La macchina delle bugie è entrata in azione

di Daniele Cardetta | da tribunodelpopolo.com

usa-nato6In questo 2012 la cosiddetta “macchina delle bugie” è entrata in azione a pieno regime.  Gli equilibri mondiali stanno cambiando e quindi la “macchina” serve modificare il corso della storia. Gli Stati Uniti in questo sono bravissimi, e  il loro obiettivo è quello di uscire dalla crisi, ancora una volta, come la prima potenza mondiale.

Il capitalismo in putrefazione ha bisogno per reggersi di mentire continuamente. La realtà lo accusa: dunque deve essere falsificata. La fabbrica della menzogna è diventata arte, tecnica, norma di vita“, lo disse Pietro Secchia, esponente di spicco del Pci, e a ben guardare la sua frase può tranquillamente essere utilizzata anche oggi per descrivere quello che sta accadendo nel mondo. Il contesto da allora è completamente cambiato, ne sono consapevole, eppure oggi come allora la prima superpotenza mondiale è costretta ad azionare la potente macchina delle bugie per intorbidire le acque e preservare la propria supremazia.

Una macchina imponente quella delle bugie, una macchina oliata da decenni di lavoro, diventata ormai quasi perfetta. Così missioni di bombardamento indiscriminato su popolazioni civili diventano “missioni di pace“, e vere e proprie missioni di conquista diventano “aiuti a popolazioni oppresse massacrate dai regimi”. Nulla di strano del resto, anzi, è quasi normale che la superpotenza dominante cerchi di preservare il proprio ruolo di predominio sugli altri, a qualsiasi mezzo. In molti parlano del “secolo cinese” e dell’emergere dei BRICS come potenziali sfide economiche e militari al predominio a Stelle e Strisce, e la Casa Bianca, credetemi, già da tempo è a conoscenza della minaccia e non è certo rimasta con le mani in mano ad attendere il “sorpasso” e il declino della propria potenza.  Per questo motivo la “macchina delle bugie” è stata azionata ancora una volta, per modificare il corso della storia e impedire con l’astuzia un sorpasso inevitabile. E alla luce della crisi economica, delle guerre e del declino della civiltà europea, non è detto che questo tentativo non riesca. Gli Stati Uniti sono sempre usciti dalle guerre più ricchi e più potenti di prima, ed inoltre le guerre sono necessarie a cementare lo spirito di corpo americano, rinsaldando il fronte interno ad uso di quello esterno.  Le guerre servono a mobilitare tutte le forze degli Stati Uniti,mentre altri paesi emergenti che stanno investendo più sulle energie rinnovabili, sull’informatica, sull’educazione, si troverebbero del tutto incapaci e impreparate a reggere un confronto militare con gli Usa.  Così ogni paese che organizza il proprio funzionamento in base a regole diverse da quelle imposte dagli organi sovranazionali diventa automaticamente uno “stato canaglia” passibile di invasione. La “macchina delle bugie” poi serve a fare il resto, trasformando le vittime in carnefici e mobilitando l’opinione pubblica mondiale in modo da isolare e logorare i “nemici”.E così con il potere dei media si riesce a stabilire l’agenda internazionale delle priorità, modificando de facto la realtà. Così l‘Arabia Saudita, alleata della Casa Bianca per via del petrolio, può continuare a violentare i diritti umani, mentre in Siria, un paese laico e sovrano, un presidente viene de facto esautorato per lo stesso motivo. Così negli Stati Uniti la polizia può continuare a sparare su barboni sospetti impunemente mentre in Russia tre ragazze punk che irrompono nella Chiesa del Cristo Salvatore di Mosca e si sono rese protagoniste in passato di diverse devastazioni, diventano le eroine del movimento mondiale contro l’oppressione.  Ovunque tutti nel mondo chiedono la liberazione delle Pussy Riot, e basta guardarli in faccia per capire che ci credono per davvero, le ritengono davvero delle eroine che combattono contro un regime oscurantista. Inutile dire che se al Cremlino sedesse un manutengolo della Casa Bianca (vedi Eiltsin), le Pussy Riot sarebbero state dipinte in modo molto diverso… E così mentre femministi, ambientalisti, pacifisti e i vari -isti del mondo urlano allo scandalo di fronte alle Pussy Riot, a Guatanamo gli Stati Uniti possono continuare a torturare, imprigionare, intimidire impunemente. Questa, signore e signori, è la macchina delle “bugie”, la stessa che addita l’Iran come “stato canaglia” perchè accusato di volere una bomba nucleare quando Israele ne ha prodotte a decine senza chiedere il permesso a nessuno. Ma come disse Secchia, quando la realtà accusa, deve essere falsficata. Ieri come oggi. Accetteranno gli Stati Uniti il declino inevitabile dovuto al collasso sistemico del capitalismo e dell’imperialismo? Piuttosto che ammainare bandiera scateneranno un’inferno. Anzi, hanno già cominciato.