La NATO prepara la guerra

nato meeting bruxellesdi Brian Cloughley* | counterpunch.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

La montante propaganda antirussa

La città tedesca di Francoforte è il più grande centro finanziario dell’Europa continentale e ospita la Borsa del paese, innumerevoli altre istituzioni finanziarie e la sede della Banca centrale europea (BCE), responsabile della gestione della politica monetaria nella zona euro a 18 nazioni. Il posto trasuda quattrini, come dimostra il faraonico nuovo edificio della BCE, che sta costando una fortuna.

Il prezzo iniziale della sontuosa sede della banca era di 500 milioni di euro, circa 550 milioni di dollari, ma il conto ora raggiunge 1.300 milioni di euro (£ 930 m, $ 1,4 miliardi). Il progetto di questo assurdo ed esorbitante fiasco è stato voluto dalle persone che dovrebbero dirigere il corso finanziario di 18 nazioni e del loro sfortunato mezzo miliardo di cittadini. Se l’abilità della BCE nella cura dei denari europei è quella con cui vigila sui costi della sfarzosa e nuova turrita sede, allora l’Europa attraverserà una grossa burrasca.

Curiosamente, la BCE non è l’unica istituzione che contribuisce al boom edilizio burocratico dell’Europa. C’è un’altra organizzazione con sede in Europa, con pari ambizione, pomposità e incompetenza, che sta realizzando una sede altrettanto maestosa e costosa.

L’autore di questa imbarazzante farsa è la NATO, l’Organizzazione del Patto Nord Atlantico che zoppicando esce dall’Afghanistan leccandosi le ferite essendosi scontrata con un gruppo di irregolari dilettanti, vestiti di stracci e calzati di sandali, che hanno dato filo da torcere alle forze hi-tech dell’Occidente, in una guerra il cui esito era prevedibile. Ma la debacle non ha offuscato la visione dei zelanti leader della NATO, che stanno ora fronteggiando la Russia per giustificare l’esistenza del loro scricchiolante, debole, sconfitto dinosauro. Il loro problema non è solo che perdono le guerre, ma che cercano di rimpiazzarle con altre, dirette da un edificio nuovo e scintillante, notevolmente dispendioso, il cui costo è salito al di sopra tutte le stime.

Proprio come le guerre della NATO.

L’operazione della NATO, Unified Protector, per rovesciare il leader libico Muammar Gheddafi, ha previsto un massiccio blitz aereo con 9.658 attacchi che si è concluso con l’omicidio raccapricciante di Gheddafi e ha causato il collasso della Libia, precipitandola in un disastro dove i fanatici del barbaro Stato islamico vanno ora a stabilirsi.

Se non fosse per tutto l’orrore della catastrofe libica causato dalla Nato, potrebbe strappare un sorriso l’analisi approfondita di Ivo H.Daalder e James G Stavridis apparsa sulla rivista Foreign Affairs nel 2012, intitolata La vittoria della NATO in Libia. Questo saggio dichiarava che “l’operazione della NATO in Libia è stata giustamente salutata come un modello di intervento… Il coinvolgimento della NATO in Libia ha dimostrato che l’alleanza rimane una fonte essenziale di stabilità… La NATO non sarà in grado di replicare il suo successo in Libia nel prossimo decennio. I membri della NATO dovranno quindi utilizzare il summit di Chicago per rafforzare l’alleanza, garantendo che la condivisione degli oneri che hanno funzionato così bene in Libia – e proseguono in Afghanistan oggi – diventino la regola, non l’eccezione”.

Non c’è molto che vada bene sia in Libia che in Afghanistan due anni dopo la difesa di Daalder-Stavridis della “condivisione degli oneri” ed è ovvio che la NATO è l’opposto di una “fonte di stabilità” in entrambi gli sfortunati paesi citati.

Nell’ottobre 2005 ho scritto che “la NATO sta aumentando le sue truppe in Afghanistan a 15.000 unità ed il suo segretario generale dichiara che, invece di agire come forza di pace, assumerà il ruolo di combattimento delle truppe americane, il che è folle… L’insurrezione in Afghanistan continuerà fino a quando le truppe straniere lasceranno, quando sarà. Dopo di che, il governo di Kabul crollerà e regnerà l’anarchia finché, uno spietato signore della guerra, ricco e brutale trafficante di droga, raggiungerà il potere. Governerà il paese come è sempre stato governato: con minacce, ferocia religiosa, inganno, corruzione… e l’ultima occupazione straniera diventerà solo un altro ricordo”.

Il numero delle truppe Usa-Nato in Afghanistan è stato ridotto da un massimo di 130.000 a 13.000 unità, di cui circa 10.000 appartenenti agli Stati Uniti, ma il nuovo quartier generale della NATO a Bruxelles è in espansione, sia in termini di grandezza, che di costi. Il preventivo approvato nel 2010 per l’immenso complesso era di 460 milioni di euro (500 milioni di dollari), ora salito a oltre 1 miliardo e 250 milioni di euro, circa 1,4 miliardi di dollari.

Il tedesco Der Spiegel ha riportato nel mese di gennaio, che lo scandalo del superamento dei costi è tenuto segreto da tutti i governi che contribuiscono a questa superflua organizzazione. Un telegramma trapelato dall’ambasciata della Germania evidenzia che, in una riunione dei rappresentanti della NATO lo scorso dicembre, essi hanno discusso dell’effetto disastroso sull’immagine dell’alleanza, se la NATO non fosse stata in grado di completare puntualmente il progetto di costruzione deciso al vertice dei capi di governo nel mese di aprile 1999, a Washington. Il rischio di un ulteriore aumento dei costi è palpabile.

La soluzione del problema di immagine della NATO è semplice: le persone responsabili della gestione degli affari di un’alleanza militare che coinvolge 28 paesi, 3,5 milioni di combattenti e 5.000 armi nucleari hanno deciso, come richiesto dalla segreteria generale, di affrontare la materia “confidenzialmente”. In altre parole, lo sforamento dei costi e i ritardi nella costruzione sono stati deliberatamente nascosti al pubblico, nella speranza che i dirigenti della NATO non appaiano incapaci.

Mentre cercano di occultare le mancanze e i difetti nella gestione degli affari amministrativi correnti, i capi della NATO ghermiscono la Russia, nel tentativo di convincere il mondo che il presidente Putin sta per architettare una invasione da est. Al centro dell’artificioso allarme della NATO c’è il regime corrotto e caotico al potere in Ucraina, che nutre gravi disaccordi con la Russia ed è quindi energicamente sostenuto dagli Stati Uniti, fino al punto di distorcere la realtà, minacciare e mentire.

Come riportato nel Regno Unito dal Daily Telegraph del 4 marzo, il comandante delle truppe Usa in Europa, il generale Frederick “Ben” Hodges, ha accusato la Russia di aver stanziato 12.000 truppe all’interno dell’Ucraina orientale, una sciocchezza irresponsabile.

Hodges era precedentemente ufficiale di collegamento dell’esercito al Congresso a Washington dove ha ovviamente preso gusto al protagonismo politico, tanto che in un discorso politico del tipo che i generali non avrebbero il diritto di fare, ha dichiarato che: “Dobbiamo alzare il prezzo su Putin… In questo momento gode dell’85 per cento di sostegno interno. Ma quando le madri vedranno i loro figli tornare a casa morti…: quando il prezzo del consenso sale, il sostegno interno scende”.

Nel mese di febbraio il Wall Street Journal ha riportato un altro intervento di Hodges che affermava: “Ritengo che i russi si stiano mobilitando per una guerra prevista tra cinque o sei anni; non penso che abbiano intenzione di iniziare una guerra in capo a cinque o sei anni, ma penso che stiano creando le condizioni per anticipare gli accadimenti e che in tale lasso di tempo saranno impegnati contro qualcuno in un qualche tipo di conflitto, di una certa entità…”. Quello che il Presidente Putin farà è tutto da vedere, ma è certo che le divagazioni bellicose di Hodges non fanno nulla per convincere Mosca che sia in atto un qualsiasi tentativo da parte della coalizione USA-NATO di modificare la politica di ostilità senza compromessi.

Altre dichiarazioni di alcuni leader della NATO sono state altrettanto minacciose e destinate a convincere l’opinione pubblica dell’Europa occidentale che la Russia abbia attaccato l’Ucraina.

Ma anche se la Russia avesse invaso l’Ucraina, non avrebbe avuto nulla a che fare con nessun altro. La coalizione USA-NATO ignora volutamente il fatto che l’Ucraina non è membro né dell’Unione europea, né della NATO e che non ha alcun trattato di assistenza politica, economica o militare con qualsiasi nazione del mondo in caso di disputa bilaterale con un paese terzo. Ma la NATO ha preso il sopravvento sulla discordia ucraino-russa per giustificare la sua politica di ostilità implacabile a Mosca.

La NATO avrebbe dovuto essere sciolta al momento del crollo dell’Unione Sovietica, perché quella minaccia era l’unica ragione per la sua esistenza; ma ha deciso invece di moltiplicare le adesioni ed estendere la sua presenza militare in aree sempre più prossime ai confini della Russia. C’è poco da meravigliarsi che la Russia sia preoccupata delle intenzioni della NATO, protesa verso il conflitto.

Il Comandante supremo della NATO, il generale americano Breedlove, ha contribuito notevolmente ad alimentare tensione e paura in Europa a causa dei suoi avvertimenti sulle presunte manovre della Russia. Il 5 marzo è andato di fantasia, e senza uno straccio di indizi o prova, ha sostenuto che la Russia ha schierato “oltre un migliaio di veicoli da combattimento” con “unità da combattimento, alcuni dei loro più sofisticati sistemi aerei di difesa, battaglioni di artiglieria” all’interno dell’Ucraina. Questa dichiarazione è della stessa marca della sua menzogna del 18 novembre 2014, quando al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung disse che c’erano “Unità dell’esercito russo in Ucraina orientale”.

A fronte della montante propaganda antirussa, dell’intensificazione del confronto e della tentata intimidazione della NATO, è probabile che Mosca agirà, aumentando in tal modo la posta in gioco e il pericolo conseguente. E’ tempo che le nazioni della NATO scendano a patti con la realtà e prendano atto che la Russia è una grande potenza internazionale con interessi legittimi nella propria regione. Mosca non ha intenzione di inginocchiarsi davanti alle immature minacce di generali strepitanti USA e dei loro spavaldi accoliti. E’ tempo che la NATO forgi legami piuttosto di distruggerli e costruisca ponti piuttosto che uffici sfarzosi.

* Brian Cloughley scrive di politica estera e affari militari. Vive a Voutenay sur Cure, Francia.