Contro la guerra e contro la Nato

di Giorgio Langella

Nelle pagine internet dei vari giornali nazionali non c’è traccia. Nessuna notizia. Eppure il 16 gennaio a Milano e Roma si sono svolte due manifestazioni contro la guerra e la Nato. Due manifestazioni che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone che hanno sfilato dietro a striscioni di denunce delle guerre imperialiste scatenate dalla Nato, dagli USA e dai paesi della UE in varie parti del mondo. Una sorta di guerra permanente che dura da 25 anni. Il 16 gennaio migliaia di cittadini sono scesi in piazza con migliaia di bandiere rosse con la falce e il martello i simboli del lavoro, con quelle della Siria che combatte il terrorismo, con quelle delle repubbliche popolari del Donbass, con quelle della Palestina. Hanno manifestato per dire basta all’imperialismo, per combattere l’indifferenza, per lottare contro chi vuole ridurre il nostro pianeta in un enorme campo di battaglia.

Il 16 gennaio, la protesta di migliaia di cittadini è stati ignorata dai principali giornali nazionali. Se non è censura questa …

Bisogna rendersi conto che, ormai, in quello che viene considerato l’occidente “civile” e democratico, le notizie che “danno fastidio” vengono manipolate, oscurate, taciute. Succede con chi non si allinea al potere guerrafondaio, succede con le tragedie del lavoro, succede con tutte le notizie che evidenziano i fallimenti e gli orrori creati dal sistema capitalistico trionfante. Se non è dittatura questa …

Nonostante tutto esiste in Italia un movimento che sta crescendo contro le guerre imperialiste, contro il nuovo colonialismo e contro la Nato che è principale strumento di aggressione. Non è pacifismo ma il rifiuto di restare indifferenti, la volontà di essere partigiani, di non stare a guardare, di prendere una posizione netta e precisa. Nessuna equidistanza né in medio-oriente, né in Ucraina. Dalla parte di chi realmente combatte il terrorismo in Siria come chi resiste all’avanzata del nazifascismo in Ucraina. Dalla parte, quindi, del popolo curdo massacrato dai terroristi e dal governo turco. Dalla parte del popolo palestinese che subisce la protervia e la violenza del governo e dell’esercito israeliano. Dalla parte del legittimo governo siriano. Dalla parte dei combattenti antifascisti che resistono alla violenza delle truppe di Kiev (che si fregiano di simboli nazisti) nelle repubbliche popolari del Donbass.

Se l’informazione non fa il suo dovere, oscurando manifestazioni e notizie scomode, se l’informazione crede di ottenere, così, dei privilegi da chi detiene il potere, dai “signori della guerra” e dai “padroni del mondo”, sta ad ogni sincero democratico, anche a chi, il 16 gennaio, ha preferito non scendere in piazza per  indifferenza o timore, alzare la testa e opporsi a quella dittatura che sta progressivamente crescendo.

Ora e sempre resistenza.