Il ‘Roof Knocking’ a Gaza e il mito del drone benevolo

drone usa cielodi Brian Terrell

da Defend Democracy Press, 21 maggio 2021

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Nei loro attacchi mortali nella densamente popolata Gaza, le forze di difesa israeliane stanno impiegando una tecnica che chiamano “Roof Knocking”. I droni sparano piccoli missili senza testata su un edificio residenziale, destinati solo a scuotere l’edificio prima che missili armati lo distruggano pochi minuti dopo. L’IDF chiama questi “colpi d’avvertimento” e sono spesso preceduti da telefonate ad alcuni residenti che dicono loro di fuggire dall’imminente distruzione delle loro case.

Il Jerusalem Post celebra la tattica come umana e morale: “come l’IDF ha inventato il ‘Roof Knocking’, la tattica che salva vite a Gaza”. “Come stai? Va tutto bene? Questo è l’esercito israeliano. Dobbiamo bombardare la vostra casa e stiamo facendo ogni sforzo per ridurre al minimo le vittime. Per favore, si assicuri che non ci sia nessuno nelle vicinanze, perché tra cinque minuti attaccheremo”, è la telefonata standard ai residenti degli edifici, che suona più come una minaccia mortale che un avviso amichevole o un avvertimento salvavita. Quelli che non ricevono la chiamata, ma sentono solo il ronzio dei droni e sentono le loro case tremare per i proiettili che sbattono sui tetti, potrebbero essere più propensi a rannicchiarsi all’interno piuttosto che rischiare di scendere in strada, come se a Gaza oggi ci fosse un rifugio sicuro da qualche parte.

Allo stesso modo, quando i droni vengono usati anche dai dipartimenti di polizia negli Stati Uniti, il loro uso viene propagandato come un’alternativa meno violenta ai metodi convenzionali. Sulla scia dell’assassinio di George Floyd da parte di agenti di polizia a Minneapolis e della morte di innumerevoli altre persone di colore, nelle città di tutti gli Stati Uniti vengono avanzate richieste di riforma della polizia. In risposta a questa crisi urgente, alcuni dipartimenti di polizia stanno mettendo a dura prova la loro credibilità offrendo droni come soluzione alle tensioni tra la polizia e la comunità. La polizia di Chula Vista, California, per esempio, sostiene che i loro droni sono “uno strumento di de-escalation”, che dicono “favorisce la fiducia pubblica”.

Nella sfera privata, una società sudafricana chiamata Desert Wolf sta commercializzando un drone “Skunk” per le aziende minerarie che affrontano controversie di lavoro, armato con munizioni spray al peperoncino, palline di colorante e palline di plastica solida, laser accecanti (vietati in guerra dalla Convenzione di Ginevra) e altoparlanti a bordo che possono urlare ordini alle persone a terra. “Abbiamo progettato e sviluppato lo Skunk a causa di un enorme rischio per la sicurezza che doveva essere affrontato”, ha detto l’amministratore delegato di Desert Wolf, Hennie Kieser, citando uno sciopero per i salari nel 2012 che ha provocato 44 morti in una miniera di platino sudafricana. “Rimuovendo la polizia a piedi, utilizzando la tecnologia non letale, credo che tutti saranno molto più sicuri”.

La commercializzazione dell’immagine pubblica del drone come un modo più gentile, più delicato e più sicuro per fare la guerra, per reprimere i lavoratori in sciopero o per sorvegliare le nostre città è iniziata con il presidente Obama, che ha giustificato gli assassinii con i droni, insistendo sul fatto che “mirando strettamente la nostra azione contro coloro che vogliono ucciderci e non contro le persone in mezzo a cui si nascondono, stiamo scegliendo il corso d’azione che ha meno probabilità di provocare la perdita di vite innocenti”. In verità, la maggior parte delle persone uccise negli attacchi dei droni statunitensi sono civili, pochi sono combattenti secondo qualsiasi definizione e anche il piccolo numero di quelli presi di mira come sospetti terroristi sono vittime di esecuzioni extragiudiziali. Il vice presidente dei Capi di Stato Maggiore durante il primo mandato di Obama, il generale James E. Cartwright, aveva già notato il “ritorno di fiamma” del programma dei droni: “Se stai cercando di uccidere per arrivare a una soluzione, non importa quanto tu sia preciso, sconvolgerai le persone anche se non sono state prese di mira” e il generale Stanley McChrystal, comandante delle forze di Obama in Afghanistan, ha avvertito che “per ogni persona innocente che uccidi, crei dieci nuovi nemici”.

Uno dei maggiori pericoli posti dalla proliferazione dei droni in tutto il mondo oggi è proprio questa illusione della loro precisione e sicurezza. Coloro che usano i droni e ne traggono profitto possono lavarsi le mani dell’orrore e crogiolarsi nelle loro dichiarate buone intenzioni, ma le persone che vengono prese di mira li conoscono come strumenti di razzismo, terrore e repressione.

L’illusione che la guerra possa essere resa più sicura e che il controllo delle persone represse possa essere reso più gentile attraverso l’uso dei droni rende solo più probabile la guerra e la repressione e genera un ciclo di violenza che è ancora più incontrollabile. Nonostante le autodifese offerte dall’IDF, dal dipartimento di polizia di Chula Vista, da Desert Wolf e da Barack Obama, i droni aerei armati e la sorveglianza militare e di polizia con droni sono un flagello da eliminare.