Imperialismo e focolai di guerra

Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

military-tanksTraduzione di Marx21.it

L’apparato di travisamenti e menzogne dei mezzi di comunicazione monopolizzati dal capitale privato e da alcuni settori del mondo accademico e della produzione culturale inventa concetti curiosi e falsi per mascherare le strategie dell’imperialismo e delle classi dominanti reazionarie in tutto il mondo.

Le pubblicazioni sono piene di concetti come “potere intelligente”, “soft power”, “imperialismo benigno”, “multilateralismo assertivo”. Ora è diventata di moda l’espressione “golpe morbido”, con vengono designati i tentativi di rovesciare i presidenti del Venezuela e della Siria e il colpo di Stato in Ucraina. E’ come se il cambiamento fondamentale operato nella situazione internazionale nei tempi più recenti abbia rappresentato la conversione dell’imperialismo al pacifismo e della sua tendenza intrinseca all’autoritarismo alla democrazia.

Tuttavia, l’osservazione attenta della realtà dimostra che essa è segnata da focolai di conflitto e di guerra, con gravi minacce alla pace, alla sicurezza dei popoli, alla sovranità nazionale, alla democrazia e al diritto internazionale.

Quando era sembrato che la situazione in Ucraina prendesse una nuova direzione dopo l’accordo firmato a Ginevra da Stati Uniti, Russia, Ucraina e Unione Europea, il presidente nordamericano, Barack Obama, ha avanzato accuse pretestuose e minacce di nuove sanzioni contro la Russia, adducendo il pretesto che essa non starebbe rispettando gli accordi destinati ad alleviare la tensione. Gli avvertimenti di Obama sono lanciati in contemporanea con la realizzazione, da parte del governo ucraino, di azioni militari, con l’aiuto del Pentagono e della CIA, contro gli attivisti favorevoli all’unione con Mosca. La tensione nell’Est dell’Ucraina ha raggiunto un punto elevato.

Infatti, gli Stati Uniti e i loro alleati sono trincerati dietro il proposito di isolare politicamente la Russia e di accerchiarla militarmente. Niente che assomigli alla “cooperazione diffusa” e alla “morbidezza”. Pressioni, ricatti e minacce sono i metodi e le tattiche delle potenze occidentali.

Gli Stati Uniti hanno già messo in chiaro di non tenere conto delle mosse diplomatiche della Russia. Il colpo di Stato che hanno sponsorizzato, in collusione con l’Unione Europea e con le forze fasciste locali, ha provocato la legittima reazione delle popolazioni, legate politicamente e linguisticamente alla Russia, che non accettano il dominio occidentale su un’Ucraina trasformata in territorio di operazioni militari della NATO e oggetto di spogliazione economica da parte dei monopoli dell’Unione Europea. Di fronte a questa realtà, gli imperialisti tentano di impedire la tendenza allo smembramento dell’Ucraina attraverso la via militare, affrontando la Russia.

Mentre lo scenario si complica nell’Est europeo, nel suo viaggio in Asia Obama dalla capitale della Corea del Sud lancia minacce contro la Repubblica Popolare Democratica della Corea, sollecitando questo paese ad abbandonare i suoi test nucleari e i programmi legati ai missili balistici. E’ sintomatico che, mentre fa queste dichiarazioni, il presidente nordamericano visita truppe statunitensi dislocate nel territorio sudcoreano e conferma le manovre militari congiunte con la Corea del Sud, che rappresentano una provocazione militare contro Pyongyang.

Le tensioni aumentano e le minacce di guerra si intensificano anche a partire dalla decisione del regime sionista israeliano di sospendere i colloqui in corso con l’Autorità Nazionale Palestinese, sostenendo che la riconciliazione tra il Movimento di Resistenza Islamica Palestinese (Hamas) e il Movimento Palestinese di Liberazione Nazionale (Al-Fatah) rappresenta l’unità di quest’ultimo con il “terrorismo”.

L’unità tra le forze politiche palestinesi è un passo importante ai fini del rafforzamento della lotta per lo Stato nazionale indipendente. Per difendersi da ciò, Israele dimostra di volere scommettere sulla strategia del “divide et impera”. Invocando il “terrorismo” come pretesto per interrompere il dialogo, i sionisti rivelano che agiscono con un’unica opzione – quella militare – per continuare la politica di oppressione nazionale sul popolo palestinese.

Nel mondo di oggi, sotto l’egemonia dell’imperialismo, nulla indica allentamenti tattici né ammorbidimento dei metodi. Il bellicismo è la tendenza intrinseca all’imperialismo. Solo la lotta dei popoli potrà scongiurare il pericolo di guerra e conquistare la pace.

Audio dell’editoriale
http://www.vermelho.org.br/radio/noticia.php?id_noticia=240955&id_secao=332