Il saluto dei comunisti siriani alla manifestazione di Milano “Giù le mani dalla Siria” (8 giugno 2013)

Messaggio inviato dal Partito Comunista Siriano

siria bambina bandiereCari compagni e compagne, amici ed amiche

Vorremo iniziare questo nostro messaggio inviandovi il saluto del partito comunista siriano, insieme ai saluti dell’eroico popolo siriano, che affronta i più difficili intrighi dell’imperialismo e della reazione. 

I fatti , per come stanno andando in Siria, confermano, e riconfermano, quanto era stato annunciato dal Partito comunista siriano, ovvero che la resistenza non è solo un dovere, ma è possibile. Il fattore principale di questa fermezza sono le masse del popolo siriano radicate nel patriottismo, e sono disposti a sacrificare le cose più preziose in difesa dell’indipendenza nazionale. e questo lo dimostrano i fatti della storia della Siria contemporanea, riconosciuti oggi con il sangue dei martiri dei figli di operai e contadini e giovani lavoratori della città e della campagna, che si sono immolati sull’altare della sovranità e della dignità patriottica. 


Inoltre, ci sono fattori variabili internazionali che hanno contribuito al rafforzamento della fermezza nazionale siriana, in prima linea la solidarietà di tutti i liberi nel mondo arabo e nel mondo intero schierati con il popolo siriano di fronte alle aggressioni e contro quelle forze oscurantiste dell’ imperialismo: il sionismo ed i reazionari. 

La vostra manifestazione oggi a Milano ne è l’esempio di questa vera solidarietà e noi ne siamo fieri. 

La crescente aggressione contro la Siria si è manifestata con gli attacchi militari di Israele sionista e le decisioni adottate dalla Unione Europea sulla fornitura vergognosa di armi alle bande armate all’interno del paese, con la continua espansione delle sanzioni ingiuste, con politiche economiche adottate da questa unione imperialista contro la Siria con la benedizione e l’istigazione dell’imperialismo Usa, il principale nemico della libertà dei popoli. Complici di queste politiche sono anche i regimi che girano nell’orbita imperialista, da Doha ad Ankara, che assumono misure indescrivibili e inaccettabili secondo gli standard del diritto internazionale, quali la partecipazione diretta all’aggressione, il finanziamento, la fornitura di armi e il supporto multi-nazionale ai diversi movimenti armati di natura terroristica. 

Compagni e amici … 

L’economia siriana ha subito gravi perdite a seguito di atti di sabotaggio effettuati dalle forze dell’insurrezione armata. Hanno saccheggiato e distrutto gli impianti produttivi, che si sono trovati temporaneamente sotto il controllo di queste forze. Questi impianti sono stati manomessi e i loro beni trafugati e venduti all’esterno del paese, specialmente in Turchia. La stessa sorte è toccata a parte importante delle scorte di grano e ad altre colture agricole. Sono state inoltre oggetto di vandalismo diverse installazioni petrolifere, con il sabotaggio di oleodotti e gasdotti. Tutto questo ha portato a difficoltà nella fornitura di beni di prima necessità alla popolazione. Le forze ostili, disperate per l’insuccesso dei loro piani di far cadere il sistema nazionale del paese, cominciano a produrre tutti i loro sforzi per dissanguare la Siria allungando la durata della crisi, essendo la Siria un ostacolo di fronte al piano schavizzante denominato «Grande Nuovo Medio Oriente », che non è altro che un tentativo di fare il “Grande Sion” in base al quale deve avvenire la riduzione in schiavitù e lo sfruttamento di tutti i popoli della regione da parte dell’imperialismo statunitense e del sionismo internazionale, in accordo con le forze reazionarie arabe, regionali e locali. 

Compagni e amici .. 

Gli sviluppi positivi che hanno avuto luogo – affrontando i ricorrenti attacchi effettuati dalle forze della ribellione armata – attraverso le conquiste significative realizzate delle forze armate arabe siriane nel frenare le bande armate, riducendo la loro influenza, hanno svolto e svolgono un ruolo chiave per aprire le prospettive per la risoluzione della crisi, su base nazionale. Vale a dire, attraverso il mantenimento della Siria come paese inespugnabile e sovrano, respingendo valorosamente i dettami dell’imperialismo e del sionismo, affrontando ogni tentativo di ostacolare il successo della battaglia. 

I progressi compiuti nel consolidare la fermezza delle forze nazionaliste siriane respingendo gli attacchi ostili, hanno costretto i ribelli armati a cambiare tattica e accettare la ripresa del processo che ha avuto inizio con la Conferenza di Ginevra. Nonostante il sostegno del Partito comunista siriano per l’approvazione da parte del governo siriano a partecipare a questa conferenza, dobbiamo richiamare allo stesso tempo alla massima vigilanza verso le manovre dell’imperialismo. L’imperialismo americano, il sionismo e Israele sono i nemici principali dei popoli arabi in generale e del popolo siriano e dell’indipendenza nazionale della Siria in particolare. 

La condizione necessaria e indispensabile per l’inizio di una soluzione alla crisi siriana è la cessazione di tutte le operazioni militari e terroristiche da parte dei ribelli e in modo parallelo il blocco degli approvvigionamenti e degli aiuti ai gruppi armati e terroristici. Senza realizzare questo è impossibile andare a risolvere la crisi politica in modo coerente con l’interesse nazionale e con l’aspirazione del popolo di vivere dignitosamente in un paese libero. 

Infine, la solidarietà internazionalista è un importante contributo molto apprezzato dal nostro partito e dalla nostra gente. Anche perché non è insolito che i compagni comunisti e le forze progressiste italiane prendano una posizione cosi chiara; noi non dimentichiamo la solidarietà italiana con le lotte dell’ eroico popolo palestinese. 

Viva l’internazionalismo proletario. 
La Siria non si inginocchierà!! 
Insieme vinceremo

Il Partito Comunista siriano