali di chemioterapia per il cancro del polmone, delle ovaie e dei testicoli; trattamento del linfoma di Hodgkin”.

E anche: “trattamento del cancro della mammella; una serie di medicinali per la chemioterapia; per patologie del cuore che mettano in pericolo la vita; trattamenti specifici per la meningite; medicine per problemi respiratori dei neonati; trattamenti per attacchi epilettici; trattamento di ampio spettro per infermità cardiache”.

Inoltre:

“Nitroglicerina per angina e infermità dell’arteria coronarica; trattamento per la setticemia e per la meningite batterica; medicine per ridurre il rischio di parto prematuro; trattamenti per bronchite acuta, pneumonia, infezioni delle ossa, infezioni ginecologiche e del tratto urinario”.

Si trova nella lista anche la Nimodipina, che riduce il rischio dopo le emorragie cerebrali. Che fortuna ha avuto la signora Clinton a non essere colpita dal suo coagulo cerebrale in Iran!

Lo scorso mese di ottobre, il Capo della Fondazione per le Infermità Speciali in Iran, Fatemeh Hashemi, ha dichiarato che sei milioni di pazienti corrono potenzialmente rischi per la mancanza delle medicine sanzionate (5). Un olocausto annunciato e accettato praticamente in silenzio dall’assassina “comunità internazionale”.

Anche Mehrnaz Shahabi (6) riassume questa Era del Blocco:

“L’Iran produceva il 97% delle medicine di cui aveva bisogno…La moneta svalutata significa che le materie prime importate per la produzione ora sono molto più care. In molti casi, la materia non si può neppure pagare, in particolare a causa delle sanzioni bancarie, dal momento che la Società di Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie Mondiali (SWIFT), attuando le sanzioni dell’UE, ha impedito l’utilizzo dei suoi servizi di comunicazione elettronica alle istituzioni finanziarie iraniane e alle transazioni dell’Iran”.

Perciò, come in Siria, le medicine fabbricate nel paese sono quasi inesistenti.

In aggiunta: “le medicine più avanzate per salvare vite non si possono fabbricare in modo generico. Si tratta delle medicine per infermità cardiache, problemi polmonari, infermità renali e dialisi, sclerosi multipla, talassemia, emofilia e molti tipi di cancro”.

I cancri in Iran sono aumentati e si predice uno “tsunami di cancri” nel 2015. Poiché l’Iran confina con l’Iraq, e respira la stessa aria, sarebbe ragionevole ritenere che, nel momento in cui si punisce l’Iran per la sua industria nucleare, gli USA e il Regno Unito abbiano una certa responsabilità nell’enorme tragedia sanitaria causata dalle armi all’uranio impoverito impiegate in Iraq.

“Tutte le operazioni chirurgiche di migliaia di pazienti emofilici sono state cancellate a causa della scarsità di coagulanti. Un ragazzo di 15 anni è morto alla fine di ottobre per la mancanza di coagulanti. Il responsabile della Società di Emofilia dell’Iran ha dichiarato: “E’ un’evidente presa in ostaggio delle persone più vulnerabili da parte dei paesi che proclamano il loro interessamento per i diritti umani. Anche solo pochi giorni di ritardo possono comportare gravi conseguenze, come emorragie e invalidità”.

Mentre si stava celebrando l’anno nuovo in tutta Europa e nel “Paese della Libertà”, l’Arcivescovo dell’Alta Mesopotamia, Jacques Benand Hindo, inviava un appello urgente alla Presidenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).

Egli ha dichiarato che in una situazione che “presto potrebbe diventare catastrofica”, si stavano chiudendo i canali delle forniture e che “tutta l’attività economica sembra paralizzata, con la conseguenza dell’esaurimento dei beni vitali e di un grande aumento dei prezzi. La mancanza di combustibile impedisce il riscaldamento delle case e porta alla chiusura totale di tutte le attività agricole, proprio quando sta iniziando la stagione della semina. I depositi di grano sono stati saccheggiati ed è stato venduto frumento a commercianti turchi che lo hanno portato in Turchia, sotto lo sguardo di funzionari della dogana turca”.

Come non pensare che la Turchia, alleata della NATO, rappresenti l’equivalente del bombardamento con bengala della raccolta di grano iraniano?

Oltre al grano saccheggiato, l’Arcivescovo ha denunciato la scomparsa graduale di altri prodotti essenziali che comprendono, come in Iraq, il latte per i bambini.

L’Arcivescovo Hindo ha anche lanciato un appello al primo ministro dell’Iraq, Nuri al-Maliki: “Per favore aiutateci con la maggiore rapidità possibile, inviando 600 serbatoi di combustibile, 300 serbatoi di benzina e alcune tonnellate di farina. Le prime vittime sono i bambini. Tutta l’ingiustizia si sente nel corpo, nell’anima e nei bambini”. E’ causata dalla punizione draconiana, assassina, illegale e collettiva nei confronti di un popolo e, una volta ancora, ricade sui quelli che devono ancora nascere, gli appena nati e quelli che solo gattonano.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, Leningrado (oggi San Pietroburgo) fu insignita del titolo di Città Eroica per l’incrollabile valore collettivo, la resistenza e l’inventiva di fronte alle atrocità naziste.

Senza dubbio il mondo deve insignire del titolo di Paese Eroico quelli che dimostrano il medesimo valore contro le nazioni che ripetono le stesse atrocità.

Note

1. http://www.sanctionswiki.org/Syria
2. http://www.bis.doc.gov/licensing/syriaimplementationmay14_04.htm
3.  http://www.reuters.com/article/2012/08/07/syria-crisis-health-idUSL6E8J74NZ20120807  
4. http://www.indianexpress.com/news/shackled-by-sanctions-iran-sends-india-sos-for-lifesaving-drugs/1054837/
5. http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2012/Oct-21/192191-sanctions-affecting-6-million-patients-in-iran-report.ashx#axzz2HZnCUyUS
6. http://www.deliberation.info/sanctions-aganst-iran-a-form-of-genocide

L’originale in http://www.globalresearch.ca/the-age-of-the-siege-nazi-military-tactics-revisited/5318452