Appello per una mobilitazione contro la guerra alla Siria

nowar siria 2013APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE
CONTRO LA GUERRA ALLA SIRIA

PROPOSTA PER UN COORDINAMENTO
SUL TERRITORIO

Giovedì 29 agosto, ore 18.00
presso la sede dell’associazione Marx XXI,
II strada privata Borrelli 32, Bari

Siria “modello Kosovo”…

Mentre la flotta USA si dirige nel Mediterraneo orientale, sempre più insistenti e minacciose si levano le voci per un intervento armato “umanitario” delle potenze occidentali – con i vecchi colonialisti francesi e inglesi a fare da apripista – contro la Siria, un paese che costituisce una diga contro l’espansionismo statunitense in Medio oriente e contro il progetto sionista della “Grande Israele”. Da due anni e mezzo la guerra dei ribelli contro il governo di Assad, in un’escalation micidiale, è sostenuta e alimentata dall’esterno – un blocco esplosivo di paesi NATO, petromonarchie arabe, neo-ottomanisti turchi – con la consegna di armi e la partecipazione diretta sempre più invasiva di “istruttori” e intelligence francese e anglo-americana (la notizia è stata di recente riportata anche dal parigino Le figaro).

Incapaci di vincere sul terreno le forze governative, che godono – nonostante alcuni cedimenti alle politiche neoliberiste negli ultimi anni – di un radicamento sociale e di un sostegno popolare, i ribelli cercano forsennatamente di costruire il casus belli per fomentare l’intervento diretto delle potenze della NATO, USA in testa. Ora, come accadde 10 anni fa per giustificare l’aggressione all’Iraq (ci si ricordi della sceneggiata all’assemblea dell’ONU di Colin Powell che brandiva una provetta vuota quale “prova” delle armi in possesso di Saddam Hussein), si agita lo spettro dell’uso delle armi chimiche e si costruiscono sulla pelle della popolazione civile le terribili prove del loro uso. Una vecchia e diffusa pratica, ampiamente sperimentata nelle guerre jugoslave degli anni ’90, da Sarajevo a Raciak, che spianò la strada alla “guerra del Kosovo” del 1999. Non è un caso che il “modello Kosovo” venga oggi esplicitamente richiamato. Allora la Nato intervenne nella primavera del 1999 contro la Federazione jugoslava di Serbia e Montenegro senza neppure la legittimazione formale del Consiglio di sicurezza dell’Onu, conducendo una guerra terroristica di bombardamenti sempre più violenti dell’aviazione contro la popolazione civile e le infrastrutture essenziali – ponti, strade, acquedotti, ospedali, scuole…

La guerra, lungi dall’essere la soluzione ai problemi sociali, economici, politici, di convivenza tra etnie e confessioni religiose diverse nel Mediterraneo orientale, non farebbe che aggravarli.

È necessario mobilitarsi

– contro un intervento militare delle potenze della NATO in Siria, che, oltre che accrescere a dismisura il numero già elevatissimo di vittime della guerra, oltre che esecrabile come aggressione esterna contro un paese sovrano, non farebbe che aggravare e rendere ancor più instabile ed esplosiva la situazione dell’intera area, con rischi elevatissimi di estensione del conflitto, come da più parti si ammonisce (si veda la dichiarazione del presidente della repubblica bolivariana del Venezuela Nicolas Maduro);

– contro la partecipazione in qualsiasi forma (compreso l’uso del nostro territorio e dello spazio aereo) della Repubblica italiana all’aggressione alla Siria, rivendichiamo l’applicazione dell’articolo 11 della Costituzione;

– per rilanciare il movimento per la pace, per la riduzione delle spese militari: è gravissimo che nella crisi economica più grave che la storia della repubblica abbia conosciuto, non si lesini sulle spese militari come l’acquisto dei cacciabombardieri F35.

Per la costruzione di un coordinamento contro la guerra alla Siria

Propongo a tutti coloro che hanno animato in questi anni il movimento contro la guerra, organizzazioni politiche, associazioni, attivisti

un primo incontro

Giovedì 29 agosto, ore 18.00
presso la sede dell’associazione Marx XXI,
II strada privata Borrelli 32, Bari

Andrea Catone