Comunicato conclusivo dell’Incontro del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) – Caracas, 23-25 novembre 2013

Consiglio Mondiale della Pace (WPC) | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Si è svolto con successo l’Incontro del Comitato Esecutivo (CE) del Consiglio Mondiale della Pace, tenutosi dal 23 al 25 novembre 2013 a Caracas, prima riunione dopo l’Assemblea di Kathmandu (luglio 2012). L’incontro è stato ospitato dal Comitato di Solidarietà Internazionale (COSI), membro del WPC in Venezuela.

Ricordiamo distintamente la nostra Assemblea Mondiale della Pace del 2008, dove dichiarammo Caracas “Capitale Mondiale della Pace e della lotta antimperialista”. La nostra Assemblea si svolse all’epoca sotto gli auspici del defunto presidente, comandante Hugo Chavez, a cui tributiamo il nostro più profondo rispetto per l’enorme contributo e la direzione vincente della rivoluzione bolivariana, genuino leader del suo popolo ampiamente riconosciuto a livello mondiale.


Il WPC saluta il popolo venezuelano, impegnato nella lotta e nella difese delle conquiste raggiunte e nella ricerca di nuove vie per approfondire il processo bolivariano contro le azioni sovversive e la guerra economica intraprese dall’oligarchia locale e dalle forze imperialiste, in particolare nel momento contingente. Noi difendiamo il diritto sovrano del popolo venezuelano a decidere riguardo il suo futuro e la sua ricchezza, perché diventi pienamente responsabile del suo destino.

Il CE del WPC si è riunito in un periodo di crescente aggressività dell’imperialismo in tutti gli angoli del pianeta, in tutti i campi e in tutti gli aspetti della vita umana. La profonda crisi economica del capitalismo crea sofferenze senza precedenti per centinaia di milioni di persone, povertà, disoccupazione, fame e miseria, mentre il grande capitale e le multinazionali accumulano immensi profitti. L’espressione sincrona in tutte le parti del mondo del fenomeno, le gravi conseguenze in Europa per i suoi popoli e la gioventù, mostrano la natura della crisi di un sistema che non può risolvere i problemi dell’umanità, li aggrava soltanto.

Le varie forze e centri imperialisti si contendono ferocemente le quote di mercato e il controllo delle risorse energetiche e naturali, mentre agiscono compatte contro i popoli e le nazioni che non si sottomettono ai loro piani. Gli attacchi ai diritti dei popoli, alla loro sovranità e indipendenza, al diritto all’autodeterminazione si verificano ovunque, ad opera sia degli Stati Uniti che della NATO o dell’Unione europea, configurando varie alleanze.

Il WPC esprime la sua seria preoccupazione per la situazione in Medio Oriente, punto focale per le forze imperialiste: oggi l’obiettivo principale è la Siria, ma già si profila l’Iran nei sanguinosi piani per il controllo della zona.

Denunciamo le operazioni dei gruppi armati di “opposizione” all’interno della Siria che vengono sostenuti, addestrati e guidati nelle loro azioni sovversive per destabilizzare il paese, seminando terrore e morte sul popolo siriano. Con il ruolo dominante delle monarchie del Golfo, della Turchia e sotto la supervisione degli Stati Uniti, della NATO e dell’UE, l’ingerenza negli affari interni della Siria ha raggiunto nuovi livelli pericolosi. Nonostante l’apertura dei negoziati sulla questione nucleare dell’Iran e il consenso a una nuova conferenza di Ginevra sulla Siria, le minacce e le provocazioni imperialiste non sono spente, dato che l’accordo sul controllo e la distruzione delle armi chimiche in Siria non può essere considerato una base sostenibile per la pace, mentre le operazioni di guerra dentro e fuori la Siria proseguono.

Il WPC è a conoscenza dei piani imperialisti in Medio Oriente, in particolare del piano statunitense per un “Grande Medio Oriente”, approvato anche dalla NATO. Quanto accade oggi in Siria è parte di questo piano, e l’Iran è il prossimo obiettivo. Il pretesto per colpire l’Iran è il suo programma nucleare, ma la vera motivazione è il controllo geostrategico e le ricche risorse energetiche di questo paese. Il WPC esprime la sua solidarietà al popolo iraniano e alle forze amanti della pace in lotta nella complessa lotta per raggiungere la pace, la democrazia e il progresso sociale e respinge categoricamente le minacce esterne e le sanzioni che mirano a un cambiamento di regime.

Mentre condanniamo l’aperto sostegno degli Stati Uniti e dell’Unione europea all’occupazione israeliana della Palestina, riaffermiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà con il popolo palestinese per la fine dell’occupazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 1967 con Gerusalemme Est come capitale. Inoltre, chiediamo il ritiro delle forze israeliane dalle alture del Golan siriane e dalle fattorie di Sheba libanesi e sosteniamo fermamente la soluzione per i profughi palestinesi sulla base della Risoluzione 194 dell’ONU e la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane.

Il WPC ribadisce la richiesta di ritiro completo di tutte le forze di occupazione dall’Afghanistan e dall’Iraq e richiama l’attenzione di tutte le forze amanti della pace sul saccheggio delle risorse naturali della Libia e sulla sofferenza della sua gente, dopo l’aggressione della NATO del 2011 e lo smembramento del paese.

Mentre la crisi economica capitalista e le politiche dei governi e dell’Unione europea conducono decine di milioni di persone in Europa alla povertà e alla miseria, la UE sta sviluppando ulteriormente il suo pilastro militare in base al Trattato di Lisbona, nella ricerca di un ruolo attivo nella cooperazione e competizione tra i centri e le forze imperialiste. L’Unione europea non si limita alla “gestione delle crisi” o a “esportare la sicurezza” in tutto il mondo, mira invece a diventare un “attore globale” anche nel cosiddetto “state building”, ossia nell’installazione di protettorati e di regimi disponibili. I principali settori di interesse della UE sono le reti di produzione e distribuzione (petrolio, gas) delle risorse idriche e delle riserve di energia. L’UE inoltre sta militarizzando le sue strutture, applicando nuove forme di cooperazione (“pooling and sharing”) tra i suoi membri, sviluppa “Gruppi tattici” e aggiunge tra gli obiettivi militari la “sicurezza dei cittadini europei”, cosa che costituisce una aperta dichiarazione a intervenire in futuro militarmente negli scontri civili e nelle insurrezioni. L’UE sta potenziando ulteriormente la sua cooperazione con la NATO, ma allo stesso tempo cerca di sviluppare una propria capacità di ricerca e tecnologia (programma Horizon 2020), con l’obiettivo di dotarsi di droni propri e satelliti militari.

Il WPC denuncia i piani del governo di Cipro per una affiliazione alla “Partnership per la Pace” della NATO. Per l’isola cipriota sosteniamo la soluzione di una Federazione bi-zonale e bi-comunale con eguaglianza politica, unica cittadinanza e una sola entità internazionale per Cipro come descritto nelle risoluzioni delle Nazioni Unite. Una soluzione che porterà alla completa demilitarizzazione dell’isola comprese tutte le basi militari straniere.

Nella regione Asia-Pacifico, il cosiddetto “ritorno degli USA” risponde in realtà a un incremento dell’impegno USA nella regione, per garantire gli interessi strategici degli Stati Uniti in campo economico e politico, e per porre fine alla crescita dell’influenza cinese nella regione. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che avrebbero schierato il 60 percento della loro forza militare nella regione Asia-Pacifico (“Pivot in Asia”), mentre già esercitano pressioni sui paesi dell’area per definire alleanze strategiche ed alcuni trattati sono già stati siglati. L’obiettivo è quello di espandere la loro influenza militare e sfruttare le risorse minerarie, petrolio e gas, nel mare intorno alla zona.

In Asia centrale, gli Stati Uniti stanno cercando una exit strategy per la loro disastrosa presenza militare in Afghanistan, pur mantenendo una vasta rete di basi militari. Continuano a violare gravemente la sovranità del Pakistan, con i criminali bombardamenti effettuati dai droni.

Nella penisola coreana, la Corea del Nord continua a essere minacciata dalle basi militari statunitensi e dalle testate nucleari. Le reiterate esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud servono ad aumentare la tensione. Il WPC sostiene la lotta del popolo coreano contro i piani imperialisti, per l’indipendenza e la sovranità, per la smilitarizzazione e il disarmo nucleare e per la riunificazione pacifica della Corea.

In Africa, continua il brutale sfruttamento da parte delle multinazionali con il pieno sostegno militare degli Stati Uniti e dell’Unione europea. Milioni di persone vivono nella miseria e migliaia muoiono ogni giorno a causa della fame, della mancanza di medicine e per l’acqua contaminata. Le forze imperialiste perseguono la loro politica di lunga data del divide et impera sia con l’intervento diretto sia indirettamente, fomentando divisioni e scontri civili. L’Africa è diventata teatro di contraddizioni e rivalità interimperialiste, ulteriormente aggravate dalla presenza di potenze emergenti nel continente. La diffusione di insurrezioni dalla guerra imperialista in Libia del 2011, crea instabilità e alimenta gruppi estremisti religiosi. Il WPC riafferma la sua solidarietà con il popolo del Sahara occidentale. Condanniamo l’occupazione del Sahara occidentale da parte del Regno del Marocco e sottolineiamo la nostra solidarietà con la giusta lotta del popolo Saharawi, per il diritto inalienabile all’autodeterminazione attraverso un referendum libero e democratico.

Il WPC esprime la sua profonda solidarietà con i popoli dell’America Latina. L’imperialismo degli Stati Uniti, in combutta con le forze reazionarie della regione, sta minacciando diversi governi dell’area, con particolare pressione sulla Cuba socialista e sul Venezuela. Si sta anche cercando di sovvertire I governi progressisti in Ecuador e in Bolivia. Molte nazioni latinoamericane, ispirate dalla Rivoluzione cubana, hanno prodotto conquiste sociali, economiche e politiche progressiste che hanno migliorato le condizioni di vita dei poveri e dei lavoratori. Il WPC sostiene questi sviluppi, che riflettono lunghe lotte dei popoli per affrancarsi e per l’autodeterminazione del proprio futuro.

Stiamo seguendo i colloqui di pace in corso a L’Avana tra il governo colombiano e la guerriglia ed esprimiamo la nostra solidarietà con il popolo colombiano con il desiderio venga raggiunta una pace duratura e la soppressione delle cause che hanno portato il conflitto politico, sociale e militare nel paese da decenni.

Gli Stati Uniti ma anche l’UE non hanno rinunciato al loro ruolo reazionario nella regione. Pur in competizione tra di loro, vanno a braccetto nell’imporre accordi politici, commerciali e militari su altri paesi. Gli Stati Uniti sta dispiengando nuove basi militari in Sud e Centro America per rilanciare la 4° flotta navale.

Il WPC, a 55 anni dal trionfo della rivoluzione, ribadisce la sua piena e profonda solidarietà con la Rivoluzione cubana e la sua gente e denuncia il blocco criminale imposto dagli Stati Uniti a Cuba insieme con la richiesta della chiusura del campo di concentramento della base di Guantanamo e la completa rimozione della base dal suolo cubano. Chiediamo il rilascio dei restanti 4 patrioti cubani dalle prigioni degli Stati Uniti, atto di vendetta politica da parte degli Stati Uniti contro Cuba.

La crescente aggressività dell’imperialismo contro i popoli del mondo, pone l’umanità in grave pericolo. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di intensificare le nostre azioni e la nostra solidarietà antimperialiste e rafforzare i membri del WPC in ogni paese. In questo modo, saremo in grado di affrontare e sconfiggere il nostro nemico principale.

Per affrontare questa sfida e porre il nostro movimento in prima linea nella lotta globale per la pace, dobbiamo costruire un vasto fronte antimperialista per la pace. Soprattutto durante la profonda crisi economica del sistema capitalista, dobbiamo evidenziare la relazione tra la sua crisi e la tendenza alle guerre e alle aggressioni. Noi dobbiamo collegare il nostro programma di pace con tutte le lotte: per avere posti di lavoro e stipendi dignitosi, per i diritti sociali, per la salute pubblica, contro la mercificazione della cultura e dell’istruzione, per un ambiente sicuro e protetto.

In questo contesto il WPC si propone di adottare iniziative e intraprendere azioni, organizzare incontri e conferenze nel futuro prossimo, dando continuità alle decisioni prese nella riunione della Segreteria tra maggio e giugno in Portogallo.

Evidenziamo alcuni punti del piano d’azione:

– Organizzare in tutti i paesi una giornata di azione internazionale l’8 dicembre 2013, in solidarietà con il popolo venezuelano e la Rivoluzione Bolivariana.

– Sostenere il 18° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti a dicembre 2013 a Quito, Ecuador.
– Sostenere la Conferenza internazionale per un Medio Oriente libero dalle armi di distruzione di massa, ad Haifa e Ramallah nel dicembre 2013.
– Organizzare eventi in tutto il mondo per il 65° anniversario del Consiglio Mondiale della Pace, che culminino con un evento centrale a L’Avana verso la fine di ottobre 2014.
– Ricordare il 100° anniversario dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, evidenziando i pericoli odierni di nuove guerre e aggressioni imperialiste.
– Ricordare il 15° anniversario dell’aggressione della NATO contro i popoli della Jugoslavia, con una speciale conferenza internazionale che si terrà a Belgrado il 22-23 marzo 2014.
– Commemorare il 75° anniversario dell’occupazione della Cecoslovacchia con un evento internazionale il 15-16 marzo 2014 a Praga.
– Tenere la conferenza regionale continentale dell’America a Buenos Aires nel giugno 2014.
– Nell’ambito della più ampia lotta contro il militarismo e le guerre imperialiste e della Campagna Internazionale per lo scioglimento della NATO, organizzare azioni che culminino il 04-05 settembre 2014, durante il vertice NATO nel sud del Galles, Regno Unito (65° anniversario della NATO).
– Ricordare il 40° anniversario dell’invasione e occupazione di Cipro, con un evento internazionale nell’estate 2014 a Nicosia.
– Ricordare il 75° anniversario dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.
– Organizzare l’Incontro Internazionale di Solidarietà con la Rivoluzione cubana all’Avana il 27-31 ottobre 2014.
– Sostenere l'”Iniziativa internazionale per la giustizia” in Turchia attraverso l’Associazione della Pace con l’obiettivo di dimostrare la complicità criminale del governo turco nei crimini di guerra contro il popolo siriano.
– Effettuare una missione internazionale in Siria in solidarietà con il popolo siriano.
– Tenere l’Incontro della regione Asia-Pacifico del WPC in India nel 2014.