L’ascesa della Cina: un’ispirazione per la Bolivia nella lotta contro la povertà e l’umiliazione imposte dagli Stati Uniti

America US China 1 e1416904428569dopo la vittoria di Luis Arce questo articolo, scritto precedentemente alle elezioni, rafforza il suo significato e rappresenta uno stimolo di riflessione anche per la sinistra europea

di Fiona Edwards

da https://www.newcoldwar.org

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

La determinazione dell’imperialismo statunitense a dominare l’intero globo sta facendo sprofondare l’umanità in una nuova pericolosa guerra fredda. La classe dirigente statunitense è assolutamente disperata nel tentativo di fermare l’ascesa della Cina e sta aumentando la sua aggressività su molti fronti per raggiungere questo obiettivo – dalla guerra economica all’accerchiamento militare della Cina. Se gli Stati Uniti dovessero riuscire nella loro guerra fredda, le conseguenze sarebbero davvero devastanti non solo per il popolo cinese, ma per tutta l’umanità.

Questa realtà è ampiamente compresa dalla sinistra in America Latina, dove la differenza tra il modo in cui gli Stati Uniti e la Cina interagiscono con i Paesi è evidente e profonda, la prima basata su rapporti di dominio e subordinazione e la seconda basata su un rapporto di cooperazione e di mutuo vantaggio.

Gli Stati Uniti hanno una lunga storia di interventi in America Latina per promuovere spietatamente i propri interessi – dalla sponsorizzazione di colpi di stato militari, al sostegno alle dittature e al sovvertimento del processo democratico, al lancio di una guerra economica con l’obiettivo di impoverire intere società per spianare la strada al cambiamento di regime. Gli Stati Uniti considerano l’America Latina come il loro “cortile” e continuano a opporsi violentemente a tutti i movimenti del continente che lottano per l’indipendenza, la sovranità e lo sviluppo nazionale.

La Cina sta offrendo all’America Latina un modello diverso di relazioni internazionali, basato sul rispetto del diritto degli altri Paesi di determinare i propri affari e sulla cooperazione “win-win”. Mentre la politica estera degli Stati Uniti è per tutta l’umanità subordinata agli interessi della classe dirigente statunitense, la dottrina della Cina in materia di politica estera è quella di costruire un “futuro condiviso per l’umanità” basato sulla cooperazione e sul multilateralismo.

Questa grande differenza tra la dottrina di politica estera degli Stati Uniti e quella della Cina nei confronti dell’America Latina è stata spiegata chiaramente dal giornalista boliviano Ollie Vargas nel suo eccezionale discorso al Forum internazionale per la pace ospitato dalla campagna internazionale No Cold War International il 26 settembre 2020, che è condiviso qui di seguito.

Ecco le parole di Vargas:

“Penso che abbiamo molto da imparare dal modo in cui la Cina interagisce con il mondo in termini pacifici, cercando partner alla pari, cercando la cooperazione piuttosto che il dominio e la dipendenza. La Cina è un’ispirazione per paesi come la Bolivia, un’ispirazione per come uscire da una posizione di povertà indegna e di dipendenza coloniale”.

Che la sinistra sia neutrale di fronte alla guerra fredda degli Stati Uniti contro la Cina, che presenti gli Stati Uniti e la Cina come due mali gemelli e quindi adotti lo slogan “né Washington né Pechino” è del tutto assurdo e non ha alcun rapporto con la realtà. Sono gli Stati Uniti, non la Cina, a rappresentare una minaccia per tutta l’umanità.