Il dominio americano dei mari e la “minaccia” cinese

di Diego Angelo Bertozzi
da www.lantidiplomatico.it

Pronti alla guerra e pronti a mantenere ad ogni costo il proprio dominio su scala planetaria, a partire dagli oceani: è questo il quadro che emerge dagli aggiornamenti della dottrina militare statunitense contenuti nel documento “A Cooperative Strategy for 21st Century Seapower: Forward, Engaged, Ready”  rilasciato nei giorni scorsi dalla Marina, dal Corpo dei Marine e dalla Guardia costiera. Con un avversario chiaramente individuato: la Repubblica popolare cinese in fase di rafforzamento militare. Ancora una volta la proclamata difesa dei “beni comuni” e della “libertà di navigazione” nei mari nasconde l’intenzione di Washington di ostacolare e fermare la comparsa di un potere statale in grado di ostacolarne l’egemonia militare e politica, soprattutto in un palcoscenico strategico di “importanza crescente come la regione Indo-Pacifico” dove – si legge nel documento – “il continuo sviluppo e la messa in campo di sistemi d’arma anti-accesso/Area denial (1) sfidano il nostro accesso marittimo globale”. E chi, se non Pechino può mettersi d’ostacolo di fronte alla riaffermazione militare di uno storico dominio al quale non si intende rinunciare? 

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