Comunicato congiunto degli inviati speciali dei BRICS in Medio Oriente

brics bandiereVisakhapatnam, 12 aprile 2017

da mid.ru

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Riteniamo importante pubblicare questo comunicato congiunto diffuso da rappresentanti dei cinque paesi dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) sulla situazione del Medio Oriente (praticamente ignorato dal sistema mediatico occidentale). Per diversi motivi. Innanzitutto è una presa di posizione collettiva dei BRICS sul Medio Oriente, nel momento in cui  esso si trova sotto attacco politico, militare e mediatico da parte degli Stati Uniti, della Francia e degli altri paesi imperialisti. Un approccio teso a preparare il terreno a future disastrose imprese militari. Proprio per questo è importante il riferimento che si fa all’ONU come unico mezzo per intervenire nella regione. Lo stesso si afferma per quanto riguarda la lotta al terrorismo, di cui sono  vittime gli stessi paesi che compongono il coordinamento. Rispetto alla Siria, si sostiene l’unità territoriale del paese, in contrasto con i piani (ormai di lunga durata) degli Stati Uniti miranti a frammentare gli stati della regione su basi etniche o religiose.

Si condanna l’intervento in Libia, che non ha portato alcuna stabilità ma che al contrario ha distrutto le istituzioni esistenti (quelle della Libia di Gheddafi), favorendo la proliferazione di gruppi terroristi ed estremisti. Su un altro paese ora in guerra, lo Yemen, dove interviene direttamente e militarmente l’Arabia Saudita, si evidenzia la crisi umanitaria, celata da tutti al fine di non indebolire politicamente il sostegno alla guerra. Infine si sostiene la causa palestinese e l’impegno alla soluzione del conflitto sulla base del principio dei due stati, all’interno dei confini del ’67. Tutte prese di posizione importanti, in contrasto con le strategie imperialiste, e sostenute in maniera collettiva dai BRICS. (Marx21.it)

Gli inviati speciali dei BRICS in Medio Oriente hanno espresso la loro preoccupazione riguardo alle crisi interne che sono emerse negli ultimi anni in numerosi stati della regione. Essi sostengono fortemente che queste crisi dovrebbero essere risolte in accordo con le leggi internazionali e con la Carta dell’ONU, senza ricorrere alla forza o alle interferenze esterne e attraverso la creazione di un largo dialogo nazionale con il dovuto rispetto per l’indipendenza, l’integrità nazionale e la sovranità dei paesi della regione. I partecipanti enfatizzano la legittimità delle aspirazioni dei popoli della regione di godere delle piene libertà sociali e politiche e del rispetto dei diritti umani.

Condannano fortemente i recenti attacchi contro alcuni paesi dei BRICS, inclusi quelli nella Federazione Russa. I membri dei BRICS sostengono gli sforzi internazionali per combattere la minaccia globale del terrorismo. Sottolineano che le misure anti-terroristiche dovrebbero essere intraprese sulle solide basi delle leggi internazionali sotto l’egida delle Nazioni Unite e del suo Consiglio di Sicurezza.

Durante l’incontro è stato sottolineato il ruolo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite quale organo internazionale che porta la responsabilità primaria di mantenere la pace internazionale e la sicurezza. È stato anche sottolineato che gli interventi militari che non sono stati autorizzati dal Consiglio di Sicurezza sono incompatibili con la Carta dell’Onu e sono inaccettabili.

Gli Inviati Speciali dei BRICS esprimono la loro profonda preoccupazione riguardo le continue violenze in Siria, al continuo deteriorarsi della situazione umanitaria e alla crescente minaccia del terrorismo internazionale e dell’estremismo in quel paese.

I partecipanti hanno confermato il loro forte supporto alla sovranità e all’integrità territoriale della Siria e alla necessità di una soluzione pacifica al conflitto, guidata dai siriani. Hanno sostenuto tutti gli sforzi verso una soluzione politica e diplomatica in Siria attraverso discussioni basate sulla Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Hanno salutato le tre tornate di discussioni tenute ad Astana e i risultati della quinta tornata di discussioni a Ginevra. Hanno riconosciuto che le discussioni di Astana hanno spianato la strada per il riavvio dei colloqui di Ginevra. Hanno espresso il proprio impegno per rinnovati e risoluti sforzi per cercare una soluzione politica e diplomatica in Siria. Al riguardo, sono benvenuti gli sforzi dell’Inviato Speciale del Segretario Generale Staffan de Mistura miranti alla ripresa del processo di Ginevra. Gli sforzi dei paesi BRICS nel fornire aiuti umanitari alla Siria sono stati benvenuti. E’ stata chiesta la continuazione dell’assistenza umanitaria in Siria da parte dei paesi BRICS e la collaborazione nella ricostruzione della Siria.

Mentre condannano fortemente il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni, chiamano tutti i siriani a unire le mani di fronte a questa pericolosa minaccia ed esortano la comunità internazionale ad attenersi strettamente ai suoi obblighi nel perseguimento delle diverse e rilevanti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Mentre condannano fortemente l’uso di armi chimiche da parte di chiunque e sotto qualsiasi circostanza, esortano la comunità internazionale a rimanere unita mentre affronta qualsiasi uso o minaccia di utilizzo di armi chimiche e sottolineano l’importanza della continua cooperazione tra il Segretariato Tecnico del OPCW, il meccanismo investigativo congiunto dell’OPCW-UN e le autorità siriane.

Essi hanno espresso una seria preoccupazione riguardo la situazione politica e di sicurezza e alla spirale del conflitto armato in Libia, evidenziando le sue conseguenze estremamente negative per il Medio Oriente (Asia Occidentale) e il Nord Africa e per la regione del Sahel. È stato notato che l’intervento militare in questo paese nel 2011 ha portato al collasso delle istituzioni statali integrate, che a sua volta ha portato all’aumento di attività dei gruppi terroristi ed estremisti.

Hanno sottolineato il proprio impegno per l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale della Libia. Hanno espresso il proprio supporto per i passi fatti dalle autorità libiche nel combattere le minacce terroriste. Hanno riaffermato la necessità di superare i dissensi tra le forze politiche libiche e per il raggiungimento un consenso nel funzionamento del Governo da parte di tutte le parti interessate  al perseguimento dell’Accordo Politico Libico. In questo contesto essi hanno espresso il proprio supporto agli sforzi del Rappresentante speciale del Segretario Generale per la Libia Martin Kobler, dai paesi vicini e dall’Unione Africana. Gli sforzi globali per sconfiggere lo Stato Islamico a Sirte, sono stati benvenuti.

Hanno espresso preoccupazione per la continua presenza di formazioni terroriste incluso l’ISIS in altre regioni del paese e hanno supportato gli sforzi internazionali sponsorizzati dalle Nazioni Unite miranti al dialogo inter-libico destinato a raggiungere la creazione di autorità unificate basate sul riconoscimento degli interessi delle forze politiche libiche, delle regioni e dei gruppi tribali.

Gli Inviati Speciali dei BRICS hanno espresso il loro pieno rispetto per l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Iraq. Hanno sostenuto gli sforzi da parte del Governo iracheno nel combattere il terrorismo e nel riprendere il controllo sui territori presi dal cosiddetto Stato Islamico dell’Iraq e del Levante. Hanno sottolineato la propria preoccupazione per l’impatto umanitario delle attuali operazioni militari per la liberazione di Mosul. I partecipanti all’incontro hanno espresso la speranza che tutte le parti etniche e confessionali in Iraq rafforzino la riconciliazione nazionale come unica via per superare gli attuali disordini, portino la lungamente attesa pace e ripresa economica per il popolo iracheno. Al riguardo chiamano tutte le parti a supportare il processo inclusivo di riconciliazione nazionale tenendo conto degli interessi di tutti i segmenti della società irachena. Hanno fatto riferimento all’importanza di un dialogo nazionale guidato dagli iracheni capace di rafforzare la stabilità del paese, dell’integrità territoriale e delle istituzioni democratiche. Hanno anche sollecitato la comunità internazionale a fornire continua assistenza e supporto umanitario ai rifugiati iracheni e alle popolazioni sfollate.

Hanno espresso la propria preoccupazione per il continuo conflitto armato nella Repubblica dello Yemen che ha portato all’uccisione di migliaia di civili, incluse donne e bambini, e alla distruzione di una parte significativa di infrastrutture civili vitali, portando la situazione in Yemen allo stato di catastrofe umanitaria. Hanno esortato la comunità internazionale a prendere misure urgenti per allentare la situazione sociale ed economica in questo paese, per l’accesso illimitato per gli aiuti umanitari in tutte le parti della Repubblica dello Yemen.

Al riguardo gli Inviati speciali hanno chiesto un immediato cessate il fuoco in Yemen, esortando tutte le parti del conflitto a riprendere un dialogo nazionale in cui rappresentanti delle forze politiche yemenite e dei differenti gruppi della popolazione yemenita possano partecipare alle discussioni sul futuro del paese. Al riguardo i partecipanti hanno sostenuto gli sforzi di Ismail Ould Cheikh Ahmed.

I membri dei BRICS dichiarano la propria pronta disponibilità a fornire rilevanti aiuti umanitari ed assistenza diplomatica per risolvere la situazione in Yemen.

Essi sono stati unanimi sul fatto che il periodo di trasformazioni fondamentali che sta avvenendo in Medio Oriente (Asia Occidentale) e Nord Africa non debba essere usato come pretesto per ritardare la risoluzione del conflitti di lunga durata, in particolare del conflitto israelo-palestinese. Al riguardo hanno confermato il loro impegno nel raggiungere un accordo complessivo, giusto e duraturo del conflitto israelo-palestinese sulla base della cornice legale internazionalmente riconosciuta, incluse le rispettive risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, i principi di Madrid, e l’Iniziativa Araba per la pace.

Hanno chiesto una pronta ripresa dei negoziati israelo-palestinesi miranti a stabilire uno stato palestinese indipendente, funzionante e territorialmente contiguo all’interno dei confini definiti il 4 Giugno 1967 e con Gerusalemme Est come sua capitale. Hanno sostenuto il ruolo russo nel Quartetto del Medio Oriente mirante ad ottenere questi obiettivi il più presto possibile. Hanno espresso la propria disponibilità per contribuire su scala maggiore per una giusta e duratura risoluzione al conflitto del Medio Oriente.

I partecipanti all’incontro hanno fatto appello ai palestinesi e agli israeliani a intraprendere passi positivi reciproci per ristabilire la mutua fiducia e creare condizioni favorevoli per la ripresa dei colloqui, evitando passi unilaterali, che comprometterebbero la soluzione dei due stati, in particolare l’attività degli insediamenti israeliani illegali nei Territori palestinesi occupati. Hanno sostenuto il superamento della divisione inter-palestinese in base alla piattaforma dell’OLP e all’Iniziativa Araba per la Pace.

Hanno espresso la propria intenzione di organizzare la prossima consultazione a livello di vice-ministri degli esteri dei BRICS in Cina nel 2017.

I partecipanti all’incontro hanno anche concordato sull’opportunità di tenere consultazioni regolari sul Medio Oriente (Asia Occidentale) e il Nord Africa a vari livelli, inclusa l’Onu e hanno confermato il proprio supporto per organizzare incontri informali dei propri rappresentanti.