La Russia in Siria: ISIS in rotta, Occidente in imbarazzo

bombardamento isis siriada www.assadakah.it

Bogdana Ivanova (Mosca), Jafar Mhanna (Latakia), Talal Khrais (Roma) – I colleghi presenti in varie provincie siriane definiscono l’ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, o Daesh) un esercito di cartone, un’armata di marionette che crolla di fronte ai raid russi, così come crollano di fronte ai combattenti di Hezbollah e dell’esercito siriano quando questi si presentano insieme nel Qusseir e nel Qalamoun. Siamo appena alla seconda settimana della guerra dichiarata dalla Russia ai terroristi, e questi fuggono in massa, lasciando dietro di loro una scia di cadaveri, rifugi distrutti e depositi di armamenti annichiliti. Facevano tremare il mondo trasmettendo immagini efferate e ora chiedono aiuto.

Il loro aiutante più generoso, il governo turco, è rabbiosamente disperato perché non è più in grado di fornire i mezzi necessari ai vari gruppi di estremisti e mercenari. Anche i governanti occidentali sono su tutte le furie, ma non si capisce perché, stando alle loro roboanti dichiarazioni degli ultimi due anni. Non volevano forse combattere l’ISIS? Dove sono finiti i 4000 raid compiuti in un anno? Da quando la Russia è in campo, si sono ridotti del 90 per cento gli attentati suicidi. La Russia colpisce e i terroristi fuggono.

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