Il piano di pace della Siria ha il supporto della comunità internazionale

di Erman Dovis

newsdalmondo bannerSi sono levate nuove voci in varie parti del mondo a sostegno del Programma Politico per una soluzione negoziata della crisi, programma lanciato dal presidente siriano Bashar Al Assad.

Il presidente della Commissione di sicurezza nazionale per la politica estera del Parlamento iraniano, Alaeddin Boroujerdi, ha dichiarato che il programma politico di Assad potrà permettere l’uscita dalla crisi. Per il ministro della Repubblica islamica iraniana, fondamentale è che la crisi sia risolta internamente al popolo siriano, e questo punto di vista è supportato dalla maggioranza della Comunità Internazionale. In una intervista al canale televisivo Russia Today invece, Brian Becker, coordinatore e portavoce di ANSWER,(una organizzazione statunitense pacifista, antimperialista e antirazzista, dal respiro internazionale) ha sostenuto che sono proprio i gruppi armati di opposizione, insieme ai loro sostenitori, che rifiutano ogni dialogo ed insistono nel proseguire una politica di guerra.

Becker ha inoltre aggiunto che nonostante la copertura e l’appoggio militare di Usa e Turchia, l’opposizione armata non è in grado di sconfiggere l’esercito siriano, per la sua forza, per l’appoggio popolare di cui gode, ed anche per l’appoggio di Cina e Russia, che vogliono impedire il ripetersi del drammatico scenario libico.

Il Ministero degli Esteri russo in effetti, ha recentemente dichiarato in una nota, che la Dichiarazione di Ginevra dello scorso 30 giugno resta un punto essenziale per la risoluzione del conflitto siriano. Questo documento, approvato all’unanimità, resta indispensabile per superare lo stallo nella crisi, per interrompere ogni violenza e fornire aiuti umanitari ai cittadini sfollati e rifugiati. Sempre nella nota del ministero, si legge che Mosca ritiene prioritario puntare sul dialogo per raggiungere una soluzione politica, sulla base dell’applicazione pratica di quanto deciso a Ginevra. Quel piano, concordato in Svizzera e stipulato da Cina, Russia, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Turchia, Lega Araba, Onu e Ue invita le parti in conflitto a decretare un cessate il fuoco, formare un governo di transizione, rivedere la Costituzione ed indire nuove elezioni, senza chiedere le dimissioni del presidente Assad, come invece esigevano i paesi arabi e occidentali.

Il piano esecutivo presentato dal governo siriano è in linea con quanto deciso a Ginevra, e sottolinea la necessità di preservare l’unità e la sovranità nazionale, cosi’ come il diritto all’autodeterminazione del suo popolo, senza alcuna interferenza esterna.
Condizioni queste insopprimibili per concretizzare qualsiasi accordo di pace.

Fonte Prensa Latina