Non in nostro nome

La lettera aperta al Presidente ha ricevuto circa cinquemila adesioni. Non di rado l’adesione alla lettera è accompagnata da messaggi di solidarietà e fraternizzazione con la popolazione palestinese, e messaggi di indignazione per la posizione ufficiale del governo italiano guidato da Giorgia Meloni, che alla sessione d’emergenza dell’Assemblea Generale dell’ONU il 12 dicembre non ha votato a favore della risoluzione per l’immediato cessate il fuoco.

L’Italia del “Palazzo”, sempre più lontana dalla Costituzione nata dalla Resistenza, dalla Costituzione che ripudia la guerra, continua a tacere di fronte alla pulizia etnica e al genocidio della popolazione palestinese, continua a schierarsi senza se e senza ma con Israele.

L’Italia che non ha dimenticato la Resistenza antinazifascista, l’Italia del popolo, che soffre, che suda e lavora, l’Italia che non si è chiusa in se stessa, l’Italia che non ha perso la capacità di pensare con la propria testa e di partecipare con ragione e passione alla vita del mondo, l’Italia che non si rassegna ad essere una semicolonia degli USA, l’Italia della solidarietà e della fraternizzazione tra i popoli, questa umile Italia solleva la testa e comincia a reagire e a mobilitarsi di fronte all’indicibile infamia del genocidio in progress che Israele sta compiendo: Non in nostro nome!

Ringraziamo vivamente tutti coloro che hanno sostenuto questa iniziativa.

Siamo decisi a continuare con altre, per trasformare l’indignazione di fronte al massacro in corso in atto politico che chiede il mutamento della politica estera italiana verso la questione palestinese.

Pubblichiamo l’elenco quasi completo delle adesioni. Ci scusiamo se qualche dato può risultare inesatto o qualche adesione può essere sfuggita. Per segnalare correzioni o integrazioni, si può scrivere a [email protected].

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