Gli USA, il pivot anticinese e i pericoli di guerra

struttura lago cinadi Domenico Losurdo
da www.ilcaffegeopolitico.org

Riceviamo da Domenico Losurdo, Presidente dell’Associazione Marx XXI, e lo ringraziamo per l’attenzione rivolta al nostro sito. Il testo, pubblicato in “Il Caffè Geopolitico”, è una lucida analisi dei pericolosi sviluppi del cosiddetto “pivot to China”, un altro tassello della scalata aggressiva dell’imperialismo verso una guerra globale dalle conseguenze imprevedibili per l’intera umanità.

La Cina rappresenta davvero una minaccia a livello geopolitico per gli Stati Uniti e i Paesi ad essa confinanti nella regione del Pacifico? Vi presentiamo un estratto del Prof. Domenico Losurdo che analizza alcune questioni relative alla cosiddetta “minaccia cinese”

IL PIVOT ASIATICO – Il “pivot” viene spesso presentato in Occidente come una risposta alla “minaccia“proveniente da Pechino. Non c’è dubbio che con l’ascesa o, più esattamente, col ritorno della Cina, dopo la fine del “secolo delle umiliazioni“, e con l’avanzare del processo di maturazione della Repubblica popolare, il quadro internazionale sta cambiando in modo radicale. Nel marzo 1949 il generale statunitense MacArthur poteva constatare compiaciuto: «Ora il Pacifico è diventato un lago Anglo-Sassone» (in Kissinger 2011, p. 125). Dati i rapporti di forza esistenti, gli USA potevano sperare di bloccare con il loro intervento l’ascesa al potere del partito comunista e di Mao Zedong; la speranza andava rapidamente delusa e a Washington, tra polemiche furibonde, si scatenava la caccia al responsabile della “perdita” del grande Paese asiatico.

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